Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Scenari

La scommessa del metodo classico in Piemonte con il Consorzio Alta Langa: “Ora la nostra festa al Teatro Regio di Torino”

03 Marzo 2024
Mariacristina Castelletta, presidente Consorzio Alta Langa Mariacristina Castelletta, presidente Consorzio Alta Langa

È nato tutto come una scommessa, oggi il Consorzio Alta Langa cresce sempre più con 150 associati di cui 75 case produttrici. Un territorio, quello del Piemonte, in cui viene prodotto il metodo classico, il più antico d’Italia che risale al 1850. La denominazione Alta Langa è relativamente giovane perché viene creata nel 2012: “Siamo un piccolo Consorzio – dice a Cronache di Gusto la presidente Mariacristina Castelletta – che rappresenta una grande denominazione unica e distintiva. Gli ettari del vigneto Alta Langa attualmente sono 440,5 fra le tre province di Asti, Alessandria e Cuneo: 2/3 sono coltivati a Pinot nero e 1/3 a Chardonnay”. 

Dall’ultima vendemmia, quella del 2023, sono state prodotte circa 3.200.000 bottiglie, mentre il mercato di riferimento resta al momento l’Italia, dove si sviluppa circa il 90% dei consumi. Il Consorzio viene fondato nel 2001 ad Asti, dopo oltre 10 anni di ricerche e studi approfonditi e metodici sulla vocazione dell’area, per riunire viticoltori e produttori coinvolti nello sviluppo di un vino, di una denominazione e di un territorio. 

Tutti legati da una grande scommessa: quella di un metodo classico che non sarà pronto prima di sei anni dall’impianto dei vigneti e che per questo deve necessariamente essere valorizzato e tutelato. 

“Negli anni Novanta – racconta Castelletta – con una serietà e un’attitudine scientifica tutta sabauda, abbiamo sperimentato e dimostrato la vocazione delle nostre alte colline per la coltivazione di uve Pinot nero e Chardonnay. Il gruppo che per una decade si impegnò nella sperimentazione oggi è cresciuto, ma lo spirito di squadra fra viticoltori e produttori, deve continuare a essere forte: noi come Consorzio ci impegniamo in tal senso, solo così si può vincere la sfida del mercato di valore, oggi più attento e qualificato”.

Nonostante il cambiamento climatico sempre più evidente e i problemi che ne conseguono, il 2023 è stato per il Consorzio un anno molto intenso: “Siamo riusciti a crescere in termini di bottiglie vendute”.

La zona di produzione delle uve di Alta Langa comprende comuni in tre province (Cuneo, Asti e Alessandria) nella lunga fascia collinare, sita quasi interamente alla destra del fiume Tanaro. È escluso il territorio dei grandi Nebbioli dove le uve maturano molto per ottenere le caratteristiche dei vini base per lo spumante. “Per noi – dice ancora – il fattore climatico era importante già vent’anni fa, tanto che siamo l’unica denominazione che ha fissato nel proprio disciplinare un’altitudine minima di impianto dei vigneti di 250 metri. Questo ha sicuramente dato un indirizzo a tutti i nostri viticoltori. Attualmente il vigneto di Alta Langa ha un’altitudine media di 400 metri; ciò fa sì che si possa sfuggire ai picchi di maturazione, permettendo di posticipare il più possibile la vendemmia”.

La prima dell’Alta Langa a Torino

Il 18 marzo al Teatro Regio di Torino ci sarà la Prima dell’Alta Langa. Si tratta della sesta edizione della manifestazione in cui ci saranno sessantacinque produttori di Alta Langa con il proprio banco d’assaggio: oltre 150 etichette tra nuove cuvée e alcuni vecchi millesimi. “Era un nostro sogno andare in un teatro a mettere in scena la nostra manifestazione più importante.  Visto il nome del nostro evento…”.