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Scenari

Crisi Pecorino, 12 mila aziende appese a un filo, prezzo del latte dimezzato

01 Febbraio 2017
produzione di formaggio produzione di formaggio

Agricoltori sardi in fermento. Mentre montano le proteste di piazza per la crisi generale del settore ovicaprino, la Cia-Agricoltori Italiani con una delegazione di allevatori sardi sceglie la strada del dialogo e della trattativa con le Istituzione preposte per salvare circa 12 mila aziende isolane che sono nel baratro: il prezzo del Pecorino Romano si è praticamente dimezzato, passando da 9,50 euro al chilo a 5,20 euro al chilo, con conseguenze pesantissime sul prezzo del latte alla stalla che ha perso oltre il 50% del suo valore. 

In crisi anche l'ortofrutta, con le quotazioni in picchiata del 30%. Per questo motivo, oggi, gli agricoltori della Cia incontrano i presidenti delle commissioni Agricoltura di Camera e Senato, Luca Sani e Roberto Formigoni. Sul tavolo un documento di proposte per tutelare il reddito di produttori e allevatori dal crollo dei prezzi. La Cia chiede di mettere in campo subito una serie di misure per affrontare l'emergenza: l'attivazione del Fondo di Garanzia; l'immediata emanazione del Bando Agea per gli indigenti con l'inclusione del Pecorino Romano tra i prodotti del paniere; il pagamento automatico degli impegni comunitari; l'accesso agevolato al mutuo di conduzione con copertura degli interessi attraverso l'uso del de minimis; l'attivazione di un Fondo regionale di rotazione reso accessibile alle aziende agricole e che sia garantito direttamente dalle produzioni ferme nei magazzini.

La seconda parte del documento della Cia-Agricoltori italiani riguarda invece gli interventi di carattere strutturale e organizzativo necessari al settore ovicaprino. In questo senso, è necessario: affrontare il problema dell'organizzazione della produzione, fortemente polverizzata; favorire la nascita dell'Interprofessione, anche per prodotti specifici (Dop e Igp); stipulare accordi di filiera e contratti di coltivazione e/o di produzione, anche utilizzando lo strumento degli accordi interprofessionali; favorire la capacità valorizzativa del marchio qualità Sardegna, quale strumento identitario di distinzione delle produzioni, gestito dalle imprese agricole e agroindustriali regionali; creare nuovi strumenti assicurativi, anche potenziando e riformando le funzioni dei Consorzi di Tutela, a difesa dei produttori dalle crisi di mercato; agevolare il ritiro dal mercato dell'ortofrutta, del latte, dei formaggi o di altri prodotti eccedenti nei periodi di crisi. Gli agricoltori e gli allevatori della Cia confidano che le loro istanze vengano accolte e sia data rapida esecuzione a quelle misure necessarie a non rompere quel “filo” che tiene vive decine di migliaia di aziende, e quindi, il sostentamento di centinaia di migliaia di famiglie sarde.

C.d.G.