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Pubblicato in L'azienda il 26 Luglio2020

di Marco Sciarrini

Presentazione dell’azienda Cincinnato di Korì, il metodo classico millesimato Pas Dosé della storica azienda di Cori (Lt).

Korì è un altro modo di scrivere Cori, comune di origine dell’azienda Cincinnato che ha voluto così chiudere simbolicamente un cerchio dando un nome all’ultima produzione spumantistica, i due Metodo Classico commercializzati in versione Brut e in versione Pas Dosé la novità della presentazione, bottiglia cuvée al posto della champagnotta classica, “Bellone” in etichetta, doppio punto rosso e cerchi concentrici lucidi in etichetta e nella capsula per sottolineare la tipologia del vino, logo in rilievo al centro della bottiglia con un elegante soluzione nero su nero. Il Korì Pas Dosé rappresenta una sfida alla versatilità del Bellone, uva bianca tipica di Cori, che la Cincinnato presenta ormai in sei versioni diverse. La mancanza del "liqueur de expedition", rende questo spumante, di per sé elegante e con un perlage fine, anche molto riconoscibile, originale, ancor più legato al territorio. Parliamo di colline con molti residui vulcanici che si affacciano sull’agro pontino, dalle quali lo sguardo arriva direttamente alla costa meridionale del Lazio, isole pontine comprese nelle giornate limpide, da un punto di vista meramente formale appartiene alla provincia di Latina, ma da un punto di vista ampelografico è più vicino all’areale dei Castelli Romani.

Tecnicamente viene prodotto scegliendo e vendemmiando a mano solo i migliori grappoli degli appezzamenti selezionati allo scopo tra i tanti a disposizione dell’azienda. Si procede poi con una pressatura cremànt dalla quale si ottiene solo mosto fiore, prima fermentazione in vasche d’acciaio a temperatura controllata di 15° e poi, in primavera, tiraggio e presa di spuma in bottiglia. Dopo un minimo di 18 mesi di maturazione, che arrivano anche a 24/30 mesi in funzione dell’annata, si procede alla sboccatura e immissione sul mercato. La storia del Bellone la possiamo ritrovare tra le citazioni di Plinio il Vecchio uva Pantastica, uva pane, che si mangiava con il pane oppure con il nome di Cacchione. Il nome Cincinnato è stato dato in onore Lucio Quinzio Cincinnato, console Romano del V secolo a.C e protagonista di epiche vittorie in battaglie contro i nemici di Roma. La realtà guidata oggi da Nazzareno Milita è sempre stata chiara, autoctoni e qualità, anche quando le due cose sembravano non potessero coesistere in una cooperativa vitivinicola. L’importante lavoro fatto da Cincinnato, è il valore aggiunto di essere una grande famiglia composta da oltre 105 soci, in buona parte discendenti di quei vignaioli che la fondarono nel 1947. Una cooperativa come poche nel Lazio e, per certi versi, in tutta Italia, numero dei soci di età media 55 anni, superficie media dei vigneti 2,80 ettari, si va da 0,1 a 10 ettari a socio, ettari vitati complessivi 284, più 250 ad uliveti, uve pagate in base alla qualità complessiva e forte incentivo per gli autoctoni. Queste alcune delle caratteristiche che rendono unica la Cincinnato di Cori, in provincia di Latina, che dal 1978 si è dotata di un moderno impianto di produzione dal quale escono poco meno di un milione di bottiglie l’anno, mentre dal 2013 ha attivo anche un Wine Resort, con ristorazione ed ospitalità raffinate a soli 60 chilometri da Roma, nato dalla ristrutturazione di un antico casale in via Stoza.

Il terreno è principalmente vulcanico nella zona a valle, grazie alle numerose eruzioni del vicino sistema vulcanico dei Castelli Romani, e calcareo a ridosso delle montagne. Ogni vigneto è gestito secondo la tecnica della difesa integrata e non viene irrigato; alcuni di essi sono completamente biologici con relativa certificazione degli organismi di controllo. L’azienda si contraddistingue per l’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente, attraverso la coltivazione di vigneti biologici, l’autosufficienza energetica grazie ad un impianto fotovoltaico e la distribuzione locale con mezzi a metano. Con l’occasione della presentazione, il Presidente Nazzareno Milita, Giovanna Trisorio responsabile marketing, e dell’enologo Luigi De Cave, hanno organizzato una degustazione guidata dal giornalista e relatore Fisar Fabio Ciarla, tutta incentrata sul vitigno Bellone vitigno autoctono su cui l’Azienda ha investito, e che ha dimostrato tutta la duttilità del vitigno alle differenti vinificazioni e all’esame della longevità.

Korì Metodo Classico Pas Dosé 2016
100% Bellone. Quaranta mesi sui lieviti con sboccatura effettuata ad aprile 2020. Colore giallo paglierino, con un perlage fine al naso sensazioni fruttate di mela, note di pasticceria che si integrano a sentori di cedro e agrumi con un contorno di note erbacee ed officinali che tendono al balsamico, al palato la nota fruttata di pompelmo rosa su tutti che accompagnata da una bella freschezza e sapidità porta ad un finale persistente.

Gli altri vini degustati sono stati

  • Spumante Metodo Charmat
  • Spumante Metodo Classico Brut 2016
  • Spumante Metodo Classico Brut 2015
  • Castore 2019
  • Enyo 2018

 

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