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Scenari

Natale, tre italiani su quattro festeggiano in famiglia. Spesa da 3,3 miliardi (-5%) per la vigilia e il pranzo

23 Dicembre 2025
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A pesare sulle spese è anche l'inflazione che dal 2015 ha "rosicchiato" un quinto del panettone. A stimarlo è Confesercenti sulla base di un sondaggio condotto con Ipsos su un campione di circa mille consumatori

Sì ai festeggiamenti ma con ‘prudenza’. Perché anche quest’anno gli italiani non hanno perso la voglia di celebrare il Natale, ma lo fanno con un occhio al portafoglio. E se rimane comunque un rito domestico –  quasi tre italiani su quattro rimarranno a casa -, la spesa complessiva stimata per gli acquisti alimentari della cena della Vigilia e del pranzo del 25 dicembre è di circa 3,3 miliardi di euro, in lieve calo (circa -5%) rispetto allo scorso anno. A pesare è anche l’inflazione che dal 2015 ha “rosicchiato” un quinto del panettone.

Un dato che racconta due spinte parallele: la voglia di festeggiare, tra tradizioni ed eccellenze della gastronomia, e una maggiore attenzione al budget, con scelte più controllate. A stimarlo è Confesercenti sulla base del consueto sondaggio sui consumi alimentari e nei pubblici esercizi condotto con Ipsos su un campione di circa mille consumatori.

Dove festeggiano gli italiani

Il Natale si conferma soprattutto un rito domestico: quasi tre italiani su quattro (72%) trascorreranno le feste a casa propria o da parenti, con una scelta ancora più marcata tra gli over 34 (73%) e nel Mezzogiorno (73%), mentre tra gli under 34 la quota scende al 69% e al Nord si attesta al 70%. La dimensione “sociale” resta presente ma contenuta: il 9% sarà a casa di amici, ma tra i più giovani sale al 12% (contro l’8% degli over 34) e al Sud e Isole raggiunge il 10%. Il fuori casa resta stabile: il 5% sceglierà un ristorante o un pubblico esercizio, con un picco nel Centro (7%), mentre un ulteriore 2% indica una location affittata, opzione più frequente al Nord (4%) e tra gli under 34 (3%).

Limitata la quota di chi trascorrerà le festività in movimento

Viaggio o vacanza valgono complessivamente il 6%, ma arrivano all’8% tra gli under 34 e al 7% nel Nord. Residuali le altre soluzioni (1%), mentre un 5% deve ancora decidere, quota che cresce tra gli over 34 e nel Mezzogiorno (entrambi al 6%).

La spesa: la Vigilia protagonista

Guardando al budget individuale, la Vigilia resta il momento “più carico”. Chi organizza per la sera del 24, prevede una spesa media per acquisti alimentari e cene fuori di 62,02 euro a persona (dai 66,31 del 2024), contro i 57,42 euro del pranzo del 25 dicembre (da 60,79). In entrambi i casi, comunque, oltre un consumatore su tre cercherà di tenersi sotto i 30 euro. Nel complesso, la spesa stimata per cena di Vigilia e pranzo di Natale è pari a circa 119 euro a persona, poco più del 5% in meno dello scorso anno. Un ritocco al ribasso che segnala una prudenza crescente delle famiglie, su cui pesa l’erosione del potere d’acquisto. Che nel lungo periodo emerge chiaramente: nel 2015 la spesa media complessiva era 99 euro, circa il 20% in meno.

L’inflazione si ‘mangia’ il cenone

Ma con un’inflazione alimentare intorno al 34% in dieci anni, a prezzi 2015 la spesa attuale equivale a circa 79 euro: in pratica l’inflazione si è “mangiata” un quinto del panettone.  A guidare le scelte è la tradizione, soprattutto quella regionale: la Vigilia resta legata al pesce, mentre il pranzo di Natale conferma la centralità delle carni, con ricette che cambiano da territorio a territorio. Anche sui dolci si preferiscono – accanto a torroni, panettoni e pandori – quelli tipici locali, segno che l’identità gastronomica continua a contare. L’approccio però è più prudente: si cerca la qualità, ma ottimizzando la spesa e andando a caccia di offerte. Pesano spese obbligate più rigide e l’incertezza, che spinge a tenere un margine per gennaio: il risultato è un Natale fedele a qualità e tradizione, ma con acquisti più razionali, tra confronto prezzi, offerte e quantità più misurate.