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Pubblicato in La degustazione il 29 Marzo2021

di Marco Sciarrini

Quando si parla di viticoltura isolana si percepiscono già la difficoltà che i viticoltori devono affrontare.

Ma quando in particolare si deve raccontare dei vigneti che sono sull’isola di Ischia si rappresenta bene quale sia la viticoltura eroica e la continua sfida alla natura. In questo caso siamo al cospetto di una delle aziende storiche “La Pietra di Tommasone”. È Pithecusa il nome dato ad Ischia dai Greci (in greco Πιθηκοῦσσαι), e del quale l’azienda ne ha fatto una sua etichetta, e ai quali è attribuita la paternità dell’arrivo della vite sull’isola. Anche se la Famiglia Monti iniziò la sua avventura enologica nel 1870, la sua sede ha natali precedenti in quanto eretta sui resti di un antico palmento, con un vecchio torchio di pressatura e la bottaia scavata nel tufo verde in località “Fango”. Fu il bisnonno Pietro, appunto nel 1870, ad avviare l’attività, ed oggi arrivati alla quarta generazione con Antonio e Lucia sua figlia.

(La barricaia)

La storia di Antonio prende una svolta agli inizi degli anni '80 con la perdita del papà Tommaso dopo la quale decise di emigrare, come tanti in queste latitudini, in Germania e come molti ialiani emigranti, apre un ristorante per l’appunto italiano. Qui conosce la sua attuale moglie Birgit. La passione per la propria terra e per la tradizione della famiglia per la viticoltura lo portano alla fine degli anni '90 a riprendere in mano l’azienda reimpiantando le vecchie vigne. Il suo ritorno fu così convinto che la ristrutturazione della cantina avvenne seguendo le più moderne tecnologie. A qui tempi e per la zona, avere un impianto di raffreddamento con controllo della temperatura ad ogni singola vasca in acciaio era un vero e proprio fiore all'occhiello. L’apporto della famiglia è sempre fondamentale e Antonio ha trasmesso la passione del vino anche alla figlia Lucia, diventata dopo studi ed esperienze importanti, responsabile della produzione e della commercializzazione e protagonista della viticoltura isolana, insieme al marito Giuseppe Andreoli, tecnico di cantina. La nuova cantina vede la luce nel 2004 ed il nome scelto “La pietra di Tommasone” è dedicato sia al padre di Antonio, Tommaso, che all’antica cantina e al riferimento della pietra, nello stesso anno avviene la vendemmia con una produzione di 30.000 bottiglie. Ora l’azienda possiede due ettari di proprietà e 14,5 ettari in affitto, i suoi vigneti vanno dai 250 ai 450 metri sul livello del mare e beneficiano del bel clima mediterraneo, con una salubre ventilazione, dell’apporto del mare, e dei suoi terreni vulcanici che rendono unici i vini di questo territorio. Abbiamo avuto l'occasione di degustare una selezione dei vini dell’Azienda.

(I vini bianchi degustati)

Terradei Ischia Bianco Doc 2020
Biancolella 50% e Forastera 50%. Pigiatura soffice, vinificazione a temperatura controllata con l’aiuto di lieviti selezionati, la fermentazione fermentato in acciaio sempre a temperatura controllata per circa 15 giorni. Affinamento sulle fecce nobili con “batonnage” a frequenza scalare, segue un affinamento i bottiglia per almeno un mese. Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, al naso piacevoli note agrumate tipicamente mediterranee con alcuni richiami alla pera, al palato morbido con una bella percezione acida che conduce ad un finale intenso e persistente sulle note agrumate olfattive.

Ischia Biancolella Doc 2020
Biancolella in purezza. Identica la metodologia di produzione del precedente con una produzione di 50.000 bottiglie. Colore giallo paglierino con evidenti riflessi verdognoli dati dalla sua gioventù, al naso evidenzia una finezza floreale e fruttata su note di pesca gialla, banana e fiori di ginestra, al palato il sorso è pieno ed elegante, ritrovando le sensazioni olfattive con una bella freschezza, sapidità ed intensità per un finale ammandorlato tipico del Biancolella.

Tenuta dei Preti – Ischia Biancolella Doc 2019
Biancolella 100%. Identico agli altri il procedimento di vinificazione con in più un affinamento sulle fecce nobili in tonneaux di acacia per 6 mesi, con una lunga serie di “batonnage” a frequenza scalare, allo scopo di ottenere un vino complesso e delicatamente profumato. Si attende il mese di aprile per l’imbottigliamento. La produzione è di 5.000 bottiglie. Colore giallo paglierino intenso e luminoso. Al naso si presenta intenso, pieno e vellutato, con note fruttate e floreali di albicocche e pesche gialle mature, fiori di mandorlo erbe della macchia mediterranea. Al palato un sorso pieno ed avvolgente, tornano le sensazioni olfattive di frutta matura, equilibrato con buona persistenza con finale sapido e minerale.

