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Pubblicato in La degustazione il 21 Aprile2021
Giancarlo Tommasi

di Michele Pizzillo

Tutto comincia nel 1902, con Giacomo Tommasi, mezzadro che nel 1920 comincia ad acquistare i primi terreni nell’area della Valpolicella classica per dedicarsi alla produzione di uva da vino con uno spirito pioneristico.

Sarà, poi, la seconda generazione, a partire dal 1940, a dare il via all’espansione di quella che poi diventerà Tommasi Family Estates a cui fanno capo 225 ettari di vigna nel veronese e aziende in Lombardia (Tenuta Caseo, nell’Oltrepò Pavese), Toscana (Casisano a Montalcino e l’agriturismo Poggio al Tufo a Pitigliano), Paternoster in Basilicata e Masseria Surani in Puglia. Un’espansione che possiamo dire fisiologica perché Tommasi è una famiglia numerosa e molto unita. Aspetto che ha permesso a questi viticoltori di essere fra i grandi protagonisti nell’affermazione dei vini veronesi e dell’Amarone in particolare, proposto la prima volta con la vendemmia del 1959, contestualmente all’esordio in azienda della terza generazione. Che prima di lasciare il timone alla quarta generazione, costruisce una nuova cantina, acquista i primi 5 ettari di vigne a Desenzano del Garda per produrre il Lugana e impegnarsi anche nel settore dell’hospitality con 2 alberghi e due ristoranti.

(Pierangelo Tommasi)

Giustamente, sottolinea Pierangelo Tommasi – uno dei Tommasi della quarta generazione - “siamo una famiglia numerosa e dobbiamo pensare a chi verrà dopo di noi”. Presupposto che ha convinto i vignaioli veronesi ad essere sempre innovativi, attenti alle novità e con un solo punto di riferimento: la qualità. E, a tal proposito, Giancarlo Tommasi, enologo dell’azienda che ha guidato la degustazione delle ultime novità dell’omaggio della Tommasi Family Estates alla zona del Garda, orgogliosamente sottolinea che “noi la qualità la facciamo già nella vigna”. Una conferma del forte legame alla terra e che in un secolo di attività, è stata come una sorta di bussola che ha guidato l’acquisizione di terreni nelle zone più vocate sia del veronese che di altre aree italiane. Insomma, quattro generazioni di pionieri, esploratori, precursori e soprattutto visionari, attenti al valore della qualità in ogni fase produttiva, rispettosi dei procedimenti tradizionali ma aperti alla sperimentazione.

Per l’omaggio alla zona del Garda, Pierangelo e Giancarlo Tommasi hanno volutamente trascurato l’Amarone e tutti i vini della Valpolicella classica come pure l’Oltrepò Pavese, il Brunello di Montalcino, il lucano Aglianico del Vulture e il pugliese Primitivo di Manduria per concentrare l’attenzione sul progetto Le Fornaci. Cioè, i 45 ettari (la prima acquisizione risale al 1980, 5 ettari a Desenzano del Garda) della denominazione Lugana. Un progetto che vuole esaltare i filari della Tenuta Le Fornaci, che con la cornice unica in cui sono collocati a ridosso del Lago di Garda, diventa il perfetto connubio tra vitigni e territorio. Un progetto importante questo de Le Fornaci che registra l’esordio di due novità assolute, Le Fornaci Rosé 2020 e Le Fornaci Lugana doc Riserva 2018, che insieme al grande classico della scuola vitivinicola veronese, il Lugana doc 2020, verranno presentati entro la fine dell’estate e che abbiamo avuto la possibilità di degustare in anteprima insieme a Giancarlo Tommasi che, dice “il Lugana è un vino elegante e intenso, che racchiude i profumi delicati e freschi del Lago di Garda. È anche un vino storico, capace di esprimere le qualità di un territorio unico che la nostra famiglia è impegnata a valorizzare. Il progetto Le Fornaci è nato proprio per questo, per rendere omaggio a paesaggi incredibili e a una regione vinicola tra le più vocate d’Italia attraverso i vini che produciamo, l’enoturismo e soprattutto quella cultura dell’ospitalità che da sempre ci contraddistingue. Il 2021, sulla scia dell’anno passato, non sarà probabilmente un anno facile, ma abbiamo deciso di puntare in alto e di dare un segnale: la famiglia Tommasi c’è, e grazie al lavoro appassionato delle donne e degli uomini nelle nostre tenute, a la capacità di presentare novità entusiasmanti come l’esclusivo e intrigante Le Fornaci Rosé e Le Fornaci Lugana Riserva 2018 che rappresenta la massima espressione del lago di Garda, la nostra idea di perfetta unione tra vitigno e territorio”.

