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Pubblicato in L'iniziativa il 27 Aprile 2020
di Giorgio Vaiana
Federico Latteri e Nadia Zenato

di Giorgia Tabbita

“Questo periodo ci ha dimostrato che si può comunicare col cliente anche a distanza. Noi oggi possiamo vedere e ascoltare persone lontane da noi. Peccato non poter degustare del vino insieme”.

Così Nadia Zenato, presidente del Cda dell’azienda Zenato, sulle sponde meridionali del Lago di Gard, e protagonista di questo nuovo appuntamento con Wine Moment, condotto da Federico Latteri, ha inaugurato la nostra settimana, parlandoci di quei piccoli cambiamenti che hanno trovato un appiglio nel web. “Al momento abbiamo in progetto la realizzazione di un tour virtuale – ha spiegato – che conduca i clienti, su prenotazione, nella nostra cantina partendo dal vigneto. Un progetto che dovrebbe essere pronto da metà maggio”.  L'azienda di famiglia è stata fondata da suo padre Sergio nel 1960 che ha deciso di investire sui vitigni autoctoni. Oggi vanta quasi cento ettari di vigneti nelle aree più vocate del Lugana e nella zona classica del Valpolicella. Due volti, l’uno bianco, l’altro rosso, entrambi rappresentativi di vini di qualità che nascono dalla passione per il territorio e per la sua storia.

“L’Amarone è uno dei vini rossi più conosciuti al mondo e ancora oggi è in auge – ha sottolineato – è un vino che in questo momento di lockdown non ha risentito di grandi perdite. Nelle nostre consegne non manca quasi mai una bottiglia di Amarone, è uno dei vini per noi più rappresentativi insieme al Lugana e fa parte del nostro archivio storico”. E lei, che di Amarone se ne intende, ha spiegato quali sono le caratteristiche immancabili. “Dev’esserci molta eleganza, finezza, e allo stesso tempo il gusto classico dell’Amarone che ricorda la ciliegia, la marasca – ha detto - Dev’essere una grande piacevolezza anche al naso e, infine, deve allietare non un semplice piatto, ma tutta la cena, o addirittura il dopo cena. Per me l’Amarone è anche un vino da conversazione”.

E del Lugana? “Abbiamo fatto la prima riserva di Lugana nel 1993. E’ il classico vino bianco che ha mille sfaccettature, è un vino versatile, che può essere bevuto fresco, ma anche dopo qualche anno. Negli ultimi anni è stato uno dei vini bianchi che hanno riscosso grande successo e noi dobbiamo essere bravi a mantenere questo successo, che spesso si perde per via dell’euforia del momento. Abbiamo fatto una ricerca sul vitigno del Lugana – ha aggiunto la Zenato - e abbiamo scoperto che in quest’uva c’era una sostanza antiossidante. E come sappiamo tutto ciò che è antiossidante fa bene alla pelle”. Nella vita di Nadia, però, non solo vino. Appassionata di moda e gioielli, ha creato una sua particolarissima linea di accessori. “Quello è un po’ il mio hobby, la mia passione – ha detto - Una donna è abituata ad avere gioielli preziosi, i miei gioielli invece sono semplici e sono collegati al vino, in quanto realizzati proprio dai tappi dei nostri vini. Per lavorare nel mondo del vino devi avere sensibilità, gusto, pazienza, creatività, tutte cose che mi rispecchiano sia nella veste di produttrice che nel campo della moda”.

Poi, un occhio di riguardo per la nostra Italia. “In questo periodo ogni sera a tavola c’è una bottiglia di vino diversa. Mi piace esplorare altri territori, bisogna sempre imparare. L’unica cosa a cui tengo in questo periodo, però, è di bere italiano. Abbiamo grandi produttori che producono vini ottimi, dal Piemonte alla Sicilia, - ha concluso - quindi ho cercato di non farmi trasportare fuori dal confine mantenendo il consumo italiano”.


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