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Pubblicato in L'intervento il 18 Febbraio 2021
di Giorgio Vaiana
Costiera amalfitana

Non avevo mai sentito un presidente del consiglio insediarsi alla guida di un governo e parlare così tanto di turismo. Mai.

Su Mario Draghi sono un attendista. Non sono un fan, non credo alla politica affidata ai banchieri. Tuttavia quel passaggio sul turismo non me l’aspettavo. Perché a pensarci non ci siamo abituati a questi endorsement che riguardano comparti ritenuti da troppo tempo marginali rispetto al sistema Italia. L’Italia, è bene ricordare, negli anni ‘70 era la prima destinazione turistica al mondo. Cioè riusciva ad attrarre meglio di qualsiasi altro Paese. Per carità, molte cose sono cambiate, la mobilità è cresciuta in modo esponenziale, e tanti altri attori sono scesi in campo. Ma davvero riteniamo che l’Italia non possa aspirare a scalare la classifica e cercare di migliorare la sua quinta o sesta posizione? E poi: vogliamo parlare del turismo interno? Tutto da sollecitare e organizzare? Conosco ragazzi che conoscono bene Londra e non sono mai stati a Roma. Non è possibile. Tornando alle parole del nuovo capo del governo italiano colpisce quella frase in cui sottolinea che ogni euro speso per il turismo è un euro che vale come investimento perché i soldi spesi in questo modo tornano indietro. Mi sembra un’affermazione che lascia intendere belle cose per questo comparto che da solo è circa il 14 per cento del Pil (indotto compreso) e il sei per cento di tutti gli occupati. Numeri importanti che possono scatenare altri volani.

Che qualcosa stava cambiando attorno al turismo si era capito con la nomina di un ministro (Massimo Garavaglia) dedicato solo al Turismo che in questi anni ha ballato tra Beni Culturali e Agricoltura. Adesso gli viene riconosciuto un peso specifico e un impegno necessario che richiede un ministro tutto dedicato. Un bel segno. Il turismo in Italia è tante cose: i beni culturali, un quadro, una statua, una chiesa, certo. Ma ci sono anche paesaggi, montagne, isole minori, boschi, e poi il cibo e il vino, un binomio questo poco sfruttato. Eppure abbiamo tantissime carte da giocare e pertanto le parole di Draghi arrivano come un piccolo toccasana in un momento drammatico per il turismo. Voi nel vostro piccolo se foste al posto di Garavaglia che cosa fareste subito per il turismo?

F.C.


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