Grazie, alla disponibilità di tre vigneti che si integrano perfettamente per assicurare al vino il corpo e la struttura (la vigna a ridosso del lago impiantata su un terreno argilloso coriaceo) e l’aroma e l’eleganza con gli altri due vigneti dove il terreno è prevalentemente sabbioso. E, anche, ad un’annata qualitativamente molto interessante, non altrettanto sotto l’aspetto quantitativo, tant’è che difficilmente la produzione de Le Fornaci arriverà alle 350.000 bottiglie del 2019 e del 2020. Bottiglie vendute per il 65% all’estero tra Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada e il resto in Italia.

Le Fornaci rosé 2020

E’ un blend di vitigni autoctoni come Turbiana (90 %) e Rondinella (10%) e rappresenta una particolare interpretazione del terroir, l’incontro ideale tra le due sponde del lago: la Turbiana proveniente da Tenuta Le Fornaci, alle porte di Sirmione, e la Rondinella da un vigneto di proprietà, sito a Peschiera del Garda. La particolare colorazione del vino è il risultato di un lavoro meticoloso che va dall’attenta selezione delle uve alla maniacale cura durante le fasi di pressatura e vinificazione. Il colore tenue con riflessi di petali di rosa, è il preludio ad bouquet fragrante e fine, con aromi di pompelmo rosa, fiori di pesco, cenni minerali e buccia di mandarino. Maturato in acciaio, è vino che regala un sorso fresco, fragrante e sottile, con una vibrante acidità che riporta note di scorze di agrumi, e finale persistente ed armonico. Il rosato racchiude nella sua complessità la filosofia della famiglia Tommasi, che promuove la produzione di qualità, attraverso l’innovazione tecnologica nel rispetto dell’ambiente e della grande tradizione vitivinicola del territorio. Servito fresco, Le Fornaci Rosé è perfetto per l’aperitivo e in abbinamento a delicati antipasti. Si esalta con i secondi piatti di pesce o i piatti della cucina orientale. Ideale per accompagnare la pizza e con una versatilità che lo rende un vino per ogni occasione. Sono state prodotte solo 17.300 bottiglie.

Le Fornaci Lugana doc Riserva 2018

E’ un vino di grande eleganza che richiede una selezione manuale delle uve Turbiana che possono assicurare un grande vino. Dopo la fermentazione in acciaio, il 25%della produzione riposa in botti di legno francese da 500 litri e il 75% in acciaio, entrambe per 18 mesi. Seguono l’assemblaggio e il riposo in bottiglia per almeno 6 mesi. E’ il primo bianco ad essere sottoposto ad un passaggio nel legno che rafforza la sua grande personalità e assicurare a questo vino universale, una gran bella evoluzione. Alla degustazione si presenta con un bel colore Per poi presentarsi alla degustazione con un bel colore paglierino con riflessi dorati. Bouquet complesso e ricco tra miele, frutta ed erbe aromatiche. In bocca è potente, morbido, suadente e tutto in perfetto equilibrio con freschezza e sapidità che assicurano una prospettiva di invecchiamento davvero lunga. Le produzione è stata di 3.327 bottiglie.

Le Fornaci Lugana doc 2020

Turbiana in purezza per questo vino di colore giallo paglierino tenue e un susseguirsi di profumi di erbe aromatiche, timo, origano, lavanda, sentori fruttata come mela, pesca, lime e pompelmo e tocchi speziati. All’assaggio è fresco, sapido, vellutato e ricco note fruttate in particolare di frutta secca e una piacevole e persistente vena agrumata. Ance questo elegante Lugana mostra una interessante vocazione a resistere nel tempo e, senza perdere nessuna delle sue caratteristiche che abbiamo provato in questa anteprima.

Tommasi Viticoltori
Via Ronchetto 4, località Pedemonte – San Pietro in Cariano (Vr)
T. 045 7701266
www.tommasi.com

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