L’uscita dei nuovi vini dell’azienda Velenosi è stata l’occasione per visitare il loro stand a Vinitaly. Ubicata nelle Marche ad Ascoli Piceno e nata nel 1984, è ormai una realtà consolidata nel panorama enologico italiano con una batteria di vini di grande qualità e molto diversificata, ma incentrata soprattutto sui vitigni tipici delle Marche, quali Verdicchio, Pecorino, Passerina e Trebbiano per i bianchi e Montepulciano e Sangiovese per i rossi.
La cantina possiede anche vigne nella zona di Controguerra, in provincia di Teramo, e perciò produce anche vini Doc e Docg abruzzesi. La produzione complessiva oggi è importante e si attesta su 2 milioni e 500 mila bottiglie l’anno con una esportazione, per oltre il 60% del fatturato, in 52 nazioni sia in Europa che nel resto del mondo (soprattutto Germania e Stati Uniti, ma anche Cina e Giappone).
Accolti da Angela Velenosi, padrona di casa come sempre molto disponibile e cordiale, che è coadiuvata in azienda dai figli Marianna e Matteo, abbiamo avuto l’opportunità di degustare i vini più rappresentativi, a partire ovviamente dalle importanti novità.
Ecco quindi che, nella nostra scaletta di assaggi, abbiamo iniziato da Montagna 2024, un Falerio Doc Pecorino, prodotto in alta quota a circa 700 metri, un vino di montagna appunto: ci ha molto convinti con i suoi aromi complessi di fiori e frutta bianca, molto persistenti ed eleganti. La bocca è calda per il tenore alcolico, ma mantiene una invidiabile freschezza e grande equilibrio. Ben arrivato!
L’altra new entry è Nove 2025, Marche Igt, un vino bianco dal valore alcolico molto basso, nove gradi come recita la sua etichetta, ottenuto da uve Chardonnay, Passerina e Sauvignon; punto di forza è la sua bevibilità e leggerezza, sapido e fresco e dai profumi floreali. Un vino che va incontro alle esigenze di un mercato, quello attuale, che risente delle politiche contro l’alcool.
Nel Reve 2024, un Pecorino Offida Docg, abbiamo una breve criomacerazione delle uve prima della vinificazione che avviene in parte in legno piccolo: i profumi hanno sfumature di vaniglia su un frutto maturo: il sorso è strutturato e ben bilanciato.
Dopo l’assaggio del Pecorino 2025 della linea Villa Angela e del Solestà 2023, due vini molto piacevoli e dall’esemplare rapporto qualità prezzo, ecco le etichette di punta; partiamo dal Roggio del Filare 2021, montepulciano con un 30% di sangiovese, dai profumi intensamente fruttati con amarena e prugna su tutti; vinificato in acciaio e affinato in barrique nuove, il sorso è molto convincente, equilibrato, polposo e dal tannino fitto. Un vino di grande spessore.
Il Ludi 2020, in gran parte montepulciano con un saldo di Cabernet Sauvignon e Merlot, affinato in barrique, presenta un naso molto complesso (frutta rossa, spezie e sentori anche balsamici). Giustamente tannico, al palato evidenzia morbidezza e freschezza che rendono la bevuta piacevole e appagante.
Verso Sera 2022, Montepulciano 100%, è un vino prodotto con le uve provenienti dalle vigne ubicate in Controguerra, vinificato in cemento e affinato in botti di legno grandi da 20 hl, secondo tradizione abruzzese. La progressione olfattiva è importante: frutti rossi scuri, spezie e liquirizia. La bocca è profonda, di grande struttura; il vino è morbido e dal tannino perfettamente levigato.
Una batteria di vini che conferma la solidità e la coerenza di una cantina capace di esprimere al meglio l’identità del territorio piceno, senza rinunciare a guardare avanti.