L’inflazione continua a pesare sugli italiani: alla fine del 2024, infatti, la ricchezza netta delle famiglie italiane è stata pari a 11.732 miliardi di euro, con un valore pro capite pari a 199 mila euro. Lo rileva l’Istat evidenziando come “rispetto al 2023, la ricchezza netta è aumentata del 2,8% a prezzi correnti, raggiungendo il valore più elevato dal 2005”. Tuttavia, quando valutata a prezzi costanti, “è ancora inferiore a quella del 2021 di oltre il 5% a causa della forte inflazione nel 2022“. In rapporto al reddito lordo disponibile, “la ricchezza netta è rimasta stabile rispetto al 2023 (8,2), tra i valori più bassi del periodo 2005-2024”.
Secondo le stime sulla ricchezza elaborate dall’Istat e dalla Banca d’Italia, le attività non finanziarie (6.761 miliardi di euro) sono aumentate dell’1,9% a prezzi correnti (+124 miliardi), trainate dalla componente delle abitazioni, il cui valore 5 è salito a 5.662 miliardi. Dopo tre anni di crescita sostenuta, il valore delle abitazioni nel 2024 è stato di poco inferiore al massimo raggiunto nel 2011 (5.701 miliardi) e ha recuperato il calo di oltre 7 punti percentuali avvenuto tra il 2012 e il 2018. Il valore degli immobili non residenziali è aumentato dell’1,2%, in linea con la dinamica degli ultimi tre anni.
Le attività finanziarie (6.013 miliardi) sono aumentate di 206 miliardi (+3,6%), guidate dagli incrementi delle quote di fondi comuni (+92 miliardi), dei titoli di debito (+60 miliardi) e delle riserve assicurative (+45 miliardi). In particolare, le detenzioni di quote di fondi comuni hanno raggiunto il valore più alto nel periodo di indagine della presente pubblicazione (841 miliardi). Le passività finanziarie hanno registrato un modesto aumento (+8 miliardi, +0,7%) per effetto della crescita degli altri conti passivi (soprattutto debiti commerciali).
La crescita del valore della ricchezza finanziaria netta nel 2024 è riconducibile in larga misura all’andamento complessivamente positivo dei mercati finanziari, che ha determinato poco meno di 150 miliardi di guadagni in conto capitale principalmente su quote di fondi comuni, azioni, e riserve
assicurative. Invece, i nuovi flussi di risparmio finanziario (24 miliardi) hanno contribuito all’aumento del valore della ricchezza finanziaria in misura più contenuta rispetto agli anni precedenti.