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Scenari

Terremoto nel centro Italia. Distrutta Amatrice, simbolo della cucina italiana

24 Agosto 2016
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(Ph Ansa)

Un devastante terremoto stanotte ha colpito il centro Italia, tra Umbria, Marche e Lazio, distruggendo in particolare i comuni di Amatrice in provincia di Rieti, Accumoli in provincia di Rieti e Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno. I morti al momento sono 21, ma il numero è destinato a crescere rapidamente.

La prima scossa, di magnitudo 6.0, è stata registrata alle 3:36. L'epicentro a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ed Amatrice (Rieti). L'ipocentro è stato a soli 4 chilometri di profondità. Seconda e terza scossa sono state registrate alle 4:32 e 4:33. Hanno avuto epicentro in prossimità di Norcia (Perugia), Castelsantangelo sul Nera (Macerata) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Gli ipocentri sono stati tra gli 8 e i 9 chilometri. Oltre 50 finora (alle 6:40) le repliche di magnitudo superiore a 2, cinque delle quali di magnitudo 4 o superiore. E' stato mobilitato l'Esercito per far fronte all'emergenza. Una componente del sesto reggimento Genio di Roma, con mezzi speciali, è partita verso le zone colpite dal sisma. Appello dell'Avis a tutti per donare il sangue. 

Tra i comuni colpiti, Amatrice, un simbolo della cucina italiana nel mondo per il suo sugo all’amatriciana che ha reso celebra la cucina romana nel mondo. Originariamente il sugo veniva preparato dai pastori con gli ingredienti a loro disposizione sulle montagne quando seguivano al pascolo le loro greggi. Gli ingredienti erano: guanciale a cubetti o fettine sottilissime, pecorino e spaghetti, piatto che veniva tradizionalmente chiamato “unto e cacio”. Successivamente nel XVIII secolo la ricetta fu ingentilita con l'aggiunta di pomodoro e pochissimo olio d'oliva. La diffusione su scala nazionale si ebbe nell'Ottocento quando molti amatriciani emigrarono a Roma a causa della crisi della pastorizia e trovarono occupazione nel campo della ristorazione facendo conoscere il piatto tipico dei loro avi: l'”amatriciana”. Il primo storico ristorante amatriciano fu inaugurato a Roma nel 1860 da Luigi Sagnotti con il nome de Il Passetto, così chiamato poiché attraverso il ristorante si poteva passare dal vicolo del passetto a piazza Navona. Alla conoscenza su scala nazionale della ricetta dell'”amatriciana” contribuì anche l'attore Aldo Fabrizi che ne parlò spesso durante le sue trasmissioni radiofoniche e televisive. Ancora oggi nei menù dei ristoranti si trovano le due ricette: la tradizionale detta comunemente anche gricia e quella con la salsa di pomodoro. In molti ristoranti si trova una ricetta errata che fa uso di pancetta (al posto del guanciale), cipolla e olio d'oliva.

Un’altra specialità di Amatrice sono gli gnocchi ricci. Si tratta di gnocchi realizzati con acqua, farina e uova, a cui viene dato il caratteristico riccio schiacciandoli con le dita. Tipici della cittadina e poco conosciuti nelle frazioni, sono stati tramandati di generazione in generazione e vengono considerati il piatto più antico della gastronomia amatriciana.

C.d.G.