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Pubblicato in La degustazione il 19 Maggio2021
Raffaele Boscaini

di Michele Pizzillo

Fresco come il pane appena sfornato, come l’uovo di giornata, come il latte appena munto, come il grappolo dell’uva appena colto e, adesso, aggiungere il “Fresco di Masi”, vino fatto in modo semplice come una volta per preservare il sapore autentico.

Possiamo sintetizzare così l’ultima novità di una grande azienda famosa per la produzione di Amarone, Masi di Sant’Ambrogio di Valpolicella, per interpretare una rinnovata visione di sostenibilità? “E’ proprio così”, conferma Raffaele Boscaini, settima generazione della storica famiglia proprietaria di Masi e che è pure responsabile del gruppo tecnico dell’azienda. Nel corso della presentazione ufficiale, online ovviamente, di “Fresco di Masi” – un bianco e un rosso – Boscaini ha pure raccontato di come un’azienda vocata all’appassimento delle uve e all’utilizzo del legno, ha fatto una scelta che possiamo definire rivoluzionaria, verso una produzione “per sottrazione” che minimizza l’intervento dell’uomo sulla natura, un ritorno alle origini, la ricerca dell’essenza del vino e l’esaltazione del concetto di “senza”: senza appassimento, senza legno, senza concimi, senza plastica.

Dice Boscaini: "E' da qualche anno che pensavamo di esplorare nuovi mercati e con vini completamente diversi da quelli che richiamano il nome Masi. L’idea di "Fresco di Masi" nasce proprio dall’esaltazione dei “vini sinceri, all’insegna della genuinità, semplici come una volta, ma buoni come ci si aspetta oggi. Abbiamo ricercato il percorso più breve dal vigneto al bicchiere “uva-mosto-vino” e ottenuto vini moderatamente alcolici e caratterizzati da un gusto immediato di frutta fresca”. E, poi, nel corso della degustazione, è emerso che “Fresco di Masi” risponde alla sensibilità dei nostri tempi: la ricerca di un consumo sempre più responsabile e attento al benessere degli individui e del pianeta. Il progetto è espressione dell’anima innovativa di un’azienda da sempre all’avanguardia nella ricerca in vigneto e in cantina che così prosegue nel suo impegno nella sostenibilità, coniugando i benefici delle tecniche organiche con la ben nota qualità Masi e la visione culturale dei suoi vini. Concetto espresso da Boscaini e condivisibile perché “Fresco di Masi” indica la massima naturalità e integrità di un vino genuino, vegano, prodotto da uve biologiche vendemmiate nelle ore più fresche e subito vinificate solo con i lieviti selvaggi dell’uva stessa, decantato naturalmente e non filtrato e, come già accennato, senza appassimento, senza passaggio in legno.

La linea si declina in due etichette: Fresco di Masi Rosso Verona Igt e Fresco di Masi Bianco Verona Igt (100.000 le bottiglie prodotte, in percentuali rispettivamente di 60 e 40) ma non è escluso che l’anno prossimo possa venire fuori un vino frizzante e uno spumante, per rispondere alle richieste che sono già arrivate da quei paesi (Europa Centro-Nord, Canada e Stati Uniti) dove è forte la sensibilità per il biologico, il vegano, la sostenibilità. Tant’è che il packaging di questa nuova linea guarda al futuro, con ogni dettaglio studiato nel massimo rispetto dell’ambiente: bottiglia leggera in vetro completamente trasparente quasi a dare la sensazione del vino nel palmo della mano, tappo realizzato in sughero agglomerato con polimero naturale, assenza di capsula per essere totalmente plastic free. L’etichetta si fa notare per la rinnovata palette di colori e accostamenti cromatici inediti, una reinterpretazione del disegno originale ispirato a un’acquaforte del Settecento che caratterizza i vini icona di Masi, come Campofiorin e Costasera Amarone. In più, una reto etichetta che sintetizza la nuova idea di Masi, racchiusa anche nello slogan “vinum natura genitum”.

(Fresco di Masi rosso)

Fresco di Masi Bianco Verona Igt
Uvaggio di Garganega (60%), Chardonnay (25%), Pinot grigio 15% in proporzione variabile a secondo dell’annata, che vendemmiate nelle ore più fresche e subito vinificate solo con i lieviti selvaggi dell’uva stessa, decantato naturalmente, non filtrato, senza passaggio in legno. Il colore è giallo paglierino intenso con qualche riflesso ramato. Il profumo è ricco di sentori di pera matura, con l’aggiunta di note floreali. In bocca è sorprendentemente pieno – ed è davvero una grande sorpresa -, fresco, fruttato con prevalenza della dolcezza e acidità dell’ananas, senza trascurare la pulizia che caratterizza tutta la piacevole beva. Ottimo come aperitivo e per accompagnare i cibi semplici a base di verdure, pesce e carni bianche. Fra due anni sarà ancora come oggi.

Fresco di Masi Rosso Verona Igt
70% Corvina e 30% Merlot in proporzione variabile a seconda dell’annata. Il procedimento produttivo è identico al bianco. In questo caso il colore è rosso cerasuolo chiaro, con profumi di frutta ma di quella a polpa rossa come ciliegia e ribes. Al palato, oltre che estremamente bevibile, si presenta intenso con in bella evidenza la piacevolezza della frutta matura, sostenuta dai sentori di fiori di campo. E’ adatto con i cibi semplici della cucina mediterranea come pasta, piatti vegetariani, taglieri di salumi e formaggi ma, anche, sorprendente come aperitivo. Fra tre anni avrà sicuramente le stesse caratteristiche di oggi.

Masi Agricola
Via Monteleone 26 – Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr)
T. 045 6832511
www.masi.it
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