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L'evento

Taormina, Etna e (tanto) pesce azzurro: e gli chef cucinano lungo il corso principale

23 Maggio 2016
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Un successo la quinta edizione di “Cibo Nostrum” ideata dall'associazione provinciale cuochi etnei e dalla federazione italiana cuochi

di Clara Minissale

Il corso principale di Taormina come un grande laboratorio gastronomico a cielo aperto e un centinaio di chef provenienti da tutta Italia a cucinare, raccontare materie prime e territorio di appartenenza, spiegare preparazioni e tecniche di cottura sfidando il sole e il caldo della prima vera giornata estiva siciliana.  

La quinta edizione di “Cibo Nostrum”, la festa della cucina d’eccellenza italiana voluta dall’Associazione provinciale cuochi etnei e dalla Federazione Italiana cuochi, ha messo d’accordo tutti: produttori, appassionati e giornalisti di settore in una tre giorni che, come hanno sottolineato gli chef Seby Sorbello e Piero D'Agsotino, entrambi mente e anima della kermesse, ha messo insieme Taormina, l'Etna e il pesce azzurro. 

E proprio quest'ultimo è stato il protagonista dei laboratori gastronomici dedicati al suo utilizzo nella cucina italiana. Si è parlato di vasocottura con Carmelo Floridia e Stefano Alfano, chef di Gurmè di Modica in provincia di Ragusa o di “Sgombro tra Tokyo e la Campania” proposto da Paolo Barrale, chef una stella Michelin del Marennà a Sorbo Serpico in provincia di Avellino: una preparazione che ha unito allo sgombro i sapori orientali della salsa ponzu dal gusto agrumato con una crema di friarielli piccanti di chiara provenienza partenopea. 

Ancora lo sgombro protagonista di un altro laboratorio, quello proposto dallo chef due stelle Michelin del San Domenico di Taormina Massimo Mantarro: “Quando lo sgombro incontra la ghiotta messinese” il nome del piatto, da poco in carta al ristorante. Una preparazione che prende spunto da un grande classico della cucina della città dello Stretto, la Ghiotta, appunto, ovvero una sorta di brodetto fatto con le parti meno nobili del pesce alle quali si uniscono patate, sedano e pomodoro che, in questo caso è stata alleggerita con tecniche di cottura diverse da quelle tradizionali. Lo sgombro, marinato prima con sale e zucchero di canna e poi con aceto di lamponi, viene cotto solo dalla parte della pelle con un cannello e poi condito con olio e sale di Maldon. Ad accompagnarlo nel piatto una maionese di patate, una di pomodoro e una di cappero. 

E dopo i laboratori, la grande festa della cucina si è spostata sul corso principale di Taormina dove ciascuno chef ha proposto le proprie specialità preparate con grande attenzione e cura, dal gusto all'impiattamento, nonostante si lavorasse in stand allestiti tra la folla a passeggio per le vie della cittadina o all'interno di alcuni negozi del centro.  

Tra lo stupore e il compiacimento, i commensali di strada hanno potuto assaggiare ad esempio un chupito di pale di fico d'india servito in accompagnamento a gambero rosso di Sicilia e arancia candita, creato apposta per la manifestazione dallo chef Claudio Ruta, una stella Michelin del ristorante la Fenice a Ragusa o un biscotto salato servito con melanzana e ricotta realizzato dagli chef di Zash a Riposto in provincia di Catania. E poi alici, anch'esse grandi protagoniste dei piatti degli chef, alcune servite su cracker salati, altre servite marinate con salse di accompagnamento, le immancabili arancine, primi piatti preparati con presidi slow food per la felicità dei turisti stranieri che si sono ritrovati nel bel mezzo di una festa gastronomica tricolore.    

Grande spazio anche per i dolci, dai cannoli di ricotta ai dessert al piatto preparati dai pasticceri del Conpait, ai gelati dei maestri Peppe Cuti di Palermo e Santo Musumeci di Randazzo, alla immancabile cassata siciliana rivisitata.

A rafforzare il senso di degustazioni e piatti, lo scopo benefico della manifestazione: tutto il ricavato, infatti, sarà devoluto in beneficenza.  

ALCUNE IMMAGINI DI CIBO NOSTRUM


(Lo chef Claudio Ruta)


(Lo sgombro dello chef Massimo Mantarro)


(Gli chef Pietro D'Agostino e Beppe Bonsignore)


(Dessert al piatto)


(Lo chef Paolo Barrale)


(Gli chef che impiattano lungo il corso di Taormina)


(Il chupito di pale di fico d'india)


(Gli chef di Zash cucinano all'interno di un negozio di Taormina)


(Santo Musumeci mentre prepara il gelato)