Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Scenari

Ocm Vino, più fondi per promozione e vigneti: oltre 323 milioni al settore, spinta all’export fuori dall’Europa

08 Maggio 2026
Immagine di un tipico vigneto italiano Immagine di un tipico vigneto italiano

Più risorse per promozione, investimenti e ristrutturazione dei vigneti. Con il nuovo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Ministero dell’Agricoltura ha definito la ripartizione della dotazione finanziaria dell’Ocm Vino per la campagna 2026-2027: all’Italia spettano complessivamente 323,9 milioni di euro nell’ambito della Politica agricola comune, destinati a sostenere la competitività del settore vitivinicolo.

La quota più consistente sarà destinata alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti, misura che assorbe 144,1 milioni di euro. Seguono i fondi per la promozione del vino nei mercati dei Paesi terzi, pari a 98 milioni di euro, mentre 57,6 milioni andranno agli investimenti aziendali. Completano il quadro 19,2 milioni destinati alla distillazione dei sottoprodotti della vinificazione e 4,8 milioni per la vendemmia verde.

Il provvedimento si inserisce nell’ambito del Piano Strategico Nazionale della Pac 2023-2027 e punta a rafforzare la competitività delle imprese vitivinicole italiane, sia sul fronte produttivo sia su quello commerciale, in una fase segnata da rallentamenti dei consumi internazionali, tensioni sui mercati e crescente competizione globale.

Particolare attenzione viene confermata per l’Ocm Promozione, considerata una leva strategica per sostenere l’export del vino italiano nei mercati extra Ue. La misura dispone di oltre 98 milioni di euro e introduce alcuni elementi di maggiore flessibilità per favorire l’accesso delle imprese, soprattutto di dimensioni più contenute. Tra le novità figurano l’aggiornamento dei costi di riferimento per mercati strategici come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svizzera e Cina, oltre all’introduzione di nuovi parametri per il Giappone.

Nel decreto si sottolinea inoltre la necessità di assicurare il pieno utilizzo delle risorse comunitarie, anche alla luce del sottoutilizzo registrato negli ultimi esercizi finanziari. Per questo motivo il Ministero prevede la possibilità di approvare domande fino al 10% oltre le attuali disponibilità, così da evitare il rischio di perdere fondi europei.

Sul fronte territoriale, saranno le Regioni a gestire gran parte della ripartizione finanziaria. La Sicilia si conferma la prima beneficiaria con un plafond complessivo di circa 53,4 milioni di euro sulle varie misure, davanti a Veneto, Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna. Una distribuzione che riflette il peso produttivo delle principali aree vitivinicole italiane e l’importanza strategica del comparto per le economie regionali.

Il decreto richiama anche la possibilità di utilizzare le risorse disponibili sugli esercizi finanziari successivi per garantire continuità nei pagamenti e una maggiore capacità di spesa, in linea con le indicazioni della Commissione europea emerse durante il monitoraggio del Piano Strategico della Pac.