Pithecusa Epomeo Bianco – Igt 2020
Biancolella 50% e Fiano 50%. La vinificazione ricalca quelle dei precedenti vini, le due varietà vengono quindi assemblate solo dopo il giusto periodo di maturazione. La produzione è di 10.000 bottiglie. Colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso è fruttato, floreale, ma anche leggermente speziato, con note di piccola pasticceria, fiori di acacia, vivaci e fresche note frutta gialla come mango, pesca e quel sottofondo agrumato che solo gli agrumi di queste zone sanno dare, sottofondo di salvia selvatica. Al palato, l’ingresso è elegante pieno di buona sapidità, speziato e ben strutturato con un bel finale persistente su note ammandorlate. Rispecchia in pieno i marcatori del Fiano e della Biancolella.

(I vini rossi degustati)

Ischia Per ‘e’ Palummo Doc 2019
Piedirosso 100%. Macerarazione e fermentazione in vasche di acciaio a contatto con le bucce. Dopo circa 20 giorni separazione dalle bucce segue affinamento in acciaio fino al mese di aprile per poi essere imbottigliato. Produzione di 10.000 bottiglie. Colore rosso rubino con riflessi violacei, al naso si presenta di un fruttato intenso, di sottobosco frutti di bosco mora selvatica, lampone, ciliegia e mirtillo con alcune note speziate. Al palato è morbido, tornano le note fruttate che accompagnano un lungo finale leggermente speziato.

Pithecusa Rosso Epomeo rosso Igt 2017
Aglianico 60%, Piedirosso 20% e Guarnaccia 20%. Identico al precedente il procedimento di vinificazione, ma al momento della separazione delle bucce anziché affinare in acciaio, continua l’affinamento in tonneaux di rovere francese di secondo passaggio per 24 mesi. Produzione 8.000 bottiglie. Colore rosso rubino intenso, al naso il ventaglio olfattivo presenta note balsamiche e di sottobosco, ciliegia, l’amarena, la mora, il ribes nero e cacao accennata nota tostata. Al palato è caldo ed elegante, conferma delle sensazioni olfattive che si prolungano in un finale lungo e persistente.

Tenuta Monte Zunta – Ischia Doc 2018- Per’è Palummo
Piedirosso 85%, Cabernet Sauvignon 15%. inificazione identica alla precedente, ma al momento della separazione delle bucce continua l’affinamento in barriques di rovere francese di primo passaggio per 18 mesi. Produzione: 2.600 bottiglie. Colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, al naso si notano immediatamente note balsamiche, speziate dolci, ma anche note di frutta rossa frutta sotto spirito come ciliegia nera, ribes, tabacco cacao e liquirizia, soffusa percezione balsamica. Al palato, fine struttura buon bilanciamento tra tannini morbidi e una bella acidità, finale lungo e una persistenza speziata.

Piagnanera Epomeo Rosso Igt 2016
50% Aglianico, 30% Montepulciano e 20% Guarnaccia. Vinificazione identica alla precedente, ma al momento della separazione delle bucce continua l’affinamento in tonneaux di rovere francese e barriques per almeno 36 mesi. Produzione 2.000 bottiglie. Colore rosso rubino profondo con leggeri riflessi granati, al naso, fine e intenso, fruttato e speziato, con sentori di ribes nero, ciliegia nera, liquirizia, legno balsamico e liquirizia, cacao chiudendo con note olfattive speziate quasi fumè. Al palato sorso pieno e piacevole, con tannini importanti che si amalgamano armoniosi alla freschezza, finale di lunga persistenza su note speziate.

(Le bollicine degustate)

Ischia Bianco Spumante Metodo Classico Tradizionale -Extra Brut Doc
Biancolella 50% e Forastera 50%. Pressatura soffice, fermentazione in acciaio con permanenza sui lieviti di almeno sei mesi. Dopo la filtrazione e l’aggiunta del “liqueur de tirage” si avvia la seconda fermentazione in bottiglia e una maturazione sui lieviti di almeno 36 mesi. In fase di sboccatura non sono stati aggiunti zuccheri. Produzione 1.500 bottiglie. Perlage molto fine ed elegante, al naso è ampio, fine e complesso, con note di crosta di pane, ed erbe selvatiche, sensazioni agrumate di bergamotto e di fiori bianchi, al palato si presenta complesso ed elegante, bella la sapidità minerale iodata accompagnata ad una decisa spalla acida con una nota delicatamente ammandorlata nel finale.

Rosato Spumante – Brì 1955 Metodo Classico Tradizionale - Dosaggio zero
Il nome è dedicato alla mamma di Lucia, Birgit che è chiamata affettuosamente da Antonio Brì. Aglianico 100%. Le uve vengono coltivate a 250 s.l.m. in località Chiena nel comune di Forio a est dell’Isola. I vigneti hanno in media un’età di 20 anni allevati a Guyot. Identici i metodi di vinificazione e imbottigliamento del precedente. Produzione 2.000 bottiglie. Perlage molto fine, elegante, al naso fruttato e floreale, con fragoline di bosco, erbe selvatiche e fiori di montagna. Al palato si presenta complesso, elegante, tornano i sentori olfattivi con una bella freschezza e sapidità che richiama la beva.

Cantine Tommasone
Via Provinciale Lacco - Fango, 144 - Lacco Ameno (NA)
T. 081 3330330
www.tommasonevini.it

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