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Scenari

Fiera di Bologna entra nel capitale di Gambero Rosso: cosa significa tutto questo per il Vinitaly e il mondo del vino

13 Settembre 2026
Antonio Bruzzone, ad di BolognaFiere Group Antonio Bruzzone, ad di BolognaFiere Group

La notizia circolava da un paio di settimane. Noi stessi ne sapevamo molto ma abbiamo preferito aspettare l’ufficialità che è arrivata venerdì 11 settembre. Bologna Fiere entra nel capitale del Gambero Rosso – oggi di proprietà del gruppo Class Editori – rilevando il 49% delle quote di GR Holding, società neocostituita nella quale Class Editori ha conferito il 51% del capitale sociale di Gambero Rosso Spa. L’investimento complessivo per i bolognesi è di 5,7 milioni di euro. Molto probabilmente è la prima volta che un ente fieristico scommette sull’editoria specializzata nell’agroalimentare. Una mossa che può contenere ben altre prospettive.

L’interesse crescente sul business del vino

Oltre agli aspetti economici e societari cosa vuol dire tutto questo per il mondo delle fiere e dell’agroalimentare italiano visto che il Gambero Rosso è anche un player autorevole per varie iniziative soprattutto all’estero? Tentiamo di analizzare un po’ la faccenda. Da un lato abbiamo Bologna Fiere che un passo alla volta diventa sempre più protagonista di eventi e attività legate al vino. Che è come se rosicchiasse spazi ad uno dei suoi principali competitor, cioè Verona Fiere che col vino organizza da 60 anni il suo principale evento, il Vinitaly. Bologna per esempio è la sede naturale di Slow Wine Fair, ovvero la fiera delle cantine più vicine a Slow Food e alla sua Guida Slow Wine.

L’ultima edizione nel febbraio scorso, la quinta, ha visto la partecipazione di oltre 1.100 espositori. Ben poca cosa rispetto ai circa 4.000 espositori di Vinitaly. Però sarà interessante a questo punto vederne l’evoluzione soprattutto adesso che Bologna Fiere è anche uno dei proprietari di Gambero Rosso. Da tre anni l’ente fiera del capoluogo emiliano si è accaparrato anche il mercato dei vini e dei vignaioli della Fivi prima ospitato a Piacenza.

Altri mille espositori e soprattutto una partecipazione corposa di addetti ai lavori e appassionati che affollano divertiti i padiglioni in un fine settimana di novembre. E ancora più recentemente Bologna Fiere ospita anche Champagne Experience, l’evento più importante dedicato al vino francese e organizzato dalla società Excellence che raggruppa ben ventuno tra le principali aziende di distribuzione di vini presenti in Italia. La manifestazione che ogni anno si svolge entro la prima metà di ottobre veniva organizzata a Modena.

Non è finita perché più recentemente Bologna Fiere ha anche collaborato con altre società ad organizzare road show per promuovere l’agroalimentare italiano in giro per il mondo tra mercati maturi (Uk) ed emergenti (Messico e Vietnam). E proprio quest’attività è una voce importante del fatturato del Gambero Rosso che da anni gira il mondo per fare bere i migliori vini italiani. Su questo fronte ci saranno sicuramente sviluppi significativi.

Il Gambero Rosso al Vinitaly: cosa accadrà adesso?

I più informati sostengono che tutto questo attivismo è frutto della presenza tra i manager di Bologna Fiere di Raul Barbieri che sino a qualche anno fa lavorava con Verona Fiere. E quindi, dicono i più informati, avrebbe quelle competenze necessarie per fare sviluppare il business fieristico attorno al vino. Certo è che nel nostro lavoro di osservatori a qualcuno non è sfuggito che l’ad di Bologna Fiere Antonio Bruzzone è finito nella nostra wine power list tra i personaggi che oggi risultano tra i più influenti.

Un centesimo posto destinato adesso a scalare un po’ di posizioni come è possibile immaginare. E poi siamo abituati a vedere tante iniziative del Gambero Rosso al Vinitaly: dalla mega presentazione dei Tre Bicchieri in Sala Argento il primo giorno della fiera insieme a tante altre attività. Ci sarà sempre la stessa partecipazione? Una presenza, quella del Gambero Rosso che viene ricambiata negli anni con tante inserzioni pubblicitarie sul giornale e sul sito. Una sorta di accordo win win. Senza pensare che fino ad oggi tutti i road show del Gambero Rosso all’estero sono serviti anche da cassa di risonanza per portare più buyer e importatori possibili al Vinitaly. Tutto questo è destinato a cambiare molto probabilmente.

La solidità di Bologna Fiere

Aggiungeteci alcune altre considerazioni: al Gambero Rosso un po’ di capitali fanno bene. L’ultimo bilancio certifica un fatturato di 15 milioni e debiti per due milioni. Dall’altro lato Bologna Fiere è un ente che sfodera grande solidità: nel 2025 ha registrato un fatturato di 306 milioni (tre volte quello di Verona Fiere che col Vinitaly ha la sua voce di business più importante) con utili per oltre 13 milioni, triplicati dal 2024 ad oggi. E tra i soci privati ne ha uno molto importante come gli inglesi di Informa Group Limited che fanno capo a una società inglese a sua volta controllata da un fondo internazionale di grande rilievo come Black Rock.

Dichiara Gianpiero Calzolari presidente di BolognaFiere: “L’ingresso nel capitale di Gambero Rosso rappresenta un investimento strategico in uno dei marchi editoriali più autorevoli e riconosciuti dal sistema agroalimentare italiano. Mettiamo insieme competenze, relazioni e capacità di promozione complementari, con l’obiettivo di rafforzare la presenza internazionale delle eccellenze italiane del food & wine. È un’operazione coerente con la strategia di crescita e diversificazione del Gruppo BolognaFiere e con la nostra missione di costruire piattaforme capaci di connettere imprese, mercati e territori, contribuendo alla valorizzazione del Made in Italy nel mondo”.

Insomma si annunciano tante iniziative e la concorrenza con Vinitaly si farà più agguerrita. Attendiamo le contromosse di Federico Bricolo, presidente di Verona Fiere.