Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Il caso

L’Ad Baglio di Pianetto: al Prowein successo per il vino siciliano ma fuori lo stand Sicilia molti casi di imitazione

08 Marzo 2012
Alberto-Buratto Alberto-Buratto

Il mercato tedesco sempre più attento ai vini italiani e in particolare a quelli siciliani.

Lo conferma a caldo Alberto Buratto (nella foto), amministratore delegato di Baglio di Pianetto, raggiunto per telefono in macchina di rientro dal Prowein appena concluso.  Ad averlo impegnato nella tre giorni di Dusseldorf un calendario fitto di appuntamenti con buyer e ristoratori tedeschi. Incontri che hanno avuto un riscontro commerciale. Predisposizione da parte degli operatori mai stata così favorevole, come racconta lo stesso Buratto riferendosi alla sua esperienza. “Agenti, ristoratori e buyer si sono prenotati per degustare con l’intenzione di fare ordini. Ci ha sorpreso questo. E’ il primo anno che abbiamo lavorato così bene”. Secondo la testimonianza del manager in questa edizione è stata esiguo invece il numero degli operatori del settore italiani. 

Vino siciliano quindi sempre più forte, ma non solo il rosso. Le preferenze dei tedeschi in quest’ultimo periodo si starebbero concentrando anche sui bianchi siciliani, nonostante Austria e Germania siano  patria di bianchi di altissimo livello. Questa la tendenza nei consumi riscontrata al salone.

Il vino italiano in generale nel mercato tedesco si sarebbe consolidato come icona non senza però l’inevitabile risvolto della medaglia, la speculazione. Ne ha avuto prova, per caso, proprio Buratto durante il periodo della fiera, nel corso di una cena in un ristorante, dove si imbatte in una cattiva abitudine a quanto pare comune a non pochi ristoranti all’estero. Come  riferisce l’Ad, il costo della bottiglia italiana sarebbe arrivata a tavola con un prezzo esageratamente maggiorato perché spacciata per un grande vino. Così racconta: “Al tavolo ci hanno servito il vino del mio accompagnatore, un produttore di Gavi. Scopriamo poi che il prezzo a cui veniva venduto era di 36 euro. Cosa che ha stupito il produttore il quale quel vino lo aveva dato a due euro. Purtroppo non sono rari questi fenomeni. Il problema è una certa logica adottata da distributori e ristoratori che danneggia chi produce il vino”.

Un costo ingiustificato che si accompagna anche al fenomeno dei falsi, intercettati da Buratto persino all’interno del Prowein. “Il problema è che ci sono sempre più false copie di prodotti imbottigliati siciliani. Ho fatto un giro per la fiera, e vi era vino siciliano al di fuori dello stand Sicilia, ho viste molte di etichette che non erano prodotte sull’Isola. Non può accadere una cosa simile. La nostra qualità va difesa e lo si può fare solo se i produttori fanno sistema”.

Note dolenti per il vino siciliano a parte, l’esperienza del Prowein per Buratto rimane una delle più importanti al mondo e che  non va in contrasto con la vetrina di Verona. “Il Vinitaly continua a servire alle cantine – tiene a precisare il manager -. Perché lì si concentrano gli interessi dei compratori stranieri che vogliono conoscere il vino italiano”.

ph di Giovanni Paternò

C.d.G.