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Pubblicato in La degustazione il 03 Giugno2021
Claudia e Genuino Del Duca

di Marco Sciarrini

Se si dovesse immaginare di rappresentare il prototipo di una azienda vitivinicola a conduzione familiare, spina dorsale della nostra economia, non avremmo dubbi se ci apparisse la famiglia Del Duca con la sua cantina Podere Marcampo.

Occasione di parlare della famiglia e della loro azienda è stata l’inaugurazione dei nuovi locali della cantina che si trova nel circondario di Volterra (PI) nel Parco Naturale delle Balze e dei Calanchi con un impatto visivo con le Balze come sfondo, e i vigneti che si estendono verso le colline della Val di Cecina, offrono un panorama rurale unico, in un territorio poco conosciuto da un punto di vista enologico, ma che al tempo degli etruschi esisteva già come tradizione vitivinicola. La struttura ospita anche un agriturismo, nata su un rudere settecentesco, e riesce a cogliere quel binomio da molti rincorso del turismo del vino. Attualmente sono 5 gli ettari vitati, ricadenti in quel di Terre di Pisa, con 5 vitigni allevati, il Merlot, il Sangiovese, il Vermentino, il Ciliegiolo e il Pugnitello, da cui i nascono 5 vini Igt. L’attività imprenditoriale di Genuino Del Duca e della moglie Ivana Delli Compagni inizia nel 1991 nel settore della ristorazione quando aprono il loro primo ristorante a Saline di Volterra, e dopo circa dieci anni decidono di aprire una seconda attività in centro a Volterra, a due passi da Piazza dei Priori, nasce così l’Enoteca Del Duca, vero punto di riferimento culinario della zona grazie all'ottima cucina di Ivana, e, già da allora un'accurata selezione dei vini.

(I vigneti e la cantina)

Nel 2003 vendono il ristorante di Saline e acquistano il rudere che poi è diventato il loro centro imprenditoriale principale. L’azienda è certificata biologica dal 2021, anche se da sempre hanno condotto i vigneti seguendo questa linea. Nel 2012 Claudia Del Duca, figlia di Genuino e Ivana, inizia a lavorare stabilmente con loro, portando freschezza e nuove idee proiettando l'azienda anche ai palcoscenici Internazionali. L’inaugurazione della cantina, oltre alla presenza di Claudia Del Duca, del papà Genuino, è stata presenziata dall’architetto Marco Giampellegrini, e dall’enologo Enrico Bortolini. I locali sono stati ridistribuiti per quanto riguarda la parte di vinificazione ed è stato creato un nuovo ambiente per l’affinamento del vino. Essenziale ed elegante, dove l’effetto scenico del soffitto fatto con lunghe travi di legno, creando l'immagine di essere proiettati dentro ad una botte di vino. Al centro della sala è stata realizzata, dal Maestro Giorgio Pecchioni, un’opera di alabastro con il marchio di Marcampo inserita nel centro in cui sono stilizzate due D che si uniscono con la seconda disegnata al contrario.

(La sala degustazioni)

Durante questo interessante press tour abbiamo avuto l’occasione di degustare i vini dell’Azienda. Si è cominciato con Terrablu un Igt Toscana Vermentino in due annate diverse la 2019 e la 2020 ambedue con un colore giallo paglierino, fiori bianchi, pera matura, al palato importante la vena acida che dona al vino persistenza e complessità, la versione 2019 dona delle affascinanti sensazioni di idrocarburo che dimostrano come l’affinamento in bottiglia può rappresentare una prospettiva commerciale importante. Altra verticale ha visto tre annate di Sangiovese in purezza la 2012, la 2015 e la 2016 dell’etichetta Severus Igt Toscana. Le tre annate sono caratterizzate dalla presenza di frutti rossi, spezie delicate, pepe, cuoio e mirto. In bocca i tannini sono presenti ma setosi in particolare per la 2016, la freschezza e la mineralità lo rendono un vino persistente. Abbiamo degustato anche l’etichetta che prende il nome dell’Azienda: Marcampo, un Igt Toscana Rosso. Sangiovese 50%, Merlot 50% con affinamento di un anno in tonneaux di terzo e quarto passaggio. Al naso intenso il ventaglio olfattivo che fa del fruttato la sua forza con ciliegia matura, bacche rosse e nere intense, al palato è morbido, tornano le sensazioni olfattive con anche sensazioni speziate, bella l’acidità che richiama il sorso.

(La verticale di Giusto alle Balze)

Il clou delle degustazioni è stata la verticale di Giusto alle Balze dall’annata 2006 per arrivare alla 2017, con la sola assenza del 2009. Il vino è un Igt Toscana Rosso, Merlot in purezza. Vigneti con esposizione a Nord-Ovest e Sud-Est, su terreni di argille plioceniche con fraione argillosa al 40%, allevamento a cordone speronato. Fermentazione e macerazione in acciaio a temperatura controllata con frequenti rimontaggi all’aperto e al chiuso. Macerazione di 15 giorni sulle bucce, l’affinamento di un anno dal 2007 al 2013 è avvenuto in barrique dal 2014 in tonneaux misti nuovi e secondo passaggio.

Giusto alle Balze 2006
È una grande sorpresa la vivacità olfattiva e gustativa di questo vino che esce come vino da tavola, un’acidità sorprendente che è la sua vera spina dorsale e che ha fatto il passaggio solo in acciaio.

Giusto alle Balze 2007
Note di scatola di sigaro, tabacco sensazioni speziate dolci, al palato tannini morbido equilibrato e con buona persistenza.

Giusto alle Balze 2008
Sensazioni di fondo di caffè, liquirizia, tannino presente e ben definito ottima l’acidità.

Giusto alle Balze 2010
Frutta polposa e nota sanguigna sensazioni di tabacco dolce e liquirizia, bella l’acidità in equilibrio con i tannini eleganti sensazioni balsamiche in finale.

Giusto alle Balze 2011
Belle note fruttate di frutta matura su tutti la prugna che si alternano con le note speziate e accenni balsamici, sensazioni di rabarbaro e china, al palato corrispondenza gusto olfattiva accompagnate da un equilibrio tra tannicità ed acidità.

Giusto alle Balze 2012
Note balsamiche e di tabacco, rispetto alle precedenti tannini e acidità un gradino sotto con una nota alcolica evidente.

Giusto alle Balze 2013
Spuntano sensazioni di piante officinali e note mentolate polverose, al palato un’acidità vivissima con un tannino presente e ben definito.

Giusto alle Balze 2014
L’annata ha influito sul risultato finale, le caratteristiche di balsamicità acidità e di eleganza dei tannini un passo indietro rispetto alle precedenti.

Giusto alle Balze 2015
Ampio al naso affascinanti note vegetali di geranio e spezie, tannino vellutato che armonizza con una delicata acidità e grande persistenza finale.

Giusto alle Balze 2016
Già al naso si percepisce una finezza olfattiva, torna il geranio chiodi di garofano, leggere spezie, al palato grande pulizia del cavo orale con un sorso pieno con corrispondenza gusto olfattiva trama tannica delicatissima con una lunga persistenza finale.

Giusto alle Balze 2017
Un vino in prospettiva con sentori ancora un pò chiusi, i tannini presenti devono ancora polimerizzarsi, l’acidità è già in corsa, di grande prospettiva. 

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