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L'azienda

CVA di Canicattì: “ Al Vinitaly? Puntiamo molto sul successo del Diodoros”

04 Aprile 2014
greco greco

Di ritorno da ProWine 2014, l’importante fiera enologica tedesca, Giovanni Greco (nella foto), Presidente di CVA Canicattì, si dice soddisfatto per il consolidamento nei mercati nord europei.

“Quello di  Düsseldorf – afferma – è un appuntamento di grande rilievo ed importanza, dove si è costruito, edizione dopo edizione, il successo del vino siciliano sul mercato, e dal quale torniamo carichi di energia”.

Ora però è tempo di Vinitaly. A Verona, la cantina CVA di Canicattì va con grande entusiasmo. Ma non solo. Si parte con le nuove annate, con una vendemmia tardiva di Nero d’Avola, ma soprattutto con il Diodoros, il nuovo vino, nel bagaglio a mano – considerata la produzione limitata di sole sei mila bottiglie – e, infine, con il sogno di accrescerne la produzione, se il prodotto avrà il successo commerciale atteso.

Il vino degli dei Diodoros, frutto della convenzione tra l’Ente parco della Valle dei Templi e la cantina CVA Canicattì nasce nei terreni che si estendono sotto il tempio di Giunone, nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento. È l’esempio di quanto vino e archeologia concorrono a fare  grande un territorio ricco di storia dove l’agricoltura svela il senso e l’origine della civiltà.  E, proprio in occasione della conferenza stampa della Regione Sicilia domenica 6 aprile al Vinitaly, il nuovo prodotto sarà presentato anche dall’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Mariarita Sgarlata.

Quali le caratteristiche del vino degli dei? “Siamo nel cuore delle Terre del Nero d’Avola, dove i suoli di origine alluvionale profondi e sabbiosi, caratterizzati dalla presenza di scheletro sono molto fertili per la coltivazione delle varietà autoctone siciliane” –afferma Greco – “. Il vino è un blend  delle varietà di Nero d’avola – 90% –  Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese – per la restante percentuale –   coltivate a spalliera; dopo una classica vinificazione in rosso il vino è stato affinato prima in vasca (2 mesi) e poi in barili di rovere (10 mesi), con un ulteriore processo di maturazione in bottiglia della durata di 6 mesi”.

Le seimila bottiglie la cui veste ha come simbolo una colonna dorica stilizzata, sono pronte il commercio. “Se avremo successo nella produzione, come ci auspichiamo, cercheremo di estenderla agli altri vigneti della zona: al momento è riservata a soli tre ettari”.

Altre novità? Naturalmentele nuove annate della cantina CVA, sia dei bianchi che dei rossi. Verrà poi presentata anche una vendemmia tardiva di Nero d’Avola del 2012. Un nuovo esperimento, anche questo così come il Diodoros, a firma dell’enologo di questa cantina, Tonino Guzzo.

Francesca Landolina