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L'evento

Che festa a Mazara per il gambero rosso: “pienone” per la 4 giorni

27 Luglio 2015
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(Valentina Tesio, Anna Munafò)

Si è concluso ieri a Mazara del Vallo in provincia di Trapani l’evento “I giorni del gambero”, quattro giorni dedicati al il gambero rosso.

La manifestazione è stata organizzata da “Innovazione e Cultura”, associazione culturale per lo sviluppo del territorio e dei prodotti tipici, con il patrocinio dell’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, del Comune di Mazara del Vallo e di Slow Food Marsala.
Nel palinsesto, ricco di eventi e appuntamenti, si sono susseguiti spettacoli, show-cooking, talk show e convegni. Ospiti della prima serata i ragazzi di “Amici di Maria De Filippi: Valentina Tesio, Cristian Lo Presti e Virginia Tomarchio che si sono esibiti nella splendida cornice del baglio arricchita da una mostra di prodotti tipici locali.


(Filippo Cassano e Anna Munafò)

La seconda serata si è aperta con lo show-cooking curato da Filippo Drago (Molini del Ponte) che ha intrattenuto gli ospiti con una magistrale dimostrazione dell’antica arte, tutta trapanese, di “incocciare il Cus Cus”, ottenuto dalla semola lavorata nell’antico molino di famiglia con macine in pietra. Drago, affiancato da Francesca Brambilla di Brambilla Serrani Photographers, ha modellato la semola in granelli di Cus Cus, mentre gli spettatori degustavano l’olio trapanese in abbinamento al pane nero di Castelvetrano.


(Filippo Drago, Francesca Brambilla, Valentina Vitale)

Costruire relazioni positive sul lavoro che si arricchisce sempre di più di nuove esperienze, divenendo passione e filosofia di vita: questo il file rouge che lega i due protagonisti dello show-cooking. “Nelle mie fotografie interpreto il piatto nel rispetto dello chef che lo ha creato – dice Francesca Brambilla – e per questo ho bisogno di entrare in relazione con lui e con la sua arte per capirne il senso e l’estetica”. “Con le mie macine non produco solo farine ma anche rapporti umani che migliorano ogni giorno la mia vita”, ha aggiunto Filippo Drago, durante una piacevole chiacchierata con in mano un calice di vino.
La seconda serata, condotta da Anna Munafò (dalla trasmissione televisiva Uomini e Donne), è stata invece animata da Filippo Cassano, Arianna Contenti e Giuseppe Garozzo Giannini Quirini, concorrenti dell’ultima edizione di Masterchef. Per l’occasione i tre chef si sono cimentati nella preparazione di tre diversi piatti a base dello stesso ingrediente principale: il gambero rosso di Mazara del Vallo. Le fettuccine gambero rosso, pistacchio di Bronte, sommacco siciliano, zeste di limone e olio evo per Filippo; Caserecce gambero rosso, mandorle, succo e buccia di limone, menta, basilico, olio evi e mollica di pane per Giuseppe; buccoli gambero rosso, arancia, pomodorini, caffè, zafferano, cannella e peperoncino per Arianna.


(Un momento del convegno Mare Nostrum)

Nella serata di sabato si è tenuto il convegno “Mare Nostrum? Politiche e prospettive economiche del comparto ittico del Mediterraneo”; organizzato da Valentina Vitale, consulente di comunicazione e marketing e moderato dalla giornalista Manuela La Iacona. Tra i relatori intervenuti: Giovanni Tumbiolo, Presidente del Cosvap Distretto della Pesca di Mazara; Franco Andaloro, Presidente Regionale Wwf; Saro Gugliotta, Antonella Ingianni e Mario Indovina di Slow Food Sicilia; Dario Caparotta, nutrizionista; Bonetta dell’Oglio, chef; Marco Miuccio, Comandante della guardia Costiera di Salina.

Il Convegno ha avuto inizio con la presentazione del libro per ragazzi sull’Ape nera sicula, razza autoctona siciliana e presidio Slow Food, dal titolo “L’Ape Nenè e l’Ape Ligù” (Edizioni Arianna): erano presenti l’autrice, Lorella Di Giovanni, Giulio Vitale, apicoltore del presidio Slow Food Ape Nera Sicula e Arturo Genduso, figlio dello scomparso professore Pietro Genduso, entomologo di fama internazionale che per primo si dedicò allo studio di questa particolare ape dall’addome scurissimo, dal carattere docile e molto produttiva.


(Francesca Brambilla e Filippo Drago)

Il “Mare Nostrum” va coltivato nelle sue risorse marine e nelle sue relazioni con i Paesi rivieraschi; bisogna dunque pensare a un nuovo modello di sviluppo che porti a un radicale cambiamento culturale, delle pratiche di pesca e della governance. La Blue Economy dovrà dunque poggiare su due pilastri quali la ricerca e innovazione e la cooperazione, declinando i fondi europei in investimenti realizzati collocabili all’interno di progettualità e strategie pianificate.

C.d.G.