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Scenari

Il carrello della spesa è sempre più vuoto. Allarme di Confeuro e Federdistribuzione

05 Febbraio 2026
Confeuro lancia l'allarme per la crescita dei costi del cibo Confeuro lancia l'allarme per la crescita dei costi del cibo

Allarme povertà: secondo la Confederazione agricoltori europei i rincari colpiscono famiglie e produttori

La crescita dei prezzi alimentari torna al centro del dibattito pubblico dopo i più recenti dati diffusi da Istat. Secondo l’Istituto nazionale di statistica, in Italia circa il 10 per cento delle famiglie vive in condizioni di povertà assoluta, mentre un ulteriore 20 per cento si colloca stabilmente attorno alla soglia di povertà, in una fascia di fragilità strutturale sempre più estesa.

A gennaio 2026 i prezzi al consumo segnano un aumento dell’1 per cento su base annua e dello 0,4 per cento su base mensile. Un dato che, seppur inferiore a quello di dicembre, riporta l’inflazione su livelli superiori a quelli dell’autunno 2024. A pesare maggiormente è il comparto alimentare, dove i rincari procedono a un ritmo più che doppio rispetto alla media del paniere, incidendo in modo diretto sul carrello della spesa.

Su questo scenario interviene Confeuro, che parla apertamente di una fase critica per il Paese. “Aumenta la platea di cittadini che fatica ad arrivare a fine mese, mentre i beni di prima necessità continuano a registrare incrementi superiori alla media”, afferma il presidente nazionale Andrea Tiso. Una dinamica che, secondo la Confederazione, penalizza non solo i consumatori ma anche i piccoli e medi agricoltori.

Il nodo resta quello della filiera. Negli ultimi cinque anni, ricordano da Confeuro, i prezzi dei generi alimentari sarebbero cresciuti fino al 25 per cento, senza che tali aumenti si siano tradotti in un adeguato riconoscimento economico per i micro produttori. Una distorsione che ha spinto l’Antitrust ad avviare un’indagine conoscitiva sul ruolo della grande distribuzione organizzata e sulle dinamiche di formazione dei prezzi.

Secondo Confeuro, l’attuale assetto continua a comprimere i margini degli agricoltori, spesso incapaci di coprire i costi di produzione. Da qui l’appello al governo per un intervento mirato a tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e a garantire condizioni più eque lungo l’intera filiera agroalimentare, sostenendo in modo concreto la sostenibilità economica del settore.