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L'azienda

Borgo del Tiglio, il futuro della vigna Ronco della Chiesa mobilita il mondo del vino

17 Marzo 2026
Il Borgo del Tiglio Il Borgo del Tiglio

Non solo un vigneto, ma un simbolo identitario: dopo la frana che ha isolato l’area, cresce la mobilitazione del mondo enogastronomico per evitare che la ricostruzione cancelli la memoria del territorio

Si intensificano gli appelli per la salvaguardia della vigna Ronco della Chiesa nel Collio friulano, al centro di una mobilitazione pubblica che coinvolge esponenti del mondo enogastronomico e culturale. La vicenda riguarda il vigneto — situato accanto all’azienda Borgo del Tiglio della famiglia Manferrari, proprietaria della realtà vitivinicola di Brazzano — considerato ormai parte integrante del paesaggio storico della zona.

Dopo la frana che ha travolto Brazzano di Cormons (Gorizia), provocando due morti e ingenti danni tra domenica 16 e lunedì 17 novembre 2025, l’azienda Borgo del Tiglio è ancora impossibilitata ad accedere alla propria cantina. La colata di fango ha infatti bloccato l’accesso e anche lo storico vigneto Ronco della Chiesa, ritenuto un patrimonio identitario del Collio, rischia di essere compromesso. A causa dei danni provocati dal fango, l’interdizione dell’area potrebbe protrarsi fino a tre anni.

La lettera aperta

La mobilitazione ha contribuito ad amplificare l’attenzione sulla vicenda anche a livello nazionale, mentre il caso resta in evoluzione. Per scongiurare il pericolo che la vigna scompaia, una lettera aperta – firmata dal Consorzio Collio e da decine di realtà tra aziende e ristoranti – chiede alle istituzioni di coniugare sicurezza e tutela del patrimonio storico, affinché “la ricostruzione non sia solo tecnica, ma anche etica e culturale”.

“Mettere in sicurezza non può significare cancellare la memoria – scrivono i promotori dell’appello -. Proteggere non può voler dire impoverire l’anima di un luogo”. Tra i firmatari figurano chef, produttori e professionisti del comparto, che invitano a evitare interventi ritenuti non coerenti con la vocazione del territorio.

Nella lettera si sottolinea più volte l’alto valore della vigna, definita “non un semplice appezzamento di terra», ma «un luogo simbolo, un archivio vivente di cultura agricola, visione e coraggio”. Al centro dell’appello, la richiesta di strumenti di tutela in grado di garantire il mantenimento della destinazione agricola del vigneto, salvaguardandolo da possibili trasformazioni radicali e dall’intervento delle ruspe.