Feudo del Balio nasce a Trapani nel 2018 per iniziativa di Giuseppe Rando e Giuseppe Perniciaro, due professionisti del luogo e amici di lunga data che decidono di avviare una propria produzione vinicola per raccontare le peculiarità del territorio. Il progetto si sviluppa alle porte del capoluogo, dove troviamo una torre di avvistamento del Sedicesimo secolo che entro quest’anno, ultimati i lavori di restauro, diventerà la struttura principale per l’accoglienza e le degustazioni. Poi ci sono i vigneti, 22 ettari in tutto tra Paceco e Fulgatore, coltivati con varietà locali più Syrah. Fondamentale sin dall’inizio la collaborazione di Stefano Chioccioli, rinomato enologo che non ha certo bisogno di presentazioni.
Nel 2023 l’azienda approda nella Sicilia Orientale e precisamente sull’Etna con l’ingresso di un nuovo socio, Mario Papotto e una nuova tenuta a Milo, sul versante est del Vulcano. Qui troviamo 4 ettari di vigna, 3 in contrada Fornazzo e 1 in contrada Caselle. Si dà subito il via alla produzione, seguendo gli stessi principi portati avanti nel Trapanese: fare grandi vini senza tradire la terra, cioè attraverso il rispetto della natura e del paesaggio, la ricerca dell’autenticità e della territorialità e l’attenzione rivolta alla sostenibilità. Attualmente sono tre le etichette provenienti dall’Etna, due bianchi e un rosso per un totale di circa 8 mila bottiglie. Ricordiamo anche che le bottiglie prodotte nella tenuta di Trapani sono poco più di 10 mila, con una gamma composta da diverse referenze di vini bianchi e rossi.
Ci è piaciuto molto l’Etna Bianco Doc Pietrarsa 2024, etichetta di punta della produzione etnea. E’ ottenuto da uve Carricante in purezza provenienti da vigneti ad alberello, situati, come già detto, a Milo, a 700 metri sul livello del mare su terrazzamenti sorretti da muretti a secco in pietra lavica. Ci troviamo sul versante est dell’Etna, di fronte al mare, in un luogo caratterizzato da un clima freddo e particolarmente piovoso. La vendemmia viene effettuata manualmente durante la prima metà di ottobre. La vinificazione prevede pressatura soffice dei grappoli interi, decantazione statica a freddo del mosto e fermentazione alcolica in serbatoi di acciaio inox. Successivamente, il vino affina in anfora sui propri lieviti per 6 mesi con batonnage settimanali.
Prima dell’immissione in commercio è previsto un breve periodo di riposo in bottiglia. Nel calice il Pietrarsa 2024 si presenta di colore giallo paglierino carico, appena tendente al dorato. Ha un naso intenso, pulito e variegato, nel quale sentori di frutta a polpa gialla e scorza di cedro si mescolano con delicate note floreali in un insieme che viene arricchito da sottili richiami mielati, erbe aromatiche e un tocco mentolato. E’ un profilo ricco di sfumature che si caratterizza per armonia e definizione dei profumi.
Il sorso è pieno, ma soprattutto verticale, più di quanto ci si possa aspettare, con una viva acidità, una progressione ricca di energia e un finale sapido e lungo. Piacevole il ritorno al retronaso delle note percepite all’olfatto, con la prevalenza di quelle più fresche. Si tratta di un bianco ben fatto che trova nella completezza la sua arma vincente: da un lato ci sono forza aromatica e giusta consistenza, dall’altro agilità e slancio. Ne seguiremo l’evoluzione per verificare le potenzialità d’invecchiamento che al momento sembrano interessanti. Può essere abbinato a diversi piatti della cucina di mare, dai crudi ai secondi di pesce, compresi qualli dal gusto deciso. Provatelo anche con antipasti e primi a base di verdure e ortaggi, torte salate e formaggi freschi.
Tappo: Diam
Gradazione alcolica: 13 %
Temperatura di servizio: 10-12°C
Bicchiere consigliato: calice a tulipano di media grandezza
Quando berlo: da ora al 2031
Numero di bottiglie prodotte: 1.000
Prezzo in enoteca: € 52,00
Feudo del Balio
Via Erice Mazara
91100 Trapani
Contrada Fornazzo
95010 Milo (Ct)
Tel. +39 333 2354573
info@feudodelbalio.it
www.feudodelbalio.it
Rubrica a cura di Salvo Giusino