Il 2026 si apre con una buona notizia per i produttori di pasta italiani che possono tirare finalmente un sospiro di solievo. Il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti – in anticipo rispetto alla conclusione dell’indagine attesa per l’11 marzo 2026, data entro la quale il Dipartimento emetterà i risultati finali della revisione amministrativa. – ha abbattuto i dazi antidumping su alcuni marchi.
L’analisi post-preliminare infatti – si legge in una nota della Farnesina – ridetermina in misura significativamente più bassa le aliquote fissate in via provvisoria lo scorso 4 settembre: dal 91,74%, i dazi passano al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo mentre, per gli altri 11 produttori non campionati tra cui la Barilla, si assesta al 9,09%.
Un risultato che conferma un clima distensivo sull’asse transatlantico e, allo stesso tempo, un “riconoscimento della fattiva volontà di collaborare delle nostre aziende da parte delle autorità statunitensi – ha evidenziato la Farnesina -. E’ anche un segno dell’efficacia del sostegno assicurato dalla Farnesina e dal Governo sin dal principio e che intendiamo continuare ad assicurare in vista delle decisioni definitive”.
Un successo sotto il profilo economico per il mercato italiano perché, secondo le stime di Coldiretti e Filiera Italia, un dazio come quello preannunciato e che ora sembrerebbe scongiurato, avrebbe raddoppiato il costo di un piatto di pasta per le famiglie americane, spalancando le porte ai prodotti Italian sounding e penalizzando la qualità autentica del Made in Italy. Nel 2024 l’export di pasta italiana verso gli USA ha raggiunto un valore di 671 milioni di euro, confermando il mercato statunitense come uno dei più strategici per il settore.
Tra i primi ad esultare per l’obiettivo raggiunto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida: “La buona notizia che arriva dagli Stati Uniti dimostra come il lavoro serio, senza inutili allarmismi, porti i suoi frutti – ha sottolineato -. Abbiamo seguito sin da subito la vicenda, ad ottobre a Chicago insieme all’ambasciatore Marco Peronaci avevamo dato un segnale importante: le istituzioni italiane non avrebbero abbandonato i produttori di pasta italiani. Oggi sappiamo di aver scelto la strada giusta e le tariffe sono fortemente ridimensionate. Ancora una volta abbiamo dimostrato che il lavoro di squadra paga e l’Italia è forte e rispettata nel mondo”.
Anche Coldiretti e Filiera Italia che con “Filiera Pasta” rappresenta oggi le aziende premium più rappresentative del settore, hanno espresso “soddisfazione per l’azione del Governo Italiano ed in particolare dei Ministri Tajani e Lollobrigida e della nostra struttura diplomatica, che ha portato ad una prima temporanea riduzione dei dazi USA sulla pasta italiana”.
Per Coldiretti e Filiera Italia La decisione Usa è “un primo riconoscimento della fattiva volontà di collaborare delle nostre aziende da parte delle autorità statunitensi”. Così come annunciato il sostegno assicurato dalla Farnesina e dal Governo continuerà in attesa delle decisioni definitive. Così come continuerà l’azione di Coldiretti e Filiera Italia “a difesa della nostra pasta premium esportata sul mercato USA che abbiamo sostenuto anche con una forte azione sui media internazionali”.