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L'azienda

Moak produrrà macchine da caffè di design in società con un artigiano greco

15 Marzo 2024
Alessandro e Annalisa Spadola, Caffè Moak Alessandro e Annalisa Spadola, Caffè Moak

Caffè Moak vola in Grecia o almeno, parte dalla Grecia per la realizzazione di nuove e innovative macchine da caffè da destinare ai bar e al settore Horeca. Ce lo racconta Alessandro Spadola, Ceo di Caffè Moak, la realtà modicana presente oggi in 50 Paesi con sedi distributive a New York, Francoforte, Dubai, Atene, Salonicco e Malta. 

Un viaggio di piacere con la famiglia nell’isola di Salamina trasformato in quella che diventerà la Trireme SRL. “Avevamo l’esigenza di creare una nuova macchina, negli ultimi dieci anni il mercato si è trasformato. Oggi la macchina da caffè è un oggetto di design con un’elettronica spinta, uno strumento che dà molte informazioni durante e dopo l’estrazione. Noi di Caffè Moak, servendo tantissimi bar in Italia, cerchiamo di seguire questo trend, vogliamo innovarci e offrire al cliente uno strumento sempre più funzionale”. 

Così, durante il viaggio in Grecia, Alessandro Spadola è rimasto affascinato da una macchina vista in un bar e realizzata da un artigiano locale, Joannis Vrentzos. “La nostra necessità era quella di creare un nostro prodotto che esaltasse la qualità del caffè che produciamo. La ricerca di unicità l’ho trovata nella macchina greca, un oggetto di vero design. Joannis produceva venti macchine l’anno ma insieme abbiamo trasformato questo lavoro e creato una piccola azienda, una startup”. Da strumento artigianale si passa così a uno replicabile con maggiore velocità. 

La sede della società è in Italia così come la parte di produzione, a Modica, che sarà attiva a partire dall’estate 2024 con nuovo personale assunto. La parte di sviluppo e ricerca rimane invece in Grecia. “Abbiamo già testato il prodotto su più clienti e sta andando bene oltre ad aver provato la macchina con risultati eccellenti in due grosse fiere. All’estero contiamo già i primi esemplari venduti, in Grecia, Bulgaria, Stati Uniti, Australia”.

L’obiettivo della nuova società è quello di riuscire ad arrivare a realizzare 100 pezzi al mese. Nella prima fase si parte con un solo modello, il top di gamma con una linea di assemblaggio che arriverà fino a 3mila pezzi l’anno. Si sta già però pensando e lavorando su modello intermedio a un costo più contenuto.

 

Le caratteristiche

Ogni singolo gruppo che eroga i caffè è indipendente rispetto agli altri. In passato le macchine avevano un unico boiler che scaldava l’acqua con una temperatura di lavoro sempre uguale. Joannis Vrentzos ha separato i boiler. Con questa macchina ogni gruppo può erogare caffè con temperature diverse e si potrebbero quindi realizzare con una tre gruppi tre prodotti diversi. In un gruppo si può per esempio lavorare un 100% arabica e in un altro un 100% robusta con equilibrio termico opposto. Sulla stessa miscela si possono poi anche esaltare aromi e sapori diversi.

“In Grecia sta continuando l’ottimizzazione del prodotto in connessione costante con la parte tecnica e qualità di Caffè Moak”.

Caffè Moak

Un’azienda che si innova sempre più e che rimane al passo con il mercato e la domanda. Nel 2023 è stato registrato un aumento del fatturato del 36,82% rispetto al 2022 con un totale di 25 milioni. Oggi l’azienda, con i suoi quattro marchi, Moak, Marsalì, Circi e Mokafè, esporta in oltre 50 Paesi nel mondo e vanta 4 sedi all’estero in Germania, Grecia, Malta e Stati Uniti.