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Scenari

Aumentano le vendite di vino a marchio privato. Fedagri: “Valido sbocco che rischia di cannibalizzare il produttore”

17 Ottobre 2012
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Cresce la quota di mercato delle private label.

In soli sette anni si è arrivati al più 42% nelle vendite. Il trend registrato nella grande distribuzione organizzata riguarda anche l’andamento dei vini venduti a marca privata, che dal 7,8% del 2009 è salito a quota 8.7%. Il dato, elaborato da Symphony Iri Group, fa però preoccupare Fedagri-Confcooperative. Il fenomeno viene guardato come una possibile minaccia alla funzione dei singoli produttori, che rischiano, usando le parole del presidente Adriano Orsi, “di essere ridotti a semplici riempitori di bottiglie”. Oggi, in occasione della riunione dell’Assemblea delle 400 cantine aderenti, tenutasi presso la cantina Viticoltori Friulani La Delizia, ha così commentato il quadro: “La crescita del marchio privato – ha dichiarato –  anche nel nostro settore, in linea con quanto avviene per tutti i principali prodotti del largo consumo, è un fenomeno che merita grande attenzione. È fin troppo evidente, tuttavia, come nel vino a marchio privato, che nella maggior parte dei casi coincide con il marchio del distributore, la parte commerciale viene in qualche modo ad espropriare quella che è la funzione classica dei produttori”.

Il canale privilegiato per le vendite dei prodotti a marca privata rimane la Gdo, e il vino muove un giro di affari di 1,5 miliardi di euro, che in termini di bottiglie corrisponde a quasi  600milioni, vendute ad un prezzo medio di 2,63 euro. Il dato è riferito all’ultimo anno e  segna, rispetto all’agosto del 2011, una crescita del + 3,5%. Le migliori performance di vendita sono relative ai vini comuni e a quelli a Indicazione Geografica.

In Italia la quota a volume della private label nella categoria vino è la metà di quella europea e di un terzo per quanto riguarda il valore. Nel mercato del Vecchio Continente la categoria vino vale 15 miliardi di euro, per un totale di oltre 40 milioni di ettolitri venduti. Quelli a marca privata ne costituiscono il 21% in valore, cioè 12 milioni di ettolitri. I Paesi che detengono le quote più alte sono la Francia (in valore) e la Spagna (in volume). 

“Pur riconoscendo che la vendita del vino a marchio privato possa costituire un valido sbocco commerciale per le aziende vinicole – ha concluso Orsi – la nostra strategia resta ancorata al principio che il produttore, il suo rapporto con il territorio e con i soci conferenti, siano dei valori che vanno difesi”.


Quote private label nel vino