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Pubblicato in L'azienda il 02 Novembre2020

di Michele Pizzillo

Presentarsi sul mercato del settore horeca in questo periodo è veramente una scelta coraggiosa.

E, per di più, con una proposta particolare perché la Vinicola San Prospero di Imola, è riuscita ad organizzare a Milano una degustazione dei propri vini biologici ma presentati in una confezione innovativa, la “bag in box” da tre litri che per la sua sostenibilità rappresenta anche un presidio di tutela dell’ambiente. Tre i vini degustati, Montepulciano d’Abruzzo doc, Passerina igt Marche e Primitivo igt Puglia, che si sono rivelati prodotti di eccellenza, ideali per rispondere alle esigenze della ristorazione e dei locali specializzati nella mescita, senza trascurare il consumo domestico, anche se per iniziare i figli di Pietro e Lino Martelli, che 55 anni fa crearono la Vinicola San Prospero – dandogli il nome della borgata di Imola, dove ha sede l’azienda – sono convinti che nel mondo dell’horeca mancasse una proposta del genere. E, infatti, Gianluca Martelli, seconda generazione alla guida dell’azienda, sottolinea che “la nostra filosofia è sempre stata improntata al rispetto della natura e alla tutela dell’ambiente in tutte le fasi dell’attività: dalla coltivazione delle viti fino alle diverse fasi della produzione del vino. Sostenibilità, garanzia di qualità, cura dei dettagli sono i punti fermi in base ai quali operiamo da sempre”. E, questo, dovrebbe essere un aspetto molto positivo per questo contenitore innovativo perché, aggiunge Vincenzo Vernocchi, responsabile del progetto “la scelta del bag in box è una sfida importate per i vini perché fa leva su tre fattori competitivi: innanzitutto, il costo del packaging, che influisce in misura molto contenuta sul prezzo del prodotto, consentendo di avere un eccezionale rapporto qualità-prezzo; in secondo luogo, la sostenibilità ambientale, in quanto il bag in box è totalmente e agevolmente riciclabile; infine, la conservazione del vino: nel contenitore è presente infatti azoto, gas inerte che impedisce l’ossidazione del vino, che si conserva anche da aperto per un lungo periodo. A tutto questo si aggiungano facilità e sicurezza di trasporto: il bag in box è leggero e non si rompe”.

Intanto diciamo chi è la Vinicola San Prospero. Da mezzo secolo è una delle aziende leader nella produzione – possiede 50 ettari di vigna - e commercio dei vini sfusi, ma ben identificati. Tant’è vero che San Prospero distribuisce i propri vini in 22 paesi dove c’è molto attenzione per i prodotti alimentari biologici. E, pare proprio dalle frequentazioni con i loro clienti del Nord Europa e di Canada e Stati Uniti, alla nuova generazione dei Martelli, è nata l’idea di proporsi nel mondo dell’horeca con contenitori più manegevoli e rispettosi dell’ambiente. Il titolare della San Prospero, insieme ai cugini Cristina e Antonio, avevano deciso di “aggredire” il mercato con il vino in bag in box già dai primi mesi dell’anno; poi è arrivo il Covid e il mondo si è fermato un pò. Ma il riscontro positivo che hanno avuto in paesi dove i consumatori sono convinti che il vino è buono se nasce buono, non se si utilizza il contenitore costoso, hanno deciso di dare un’accelerata alla distribuzione sul mercato italiano, con confezioni da 3 a 20 litri, per il momento con Montepulciano, Passerina e Primitivo. Seguiranno i vini doc delle Venezie, cominciando con il Pinot grigio, a cui seguiranno le altre tipologie che si fregano di questa denominazione.

“Il momento è difficile e molti clienti che hanno subito creduto alla nostra innovazione dopo aver degustato il vino in bib e aver valutato la praticità del contenitore - non li abbiamo potuto servire e, qualcuno ha quasi protestato - dice Martelli - Oltretutto, il bag in box è un contenitore che può conservare il vino per quasi due mesi, senza alcun problema ossidativo”. Il mercato è pronto a recepire i vini in contenitori diversi dalla bottiglia. Però sarebbe importante una buona comunicazione per evidenziare la praticità del bag in box, la facilità di smaltirlo e la sicurezza di conservare il vino. La San Prospero acquista uve in diverse regioni italiane - Marche, Abruzzo, Puglia e Veneto in particolare -, che poi trasforma in vini che si fregiano dell’igt, della dop, della doc e della docg, nonché vini biologici, a seconda della collocazione del vigneto e in una vasta gamma che copre molteplici fasce di mercato, dai vini base spumante fino ai prodotti di nicchia, per soddisfare le richieste di una clientela sempre più attenta ed esigente. In più, i Martelli hanno acquisito anche il controllo di cantine in quelle aree dove acquistano la gran parte delle uve che trasformano. In queste zone possiamo dire che i viticoltori bolognesi “impongono” la filosofia imprenditoriale che li ha sempre caratterizzati e, cioè, la tutela del territorio e la valorizzazione di ciò che offre la natura. Dopo la scelta, nel 2005, di percorrere la via dell'agricoltura biologica nei vigneti di proprietà, nel 2014 la Vinicola San Prospero ha ottenuto la certificazione Iso 22000. Un motivo in più per fornire una vasta gamma di prodotti di qualità, e in diverse tipologie di confezionamento come BIB (bag in box) asettico da 3 a 20 litri, fusto metallico da 225 litri, fusto metallico asettico da 215 litri, Ibc in plastica palletizzato (diverse opzioni) da mille litri, Ibc asettico in plastica palletizzato (diverse opzioni) da 1000 litri, Flexitank da 24.000 litri, cisterna alimentare coibentata da 25.000 litri. E, poi, anche la location scelta per la degustazione milanese fa la differenza, perché Oplà è uno spazio polivalente e multiculturale dedicato all’arte, all’enogastronomia e alla cultura, portato avanti dall’associazione di promozione sociale no profit Lògoi.

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