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Scenari

L’Etna conquista il Vinitaly: “Il territorio più sexy del vino”

03 Aprile 2023
Federico Latteri, Stevie Kim e Fabrizio Carrera Federico Latteri, Stevie Kim e Fabrizio Carrera

Giunta alla settima edizione, la Guida ai vini dell’Etna, si conferma la più completa opera di catalogazione dei produttori vitivinicoli etnei. Dallo spirito pioneristico dei suoi curatori Fabrizio Carrera – direttore di Cronache di Gusto – e Federico Latteri – giornalista e esperto di fama internazionale del territorio etneo – la Guida ha lasciato intravedere, sin dal prima edizione, datata 2016, quelle luci che oggi sono letteralmente scaraventate sulla Muntagna. L’Etna è diventata la bella donna che tutti vorrebbero, “è il territorio più sexy del vino” secondo Fabrizio Carrera – e nel mentre i suoi riflettori si moltiplicano, diventano pluridirezionali, e le richieste dall’export diventano sempre più numerose. Sintomi che vanno ben aldilà di una moda passeggera. E’ segno, allora, di una qualità che, dopo decenni di silenzioso lavoro, si riappropria dei suoi meriti.

Ma “parlare di Etna è riduttivo. E’ necessario ragionare per versanti” anticipa Federico Latteri aprendo anche la Masterclass tenutasi negli spazi della wine2digital durante la seconda giornata del Vinitaly 2023. Non un caso, infatti, che la degustazione, in inglese, si tenga proprio nel posto più internazionale della fiera. “C’è un’estrema varietà di fattori che bisogna prendere in considerazione quando si parla di un vino etneo: il suolo, le altitudini, i diversi microclimi che si generano da un luogo all’altro, senza sottovalutare, poi, il fattore umano”. Ecco perché la guida è stata scientemente suddivisa in quattro parti, tante quante sono i versanti. Così offrendo una panoramica più chiara e più leggibile sulle attuali 133 contrade oggi riconosciute dal Disciplinare come veri e propri cru e individuati sui diversi versanti, all’interno della Doc Etna. Oltre 450 referenze degustate nell’edizione 2023, tra 126 viticoltori. Tanti quanti le singole schede della guida che rappresentano un po’ la somma ultima di numeri e dati tecnici, in uno con i racconti aziendali e le note di degustazioni tanto sintetiche quanto esaustive.

Tra queste, anche, alcune giudicate “imperdibili”. Ben 29 le etichette “coup de cœur” nell’edizione 2023. “Li definirei vini traccianti. Non necessariamente, quindi, i vini che avrebbero ottenuto un punteggio superiore in una degustazione, ma piuttosto quelli che con estrema nitidezza sanno delineare il territorio e le sue differenze tra versanti”, precisa Latteri alla degustazione che ha visto la sala sold-out da settimane ormai con la presenza di un ampio pubblico tra stampa nazionale e internazionale e interessati Masters of Wine.

I vini degustati

Doc Etna Bianco Superiore Milus 2020 – Cantine di Nessuno
Solo i vini prodotti interamente nel comune di Milo possono fregiarsi della menzione Superiore e in Contrada Volpare, a 600 metri sul livello del mare, la luminosità olfattiva profuma di miele, zagara e frutta a polpa gialla, in un palato voluminoso dal retrogusto di frutta a guscio.

Doc Etna Bianco Superiore Imbris 2019 – I Custodi delle Vigne dell’Etna
Il calice porta con sé la potenza e la stratificazione regalata dalle forti escursioni termiche che si verificano in Contrada Caselle. E così Imbris da conferma della grande vocazione di questo piccolo cru con un naso alpino, pieno di erbe officinali e sbuffi balsamici. Teso è il palato che si fa marino ed energico.

Doc Etna Bianco Superiore Contrada Villagrande 2018 – Barone di Villagrande
Una diversa interpretazione della menzione Superiore. Dove alla purezza del Carricante, si aggiunge una piccola percentuale di Minnella bianca e Visparola e tanto vale a regalare una versione di maggior timbrica tra più impattanti sentori affumicati, stemperati, poi, da un’apertura di anice e iodio. Il palato è un tutto tondo grazie a quella morbidezza che non smette mai di stancare con la sua costante sapidità nel finale.

Doc Etna Bianco Millemetri 2017 – Feudo Cavaliere
Nel versante sud- ovest c’è una compiutezza olfattiva di notevole spessore, tra note di alloro e odori di pera williams. In un palato che si fa materico, come il sole che batte imperioso su questo versante dove a vista d’occhio c’è già la piana di Catania. La conferma delle sue origini arriva nel finale: sapido e dal retrogusto agrumato.

Doc Etna Rumex 2020 – Monteleone
A Castiglione di Sicilia, la contrada Pontale Palino, mostra l’anima più introversa del Nerello Mascalese. In questo calice è in versione noir, giocando sul mentolo e sulla finezza esile di frutti viola e fiori blu. Poi la cesellatura di un palato in una materia mai urlante eppure così tanto impattante nel degustatore.

Doc Etna Rosso Nerello Mascalese 2020 – Masseria Setteporte
Nel versante sud-ovest il Nerello si fa intenso e voluminoso. Un inno alla Muntagna tra note di cenere e lapilli, e un’inconfondibile e quanto mai energica verve di arancia rossa e note fumé. La completezza gustativa sta in una beva dalla trama tannica e da una carnosità che delineano il palato egregiamente.

Doc Etna Rosso Carranco RV 2019 – Carranco
Nel versante nord, la posizione dei vigneti a 500 metri dal livello del mare mostra tutto il lato mediterraneo del Nerello Mascalese: confettura di frutti rossi e corredi di una pineta vista mare. L’ apertura gustativa è tutta sulla vena acida, in un finale di media lunghezza.

Doc Etna Rosso Calderara 2019 – Tornatore
Contrata Calderara è nota nel versante nord per regalare calici di ribes nero e note sottospirito. Qui arrichite da sbuffi mediterranei di pino e foglie di mirto. Bocca ampia dalla decisa vena acido-sapida.

Doc Etna Rosso Prefillossera 2019 – Palmento Costanzo
Timbri di bacche rosse e una linea odorosa che ricorda tratti femminei di peonia e fiori rosa. Il palato è composto e si assesta su dettami di precisione stilistica, impostata in una grande freschezza gustativa.

Doc Etna Rosso Pettinocerelle 2019 – Famiglia Statella
A Solicchiata, in Contrada Pettinocerelle, la compostezza e l’eleganza olfattiva è immediatamente leggibile. calore. E’ un agrume che cede il passo a uno sfondo aereo, quasi respirabile, in quella tavolozza fatta di fiori e frutti rossi. Bocca di magnifica levità, frizionata da un tannino vispo, ma poi la morbidezza onnicomprensiva chiude la beva in un abbraccio virtuoso.

Doc Etna Rosso Barbagalli 2018 – Pietradolce
Versante nord. Un naso di sottigliezze spostato verso gli umori del bosco, tra felce, alloro e sentori affumicati. E un palato magistralmente calibrato chiude nel migliore dei modi una beva lunghissima: con nobiltà.

Doc Etna Rosso Feudo di Mezzo 2017 – Alta Mora
Versante nord. Il Nerello nella sua versione più aperta e in una delle bocche più succose, anche il finale si mostra esteso e tonico, in una lunga scia di sapidità.

Doc Etna Rosso Riserva Zottorinoto 2017 – Cottanera
Profilo boschivo. In una bocca morbida, smussata, senza particolari profili di tensione.