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Pubblicato in Il premio il 19 Gennaio2022
Luigi Recchiuti

È ancora incredulo Luigi Recchiuti, non si rende conto come sia possibile che i giudici di Fermento Birra lo abbiano incoronato Birraio dell’Anno 2021.

Ma in fondo è persona troppo umile per capire il reale valore raggiunto dal suo birrificio Opperbacco, realtà abruzzese che ha saputo colpire nel profondo pubblico e critica con birre estrose, mai banali, dotate sempre di equilibrio anche quando sulla carta estreme, prodotti inclassificabili perché mai aderenti ad uno stile e per questo spiazzanti. Un mix vincente di creatività e professionalità che ha conquistato i 100 giudici, ogni anno chiamati da Fermento Birra a rispondere ad un quesito così facile da pronunciare ma così difficile da rispondere: chi è stato il più bravo birraio italiano dell’anno appena concluso? E così, dopo il terzo posto dell’anno passato, Luigi riesce nell’impresa di mettersi alle spalle il favorito Marco Valeriani del birrificio Alder (MB), già vincitore di due titoli e Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab (RM), che comunque si conferma dopo la vittoria dello scorso anno. Opperbacco nasce nel 2009 a Notaresco, nel teramano, in una zona collinare vocata al vino, e proprio per questo il birrificio viene chiamato con un gioco di parole che ricorda la vocazione enologica di questa terra, utilizzando come logo il famoso bacco di Caravaggio con uno spumeggiante bicchiere di birra al posto del calice di vino.

Dopo una Laurea in scienze agrarie Luigi scopre il nascente fenomeno della birra artigianale e inizia così il suo viaggio nella produzione, partendo dalla “gavetta” prima come homebrewer, per poi affidarsi all’esperienza di un birraio navigato come Leonardo di Vincenzo, allora in forza a Birra del Borgo. Dopo essersi fatto costruire l’impianto da un artigiano di Vasto, Luigi diventa libero di sfogare la sua passione collocando le attrezzature in uno splendido casolare ristrutturato, in mezzo alle campagne che circondano il comune abruzzese di Notaresco, affiancato ad un locale di mescita, l’Agripub, che ancor prima del birrificio aveva cominciato a far conoscere agli abruzzesi la buona birra, soprattutto belga, proponendola accanto alla cucina locale. Tra le carte vincenti che hanno spinto Luigi in cima alla classifica troviamo il progetto Nature e Abruxensis. Tutto nasce dalla passione per il vino, che negli anni cresce sempre di più e che lo porta a frequentare anche i corsi di Sommelier. Le birre di questa linea vengono tutte realizzate in una stanza climatizzata del casale dove riposano 8 tonneaux e 16 barrique provenienti dalla cantine Masciarelli e Nicodemi. La Nature è fermentata su un pied de cuve di uve, nel 2019 di Montepulciano o Trebbiano, vitigni tipici abruzzesi. Le uve vengono pigiate con i piedi e deraspate a mano, e una volta partita la fermentazione, dopo tre giorni viene aggiunto nella botte il mosto di birra. Ma la connessione con il territorio non finisce qui perché nelle botti finisce anche la frutta locale, come amarene, pesche e ancora uva. La linea Abruxensis, è prodotta invece inoculando un mix di lieviti selvaggi. Birre che hanno lasciato fin da subito il segno stupendo tutti per eleganza, complessità e capacità di far convivere sensazioni più rustiche e selvagge con aromaticità fresche e intriganti.

Ma Opperbacco non significa soltanto birre sour perché le origini produttive affondano nella cultura belga, tedesca e inglese, fin dagli esordi liberamente reinterpretata e miscelata da Luigi che ha dato vita a prodotti come la golden ale 4punto7, la wit Bianca Piperita, la singolare Triplipa incontro tra la scuola belga e quella americana, e la possente quadrupel 10elode, anche in versione barricata. Nel tempo studio, passione e miglioramenti tecnologici portano il birrificio ad esplorare il mondo luppolato della Ipa, con birre come la Overdose, la Tripping Flowers, la EiPiEi o la Be Happy, oltre a quello della bassa fermentazione tedesca con la RustHell. Così dopo anni di appannaggio del premio da parte della nuova generazione di birrai, un protagonista della “vecchia guardia” riesce a conquistare il titolo, grazie a una continua ricerca, a un costante aggiornamento della gamma, dimostrando che saper guardare alle evoluzioni del mercato e alle nuove tendenze non significa smarrire la propria bussola produttiva e la propria identità.

Classifica Birraio dell’Anno 2021

  1. Luigi Recchiuti del birrificio Opperbacco di Notaresco (TE)
  2. Marco Valeriani del birrificio Alder di Seregno (MB)
  3. Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab di Formello (RM)
  4. Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio MC77 di Serrapetrona (MC)
  5. Marco Sabatti del birrificio Porta Bruciata di Rodengo Saiano (BS)
  6. Josif Vezzoli del birrificio Birra Elvo di Graglia (BI)
  7. Emanuele Longo del Birrificio Lariano di Sirone (LC)
  8. Samuele Cesaroni del birrificio Brasseria della Fonte di Pienza (SI)
  9. Marco Raffaeli del birrificio Mukkeller di Porto Sant’Elpidio (FM)
  10. Enrico Ciani del birrificio Birra dell’Eremo di Assisi (PG)
  11. Luciano Landolfi del birrificio Eastside di Latina
  12. Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT)
  13. Vincenzo Follino del birrificio Bonavena Brewing di Faicchio (BN)
  14. Pietro di Pilato del birrificio Brewfist di Codogno (LO)
  15. Luca Tassinati del Birrificio Liquida di Ostellato (FE)
  16. Gino Perissutti del birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sopra (UD)
  17. Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)
  18. Fabio Brocca del Birrificio Lambrate di Milano
  19. Luigi D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (VA)
  20. Riccardo Di Profio del birrificio Rebel’s di Roma

C.d.G.

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