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Pubblicato in Numero 6 del 26/04/2007 il 26 Aprile2007
    L’INIZIATIVA
Dal 30 aprile all’11 maggio, il Corfilac di Ragusa ospita casare provenienti dai Paesi del Terzo mondo. Un’occasione unica per scambiare conoscenze e difendere la biodiversità. Con un protagonista insostituibile: la donna

 L’Onu del formaggio

Provengono da oltre 15 Paesi di 4 Continenti, da villaggi e comunità rurali dove ogni giorno si occupano della produzione e vendita di formaggi e nello stesso tempo dell’approvvigionamento dei beni di prima necessità: sono le donne del progetto “iPWO” international Professional Women Opportunity, promosso dal Corfilac di Ragusa,  le quali tornano ancora una volta in Sicilia per partecipare a seminari formativi sui processi di micro-caseificazione.

Per circa due settimane, la sede del Consorzio sarà un luogo di pensiero, di know-how, ma anche di interazione per gli aspetti tecnico-scientifici. Visite aziendali per approfondire i temi dell’insilamento, incontri su l’allevamento animale e le tecnologie di caseificazione, su come qualificare l’offerta attraverso il packaging e la  certificazione di qualità: diversi i temi che saranno trattati e che consentirà loro di approfondire le proprie conoscenze in materia. 
Il Consorzio di ricerca sulla Filiero Lattiero Casearia di Ragusa, come è noto, ha sempre condotto ricerche sui formaggi storici, in particolare siciliani, sui valori e sulla cultura delle comunità rurali, al fine di sviluppare strategie che esaltino l’uomo ed i suoi valori al centro della civiltà contadina, rafforzando il ruolo della tradizione e della biodiversità. Lo scorso anno una scelta strategica: quella di aprirsi ad uno specifico ambito di lavoro con i Paesi emergenti, attraverso il Progetto definito iPWO, la cui filosofia è quella di realizzare al Corfilac un luogo di scambio culturale che consentisse alle donne di questi Paesi di avere un centro di riferimento permanente che supportasse la loro crescita.
“Nei Paesi Emergenti, compresa l’area del Mediterraneo – spiegano al Corfilac - quasi tutti i prodotti lattiero-caseari sono ottenuti con sistemi tradizionali, a livello aziendale: le donne hanno un ruolo cruciale e insostituibile nel processo di produzione e commercializzazione. Donne leader di villaggi che vivono in condizioni di povertà, prive di istruzione, ma allo stesso tempo donne “testimonial” di una cultura lattiero-casearia che va tutelata, di una biodiversità che va difesa. Il  Corfilac ha pertanto deciso di sviluppare il progetto iPWO, perché solo aiutando i numerosi gruppi etnici dei paesi in via di sviluppo e le loro produzioni si potrà garantire un riconoscimento sociale ed economico a delle realtà che vanno considerate come una vera e propria “riserva culturale” per l’intero pianeta”.
Il corso che si terrà dal 30 aprile all’11 maggio prossimi avrà un valore formativo per le donne facenti parti del progetto: a dare valore aggiunto all’evento sarà inoltre la presenza di esperti di caseificazione, di produzioni animali e di alimentazione di fama internazionale, provenienti soprattutto dall’Africa, e quindi con profonde conoscenze delle problematiche locali dei Paesi in questione. L’iniziativa infine rappresenterà anche un’opportunità di promozione del territorio, dei formaggi storici siciliani e delle tecniche tradizionali utilizzate per la loro produzione.



G.B.

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