Sono oltre 200mila i visitatori che ogni anno varcano i cancelli delle acetaie modenesi, di cui circa l’80% stranieri. Numeri che confermano come il Turismo delle Indicazioni Geografiche (IG) legato ai prodotti Dop e e Igp cresce e si struttura sempre di più in Italia. E tra le realtà più attrattive spicca quella dell’Aceto Balsamico di Modena“, recita un comunicato stampa, considerato “uno degli esempi più concreti e strutturati a livello nazionale in un settore in forte crescita”, come dimostrano i numeri contenuti nel 2° Rapporto Turismo Dop, che nel 2025 registra 667 attività censite (+12%) e una crescita significativa degli eventi (+26%).
Il comparto del Balsamico di Modena, che vale oltre 1 miliardo di euro di fatturato al consumo e occupa migliaia di addetti, “si sta affermando sempre più come leva strategica anche per il turismo enogastronomico”. E ogni anno, infatti, sono “tra 150 e 200 mila i visitatori che entrano nelle acetaie modenesi, di cui circa l’80% stranieri, a conferma della forte attrattività internazionale del prodotto”.
Un sistema che si distingue per la capacità di offrire esperienze autentiche e integrate: dalle visite con degustazione (32%) ai corsi di cucina (26%), fino agli eventi diffusi sul territorio. Tra questi, Acetaie Aperte – evento organizzato da “Le Terre del Balsamico“, Consorzio di secondo grado di cui fanno parte il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena e il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena – rappresenta uno degli esempi più significativi, evolutosi negli anni in una vera e propria piattaforma territoriale capace di coinvolgere decine di produttori e integrare enogastronomia, cultura e turismo.
A conferma del crescente interesse del pubblico, 1 turista italiano su 10 ha già vissuto un’esperienza legata all’Aceto Balsamico di Modena, mentre il 62% si dichiara interessato a partecipare, segnalando ampi margini di sviluppo per il settore. In questo scenario, Modena si conferma un territorio unico, capace di integrare filiere produttive, patrimonio culturale e attrattività turistica in un modello riconoscibile.
“I dati confermano che il turismo legato all’Aceto Balsamico di Modena non è più un fenomeno accessorio, ma una componente strutturale del valore della filiera – commenta Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena –. Parliamo di un comparto che supera il miliardo di euro e che oggi è in grado di generare un flusso turistico stabile e internazionale, con ricadute concrete sul territorio. Il punto non è solo l’attrattività del prodotto, ma la capacità di costruire un sistema: mettere in relazione imprese, cultura e accoglienza. È su questo che si gioca la competitivitàè futura delle Indicazioni Geografiche italiane”.
Un modello che si inserisce pienamente nelle dinamiche del Turismo Dop e Igp, dove i consorzi assumono un ruolo sempre più centrale nel coordinamento dell’offerta e nella valorizzazione dei territori.