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Scenari

Centinaio al Corriere Vinicolo: “Enoturismo, siamo in ritardo. E sulla promozione vi dico”

13 Ottobre 2018
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(Gian Marco Centinaio)

Parole chiare quelle espresse dal ministro Gian Marco Centinaio su enoturismo, promozione, internazionalizzazione, alcuni dei temi più caldi per il comparto vitivinicolo, in un’intervista esclusiva che uscirà sul prossimo numero del Corriere Vinicolo. 

Argomenti, questi, da sempre all’attenzione di Unione Italiana Vini e oggetto di confronto serrato con il Mipaaf, con il Mise e con Ice, al fine di consentire al sistema vitivinicolo italiano uno sviluppo virtuoso sia nel mercato interno, sia all’estero.

ENOTURISMO
Primo tema trattato, il Decreto Ministeriale sull’enoturismo, che attende il varo da gennaio 2018 e che potrebbe essere approvato entro fine anno. “Spero di portare a casa il decreto entro fine anno – spiega Gian Marco Centinaio, ministro Politiche Agricole e Turismo. Vogliamo alleggerire la burocrazia e l’obiettivo sul decreto è quello di concludere l’iter legislativo il più velocemente possibile, trovare i fondi per poterlo realizzare e se ci riuscirò sarò un ministro felice”.

“Stiamo perdendo occasioni preziose, e questo impegno del ministro Centinaio è veramente importante – commenta Ernesto Abbona, presidente Unione Italiana Vini. Abbiamo lavorato fattivamente con il Movimento Turismo del Vino per dare agli operatori che svolgono attività di enoturismo disposizioni chiare e semplificate, al riparo dalla “burocrazia”. Le aziende di tutte le dimensioni potranno beneficiarne, promuovendo il vino e contribuendo allo sviluppo socioeconomico dei territori. La legge di bilancio 2018 aveva stanziato risorse per le semplificazioni fiscali legate all’enoturismo per i prossimi tre anni ma, in assenza del Dm attuativo, nessuno ha potuto usufruirne. Confidiamo che il Governo proceda celermente in tal senso”.

PROMOZIONE
I fondi per la campagna straordinaria di promozione dei vini italiani degli Stati Uniti per 20 milioni di euro avviata lo scorso anno, che sta dando buoni risultati, sono in attesa di essere confermati per il biennio 2019-2020. Dal ministro Centinaio arriva una chiara rassicurazione: “Vogliamo lavorare con il Ministro Luigi Di Maio affinché questa campagna da straordinaria diventi permanente. Le sperimentazioni non possono durare solo un anno, il nostro obiettivo, quindi, è quello di sperimentare a medio-lungo termine se le associazioni di categoria ci chiedono di andare in questa direzione”.

“La nuova strategia che abbiamo condiviso con Ice e le Associazioni dei produttori – aggiunge Ernesto Abbona – ha portato risultati positivi che ci stimolano a procedere con determinazione su questa strada. L’impegno del ministro Centinaio a lavorare insieme al ministro Di Maio per trasformare la campagna da straordinaria a ‘permanente’, è un segnale forte che accogliamo con grande soddisfazione. Il nostro export, oggi più che mai, ha necessità di un’azione di sistema come quella avviata con Ice fin dallo scorso anno”.

POLITICA COMMERCIALE – INTERNAZIONALIZZAZIONE
Per abbattere le barriere doganali (tariffarie e non) che oggi penalizzano l’esportazione dei vini italiani in alcuni Paesi, e per favorire accordi internazionali che ci aiutino a combattere l’italian sounding, sono necessari accordi seri di libero scambio. “Sono contrario a quegli accordi di libero scambio che penalizzano la nostra agricoltura – prosegue Gian Marco Centinaio. Spesso in questo tipo di accordi si favoriscono altri prodotti rispetto all’enogastronomia italiana. Sono, altresì, convinto che dazio chiami dazio e, in relazione a questo, penso a quei Paesi che inseriscono tasse proprio sul vino. Perciò, se dovessero servire accordi con questi Stati, sono disponibile a trattare con i miei colleghi ministri dell’Agricoltura per abbassare queste pesanti tariffe che penalizzano il nostro prodotto così come a stringere accordi con l’obiettivo di perseguire le contraffazioni delle nostre denominazioni d’origine”.

“Sulla politica commerciale si gioca uno dei pilastri dell’internazionalizzazione delle nostre imprese – conclude il presidente Ernesto Abbona. Gli accordi di libero scambio rappresentano una priorità per il nostro export perché portano all’abbattimento delle barriere doganali e favoriscono un’azione di controllo a tutela delle denominazioni di origine, rendendo produttivi gli investimenti promozionali. Apprezziamo, pertanto, questa ‘apertura’ del ministro Centinaio e siamo pronti a lavorare con lui mettendo a fattor comune l’esperienza di Unione Italiana Vini e delle proprie aziende associate, anche rispetto a proposte di miglioramento in fase di implementazione degli accordi stessi”.

C.d.G.