Che oggi la popolazione costituita da vegetariani e vegani sia in netto aumento è un dato di fatto. Secondo i dati del rapporto Eurispes 2025, infatti, circa il 9,5% della popolazione adulta si definisce vegetariana o vegana.
La percentuale si suddivide in circa il 6,6-7,2% di vegetariani e una quota, in crescita, di vegani (tra l’1% e il 2,9%). Questo posiziona l’Italia tra i paesi europei con un’alta percentuale di scelta veg, spinta da motivazioni salutiste e di sostenibilità.
I vegetariani costituiscono la fetta più ampia (circa 7%), mentre i vegani, seppur in aumento (quasi quadruplicati in un decennio), rappresentano una minoranza specifica (circa 2,3% – 2,9%).
Oltre ai vegetariani e/o vegani “certificati”, una larga parte della popolazione italiana (circa il 59%) dichiara di aver ridotto il consumo di carne, un fenomeno noto come flexitarianismo.
In sintesi, la popolazione italiana che ha scelto un’alimentazione senza carne e derivati è consolidata poco sotto la soglia del 10% del totale, evidenziando un cambiamento significativo nelle abitudini alimentari nazionali.
Nonostante questa crescita (o forse proprio per questo) ci sono molte errate convinzioni sull’alimentazione “veg” poiché non sempre questa scelta alimentare coincide con quella salutista dal momento che molti dei succedanei della carne, a ben guardare, sono preparati con materie prime che non sempre vanno di pari passo con un’alimentazione sana. Dalla soia, al glutine (solo per citarne alcuni) ci sono prodotti che non soddisfano gli standard del benessere e, molto spesso, la scelta vegana non coincide con quella che fa anche bene alla salute.
Partendo da queste considerazioni Francesco Ricotta, coadiuvato dall’amico Alessandro Gazzola, entrambi emiliani, ha deciso di dar vita nel 2024 alla start up “I Caserecci Vegani” con sede a Ravenna per preservare la tradizione della qualità delle materie prime locali e andare incontro, al contempo, alle esigenze di chi ha deciso di seguire l’alimentazione vegana, accostando alla genuinità e al gusto intenso dell’artigianalità, la vivacità e il sapore della materia prima vegana biologica.
Come ogni idea vincente, il progetto dell’imprenditore ravennate trae origine dalla sua evoluzione personale che lo ha portato ad una scelta di vita basata sulla convinzione, che accomuna tutti coloro che compiono il medesimo percorso, che l’uomo non sia in cima ad una piramide rispetto a tutti gli altri essere viventi, bensì che condivida con loro il cerchio della vita e, in quanto tale, debba loro rispetto e cura.
“Credere ancora che sia lecito uccidere o sfruttare esseri viventi e sensienti per nutrirsi è davvero inaccettabile e per questo motivo ho deciso di creare delle alternative veg che siano ‘cruelty free’ e, al contempo gustose e, soprattutto, sane – ci racconta Francesco Ricotta ideatore del progetto e prosegue – La tradizione artigianale alimentare italiana è, da sempre, invidiata e copiata da tutti, grazie a tecniche di lavorazione antiche, materie prime d’eccellenza e alle tante unicità del nostro territorio. Grazie ad accurate combinazioni di vegetali biologici, siamo riusciti a ricreare quei gusti intensi che caratterizzano tutti i nostri prodotti con in più quella nota di umami che li rende unici nel loro genere”.
I caserecci vegani sono alternative vegetali ai formaggi, realizzati artigianalmente senza processi industriali, conservanti o additivi chimici. Vengono prodotti partendo da materie prime biologiche (come frutta secca, funghi, legumi o cereali) lavorate a mano, spesso attraverso processi di fermentazione e stagionatura per ottenere consistenze e sapori simili a quelli tradizionali. Per le preparazioni non si utilizzano latti vegetali comuni, ma basi vegetali solide lavorate per creare consistenze simili ai formaggi, spesso senza glutine. Il metodo include la fermentazione a temperatura controllata e la stagionatura per sviluppare il sapore. La produzione può includere alternative morbide o stagionate, talvolta arricchite con erbe e piante aromatiche certificate. In sintesi, i caserecci vegani si differenziano dai formaggi tradizionali perché le proteine vegetali reagiscono in modo diverso agli agenti di coltura (come kefir o yogurt non caseari).
Ogni prodotto viene lavorato esclusivamente a mano nel rispetto della sostenibilità e senza alcun processo industriale mantenendo intatto il gusto artigianale: “La prima linea che abbiamo creato è quella delle alternative vegetali ai formaggi, con profumi e intensità che derivano da erbe e piante aromatiche selezionate, tutte certificate vegan. I nostri caserecci vegani sono privi di acidi, additivi chimici, glutine, latte, caseina e derivati, lattosio, conservanti, adatti ad allergici, intolleranti e celiaci” aggiungono dall’azienda.
La nostra degustazione
La tradizione artigianale viene rigorosamente seguita e praticata attraverso la fermentazione, la stagionatura e l’essiccazione, tutto ciò che esalta la profondità dei prodotti finiti.
Questi alcuni tra i prodotti che abbiamo testato che ci hanno convinto di più.
La Mozza “Fior”: pasta morbida ed elastica dal sapore dolce e sapido al contempo bilanciato una delicata nota acidula. Interessante anche nella versione “Fonde” con capacità di fondersi sulla pizza e altre preparazioni che richiedano questa caratteristica.
Lo Strà: è uno spalmabile fresco dal sapore intenso e deciso estremamente versatile in cucina.
La Gorza: pasta semi- morbida dal sapore forte, deciso e intenso con finale acidulo e lievemente dolce.
Il Corjno: pasta dura dal sapore deciso può essere usato grattugiato o a scaglie per arricchire di sapore qualsiasi piatto caldo o freddo.
Il Gjano: pasta dura e compatta dal sapore pieno, dolciastro, salato e aromatico. Adatto a molte preparazioni , calde o fredde, grattugiato o a scaglie.
Progetti futuri
Nonostante in questo momento il core business aziendale sia rappresentato dalla produzione di “formaggi” veg non si esclude che a breve ci saranno alcune novità che amplino la produzione anche ai “salumi” e alle “carni”, tutti rigorosamente vegani ovviamente.