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L'evento

Cristina Bowerman e Bianca Celano, che cena: grandi donne e grandi piatti

16 Maggio 2023
Cristina Bowerman e Bianca Celano Cristina Bowerman e Bianca Celano

Qualche mese fa vi avevamo parlato di “Con-Vi-Vio – Cibo, chiacchiere e ricette di archivio”, il format creato dalla chef Bianca Celano che ha visto ospiti del ristorante Materia Spazio Cucina, all’interno del boutique hotel Habitat di Catania, Arcangelo Dandini, Corrado Assenza, Kobe Desramaults, Viviana Varese e Cristina Bowerman. Proprio in occasione dell’ultima serata, siamo voluti andare a sbirciare, incuriositi dalla formula che tanto successo ha riscosso, da richiedere il raddoppiamento di alcuni appuntamenti. Di più, il giorno abbiamo avuto la fortuna di pranzare insieme, con Bianca padrona di casa e Cristina commensale. Si è parlato di tutto, ci si è confrontate su temi disparati, dalla marinatura del pesce alle quote rosa. Perché non dimentichiamo che entrambe, sebbene in maniera molto diversa l’una dall’altra, portano avanti da anni un’idea “femminista”, nel senso più puro del termine, del proprio lavoro. Perché è indubbio che, sebbene tutti vantino una mamma o una nonna che li abbia nutriti nell’infanzia, il mondo della ristorazione è un mondo prevalentemente maschile. Eppure, sono entrambe concordi (e anche chi scrive) sul fatto che esigere delle quote rosa rappresenti una sorta di discriminazione al contrario, quasi l’ufficializzazione di un riconoscimento delle donne quale categoria minoritaria da proteggere. Cristina e Bianca non sono evidentemente soggetti da proteggere. Hanno ben chiare le proprie idee e procedono sul loro cammino forti delle proprie competenze, dei propri valori e, soprattutto, della propria intelligenza. Perfino nel loro percorso professionale condividono esperienze lavorative iniziali lontanissime dalla cucina: la prima era una grafica e la seconda un’imprenditrice nel settore medico. Com’era immaginabile, quindi, anche la serata è stata godibilissima, non solo dal punto di vista culinario, quando da quello della conoscenza che ne è derivata delle due chef.

Ma come si è arrivati a questo incontro? Lo chiediamo a Bianca che ci risponde con la franchezza a cui da sempre ci ha abituati: “Cristina, o meglio la sua cucina, l’ho conosciuta l’anno in cui prese la stella perché mio marito, sapendo che ho un’attenzione particolare nei confronti delle chef donne, mi regalò ventiquattr’ore a Roma, con cena al Glass Hostaria annessa. In realtà, però, l’amicizia tra me e Cristina è nata quando a Noto, un paio di anni fa, organizzarono il Gelinaz e io fui invitata da Viviana Varese. Con Cristina ci trovammo insieme sia in auto quando visitammo Noto e andammo a trovare Corrado Assenza, sia in cucina quando le offrii il mio aiuto nella preparazione del suo piatto per l’evento. Passammo quindi due bellissime giornate fianco a fianco e devo dire che è stata subito simpatia. Di più: empatia. Perché con Cristina ci siamo trovate su tanti pensieri, la stessa filosofia in comune, le idee sulla sostenibilità, sul ruolo femminile nella ristorazione. Un’amicizia inizialmente per lo più epistolare che mise subito in evidenza una sintonia e un pensiero unico sul modo di operare in cucina, sulla gestione del personale, sulla meritocrazia, sulle donne in cucina relegate nella maggioranza dei casi a ruoli secondari. Quindi, quando le ho chiesto di venire a cucinare dentro Materia insieme a me per questo evento, sono rimasta lusingata dal suo immediato sì, senza un “quando, dove, perché”. In seguito abbiamo costruito insieme il menu che non si è basato sull’interrelazione tra i nostri piatti, ma sul racconto che volevamo fare di noi agli ospiti della serata”.

Durante la cena, Cristina appare perfettamente a suo agio nel contesto, si divide tra la cucina e la sala chiacchierando con gli ospiti che le fanno domande, in barba a quanti dicano che abbia un carattere molto riservato. A chi le chiede cosa l’abbia spinta ad accettare l’invito di Bianca risponde secca: “Primo, perché Bianca è un’amica, poi perché è una chef donna e, infine, perché è del sud. Questi tre motivi hanno agito su di me al pari di una formula magica di cui non potevo che rimanere positivamente incantata”. Dopo il successo di questi mesi, Con-Vi-Vio si interrompe con l’arrivo dell’estate per l’aumento fisiologico del carico lavorativo stagionale degli chef, ma riprenderà in autunno con tanti nomi di spicco che verranno a cucinare con Bianca. “Ci tengo a sottolineare – specifica lei – che Con-Vi-Vio è stato fin dal primo momento pensato non come un ciclo di cene a quattro mani, ma come una serie di inviti da parte mia a chef amici con cui avevo piacere di condividere le serate. Quando ho stabilito chi invitare, non l’ho fatto ragionando sulla “fama” di ciascuno o sul tipo di cucina che propongono, ma solo immaginando quali amici avrei avuto piacere di ospitare per cucinare insieme, come se fossero a casa mia”.

A questo aggiungiamo che il luogo si presta: ci si sente proprio ospiti in una casa, probabilmente anche grazie all’idea di ritrovarsi al tavolo con le chef a cui sono riservati due posti per condividere la cena con gli ospiti, interagire con essi e, al contempo, assaggiare i piatti della collega. Insomma, un’idea di convivialità casalinga il cui senso, a giudicare dalla soddisfazione degli ospiti, è stato pienamente compreso e amato.