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L'azienda

Sarzi Amadè, le nuove chicche arrivano dalla Francia: “Ma abbiamo aumentato anche l’offerta italiana”

13 Maggio 2024
Alessandro Sarzi Amadè Alessandro Sarzi Amadè

Sarzi Amadè, il principale player italiano nella distribuzione delle più prestigiose etichette provenienti dai grandi terroir francesi, in occasione di un grande evento come l’anteprima de la Caisse Ultime Six di Louis Latour, maison borgognona con la quale vanta una partnership ultratrentennale, ci ha offerto in esclusiva uno spaccato importante sulla situazione della distribuzione dei grandi vini nel mondo. L’azienda, fondata nel 1966 dalla passione e dall’intraprendenza di Nicola Sarzi Amadè, viene oggi gestita dai figli Alessandro e Claudia. All’inizio Nicola si impegnò profondamente nella distribuzione dei vini italiani, ma fu solo negli anni ’80 che si iniziò con i vini francesi. Fu la svolta e la nascita della Sarzi Amadè come la conosciamo oggi. Alessandro Sarzi Amadè, ci ha raccontato la sua visione sull’anno corrente e sugli anni a seguire, tra sfide e certezze.

Tra le grandi realtà che non deludono mai, e sempre richiestissimi da tutti i collezionisti e i grandi esperti di Francia, ci sono i vini di Louis Latour, celeberrima azienda fondata nel 1797 (8 anni dopo la Rivoluzione francese), che ha sempre puntato tutto su indipendenza della cantina e conduzione in famiglia. Oggi infatti, arrivata all’undicesima generazione dal primo antenato fondatore. La presentazione dell’incredibile Caisse Ultime Six di Louis Latour è stata la migliore occasione per provare la storia che si cela dietro alle bottiglie di quest’azienda. Una collezione di 6 Grand Cru esclusiva prodotta in edizione limitata – 250 pezzi distribuiti in oltre 40 paesi nel mondo – e pensata per riunire alcuni dei vini più rari, iconici e di valore della maison, dall’eccezionale annata del 2022. Un’annata equilibrata, elegante ma di carattere, dalle note qualitativamente singolari. I 15 esemplari della Caisse Ultime Six destinati al mercato italiano sono in esclusiva per Sarzi Amadè, un riconoscimento non banale per l’azienda, che avrà l’onore di distribuire questi sei Grand Cru iconici, rari e ricchissimi di storia. Con un prezzo a partire da 4.900 euro.

Il prezzo è dovuto alla presenza nella cassa di bottiglie come Montrachet Grand Cru 2022, un vino prodotto nell’omonimo terroir di Montrachet, che trasforma lo chardonnay in uno dei vini più importanti al mondo. Le botti nuove, prodotte in autonomia dall’azienda, regalano a questo vino un bouquet unico, come unica diventa l’esperienza di beva di questo prodotto di fama mondiale. O ancora, il Corton Charlemagne Grand Cru 2022, che dopo le devastazioni della fillossera alla fine del XIX secolo, e la decisione presa dalla famiglia Louis Latour di estirpare le viti morte di Aligoté e Pinot Noir per sostituirle con lo Chardonnay, diventa uno dei prodotti più importanti del mondo, grazie al vigneto esposto nella parte migliore della collina di Corton. Un regalo da parte del territorio al servizio dell’uomo. All’interno della Caisse Ultime Six troviamo anche eccellenze quali Chevalier-Montrachet Grand Cru “Les Demoiselles” 2022, Chateau Corton Grancey Grand Cru 2022, Chambertin Grand Cru “Cuvèe Hèritiers Latour”2022, Romanèe Saint Vivant Grand Cru “Les Quatre Journaux” 2022.

Arrivare a distribuire pietre miliari come queste in esclusiva, è frutto di un grande lavoro di selezione e di rapporti portato avanti negli anni, non solo con ristoranti d’autore o clienti importanti, ma con intenditori e clienti appassionati a tutto il mondo vitivinicolo francese e non solo. Il portafoglio vino, 95% dell’offerta complessiva del distributore, come dicevamo è fortemente sbilanciato sulla Francia (soprattutto sulle regioni Borgogna e Bordeaux, ma anche Alsazia, Champagne, Valle del Rodano). Negli ultimi dieci anni, però, è stata incrementata l’offerta italiana. “Oggi, siamo su un 70-30% circa a cui si aggiungono altre piccole regione mondiali” racconta Alessandro Sarzi Amadè. Fiore all’occhiello del portafoglio di Sarzi Amadè sono ovviamente i vini borgognoni e bordolesi, tra cui Louis Latour, Petrus, Château D’Yquem, Domaine Armand Rousseau, Domaine Leflaive e Domaine Comte de Vogüé.

Ma come sta andando il mercato globale di distribuzione? Quali sono le sfide e gli obiettivi da raggiungere? “Abbiamo chiuso l’esercizio con una crescita decisamente inferiore rispetto ai due anni precedenti – racconta Alessandro Sarzi Amadè del 2023 – Guerre, inflazione e tassi di interesse ci hanno molto ostacolato. Ha influito anche la carenza di bottiglie di fascia alta e altissima, soprattutto dalla Borgogna, che ci avrebbero consentito una crescita del 17 per cento. In ogni caso siamo soddisfatti, perché superiamo i risultati del 2019 (chiuso a 8,4 milioni di euro)”. Riguardo il 2024, Alessandro Sarzi Amadè non esclude possa essere un’annata meno difficile del 2023, ma non per questo priva di difficoltà. L’azienda, in ogni caso, è sempre in espansione, tra le nuove acquisizioni riportiamo nomi come “champagne Godmé-Guillaume”, “Domaine Francois Raquillet”, “Domaine Roblet-Monnot” o “Azienda agricola Astellari Bergaglio”.