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L'evento

L’innovazione nella filiera agroalimentare, a Milano la quattro giorni di Seeds&Chips

10 Maggio 2016
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(L'orto commestibile)

di Michele Pizzillo

Se l’idea è interessante, sicuramente sarà riproposta. È il caso di Seeds&Chips, summit internazionale dedicato all’innovazione nella filiera agroalimentare che vede coinvolti università, start-up, istituzioni nazionali ed internazionali, aziende, investitori, acceleratori ed incubatori, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) in qualità di advisor scientifico ufficiale. 

In programma a Milano dall’11 al 14 maggio presso il MiCo, Milano Congressi, dove l’esposizione di start up sarà accompagnata daconferenze, pitch, incontri di business, premiazioni internazionali con un’unica finalità: discutere della Food Innovation, cioè, di tutte le soluzioni per migliorare il modo in cui il cibo è prodotto, trasformato, distribuito e comunicato anche per portare avanti i temi di Expo2015, dall’agricoltura al consumo. Anche perché quando si parla di food occorre considerare il settore nella sua interezza: dall’agricoltura al consumo. Si tratta quindi non solo di un settore vitale all’uomo, ma del più grande settore economico del mondo, che occupa il 40% della forza lavoro globale e che vale più di 5.000 miliardi di euro. E’ inoltre il settore maggiormente correlato a salute e ambiente perché difesa dell’ambiente e food security devono essere considerate un tutt’uno.

La food innovation riguarda le innovazioni in tutta la filiera agroalimentare, dal campo alla tavola. L’aumento della popolazione mondiale e del consumo di proteine, i cambiamenti climatici e la crescente scarsità di risorse disponibili, i mutamenti socio demografici e la tutela della salute, l’evoluzione irreversibile nei processi di scelta e acquisto, impongono un cambiamento nei modi in cui il cibo è prodotto, trasformato, distribuito, comunicato e consumato. Mai prima d’ora nella sua storia l’uomo si è trovato di fronte a sfide così urgenti e di breve periodo; mai prima d’ora ha avuto a disposizione l’infrastruttura tecnologica per affrontarle; dalle potenzialità, per alcuni aspetti, ancora tutte da scoprire o applicare. E, poi, c’è il problema dell’aumento della popolazione mondiale: fra 10 anni ci saranno sulla terra un miliardo di persone in più e con la crescita del reddito aumenterà anche il consumo di proteine animali. Entrambe le crescite proseguiranno negli anni successivi per arrivare nel 2045 a una popolazione mondiale di 9 miliardi di persone (+ 30% rispetto ai 6 miliardi del 2000) per la quale si prevede sarà necessario produrre il 70% in più di cibo.

Seeds&Chips, a questo punto, è la “vetrina” delle soluzioni tecnologiche che stanno rivoluzionando interi processi e settori passando dall’agricoltura di precisione  alle stampanti 3D per il cibo, dalla tracciabilità, per permettere al consumatore finale di sapere dove e come un alimento viene prodotto, ai nuovi cibi, fino alle smart kitchen e alla sharing economy in tutte le sue applicazioni tra cui la lotta agli sprechi. 
Anche in questa seconda edizione, la presenza delle startup rimane il punto saliente del summit. E’, infatti, da queste nuove realtà che arrivano le idee più innovative capaci di rappresentare una vera e propria “rivoluzione”. Tutte realtà che vedono impegnati i giovani. Tant’è vero che delle 40 le conferenze in programma, tutte hanno almeno un relatore sotto i 30 anni. Tra queste da segnalare il seminario “Food for the digital food” organizzato in collaborazione con Iab e in programma il 12 maggio, dedicato alla comunicazione nell’agroalimentare: nuove esigenze dei consumatori, nuovi linguaggi e nuovi strumenti. 

Come cibi nuovi, super cibi e nutraceutica: si tratta di un area molto ampia che non riguarda assolutamente cibi da fantascienza ma alimenti con minor impatto ambientale, con maggiori elementi nutrizionali e benefici, derivati da piante fino ad ora sconosciute o limitatamente utilizzate. Si pensi ad esempio alle alghe o agli insetti che, ad esclusione del mondo occidentale, fanno già parte di tradizioni alimentari e che le più recenti ricerche scientifiche ci fanno pensare che, probabilmente, saranno una parte importante della nostra alimentazione del futuro, direttamente o come integratori o per l’alimentazione degli allevamenti animali. Ma c’è tutto un mondo da esplorare considerando che da un recente rapporto della Fao le piante costituiscono più dell'80 % della dieta umana, ma solo una trentina di colture copre il 95% del fabbisogno energetico alimentare e appena cinque di esse ne forniscono il 60%. Eppure, più di 7.000 specie di piante 4 sono state raccolte e coltivate da quando l'uomo ha imparato a farlo molti millenni fa. Nel mondo esistono ben 30.000 specie conosciute commestibili. E’ da questi ragionamenti, ad esempio, che si è affermata Hampton Creek la startup che ha inventato la maionese senza uova e che oggi capitalizza centinaia di milioni di dollari e si appresta a lanciare altri prodotti sul mercato: con il gusto e i poteri nutrizionali delle uova, ma senza l’utilizzo di uova.

Sulla stessa scia potrebbe trovarsi Aquasalis, startup svizzera attiva nel settore dei condimenti funzionali che sarà presentata a seeds&chips. La prima soluzione salina iposodica con il 75% in meno di sodio, é destinata a rivoluzionare il comparto dei condimenti alimentari. Naturale al 100%, Aquasalis nasce dall’incontro fra la purezza dell’acqua elvetica ed il sapore deciso di una selezione dei migliori sali italiani ed esteri. La soluzione iposodica, con solo lo 0.029% di cloruro di potassio, offre tutto il sapore del sale in grani, ma senza le controindicazioni associate al consumo del prodotto tradizionale.