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Scenari

Slow Wine Magazine, il vino italiano raccontato all’estero da italiani

26 Marzo 2014
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Il vino italiano raccontato al mondo da italiani. Era ora!

“The next big thing”, recita il pay off di Slow Wine Magazine. E’ l'ultima scommessa della redazione capitanata da Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni che firma ogni anno la guida del vino tra le più seguite. Varca i confini del Bel Paese con un inedito progetto editoriale trimestrale per offrire ai lettori wine lover il complesso panorama vitivinicolo italiano, con prospettiva e chiave di lettura diverse da quelle fino ad ora usate da rinomati wine magazine e guru del vino. Sarà esclusivamente in formato digitale, scaricabile in pdf e in wordpress, tradotta in inglese, italiano e tedesco. Rivoluzionaria nel linguaggio, più immediata e illustrata (da Mauro Fermariello www.winestories.it)

La sfida che sta dietro a questo nuovo capitolo di Slow Wine la spiega Gariglio: “Vogliamo diventare ambasciatori del vino italiano all’estero. Secondo noi, e secondo tanti produttori con cui ci siamo confrontati, è mancato fino ad ora uno strumento efficace che promuovesse il vino Made in Italy con un approccio diverso da quello diffuso da guide e riviste americane”. Si parlerà solo di vino, e soprattutto delle perle enologiche rimaste all’ombra dei soliti noti. “Porremo maggiore attenzione alle piccole denominazione, a quelle meno conosciute, promuoveremo nuove frontiere – aggiunge -. Racconteremo di territori in forte crescita. Per esempio, in questo primo numero abbiamo focalizzato sul Cerasuolo di Vittoria”.

Non ci sarà la minima traccia di punteggi o rating. La redazione proporrà di volta in volta top list dei vini che sono piaciuti di più. Un tentativo (lodevole) di diseducare gli stranieri alla cultura dello score – keeping. “La rivista si suddivide in quattro sezioni e in ciascuna inseriremo un tot di degustazioni segnalando i vini migliori. La classifica segue solo il parametro della piacevolezza e alcune etichette saranno accompagnate da note di merito se riscontriamo i valori di Slow Food, quelli che prendiamo come riferimento  per la guida, del Buono, Pulito e Giusto. Per ogni territorio viticolo saranno indicati anche itinerari corredati di tappe gourmet, locande e osterie”.

Lo spirito della rivista, rimarrà indipendente. “Vogliamo puntare sugli abbonati e non sui proventi delle pubblicità”, tiene a precisare Gariglio. L'abbonamento per 6 numeri in Italia avrà un costo di 29 euro e di 19 per i soci. In Usa di 49 dollari e di 39 per i tesserati. In Germania di 39 euro e di 29. Debutterà il 3 aprile. Si potrà scaricare in pdf dal sito Slow Wine e questo primo numero sarà gratuito per tutti coloro che si abboneranno lo stesso giorno. 

Per ulteriori informazioni www.slowfood.it/slowine

Manuela Laiacona