Achille Di Carlo, manager palermitano con una grande esperienza nel campo dell’ospitalità di lusso è il nuovo amministratore delegato di San Felice, il polo produttivo di proprietà del colosso assicurativo Allianz che mette insieme ben tre cantine in Toscana: San Felice in Chianti Classico (a Castelnuovo Berardenga), Campogiovanni a Montalcino e Bell’Aja a Bolgheri.
Ma dire San Felice vuol dire anche parlare di ospitalità di lusso ed infatti oltre alla cantine c’è anche la gestione del resort Borgo San Felice (63 camere tra suite e camere, due ville e una immancabile Spa) con annesso il ristorante stellato Poggio Rosso affidato alla guida dello chef Stelios Sakalis con la consulenza di Enrico Bartolini.
Un luogo top in quella parte di Toscana molto attrattiva per il turismo internazionale di fascia altissima. Una gestione articolata e complessa affidata oggi al nuovo manager che di Borgo San Felice è stato il direttore generale fino a qualche anno fa. Per Di Carlo nella gestione c’è anche il nuovo hotel di lusso del gruppo Allianz, Palazzo Marignoli, che aprirà i battenti a Roma entro la prossima primavera in piazza San Silvestro che avrà al suo interno un ristorante affidato allo chef colombiano Juan Camilo Quintero già executive a San Felice e dove ci sarà sempre la super consulenza dello chef pluristellato Bartolini. È utile sapere che oggi San Felice fattura circa 11 milioni e vanta una produzione di circa un milione di bottiglie, sommando anche l’attività di Montalcino e Bolgheri.
Di Carlo, 51 anni, arriva a San Felice dopo due anni di lavoro intenso a Palermo come direttore generale del Grand Hotel Villa Igiea. Una direzione che ha contribuito a riportare questo albergo cinque stelle al centro del panorama dell’ospitalità di lusso internazionale.
Un luogo che, a partire dal 2019, dopo l’acquisizione da parte di Rocco Forte Hotels e una profonda ristrutturazione, ha conosciuto una vera rinascita. Ed infatti sotto la sua direzione, Villa Igiea ha consolidato il proprio posizionamento nel segmento del lusso, puntando non solo sull’eccellenza dei servizi, ma anche su un’idea di ospitalità aperta alla città. Numerose le iniziative pensate per creare un dialogo con Palermo, il suo tessuto sociale e culturale, la gastronomia e il lifestyle locale, trasformando l’hotel in un luogo vivo e non isolato dal contesto urbano. Un lavoro che ha rafforzato il profilo internazionale della struttura, attirando una clientela soprattutto americana ed europea e consacrando Villa Igiea tra le icone dell’hôtellerie italiana di alto livello, come confermato anche dal riconoscimento delle Due Chiavi Michelin ottenuto nel 2025. E prima di Villa Igiea e di Borgo San Felice nel cursus honorum di Di Carlo c’è anche l’esperienza di resident manager degli hotel Bernini Bristol ed Eden di Roma.