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Vino e dintorni

Alta Langa, un territorio in grande crescita. La nostra degustazione con i migliori assaggi

23 Marzo 2026
Alta Langa, i vini in degustazione Alta Langa, i vini in degustazione

Ecco le etichette che raccontano meglio la crescita della denominazione Alta Langa

L’Alta Langa si è affacciata nel panorama enologico italiano di recente. Tutto prese vita nel 1990 con il “Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte”, che interessava un’area ristretta, dall’altitudine non inferiore ai 250 metri, all’interno della più ampia Doc Piemonte.

L’obiettivo era limitare la produzione ai soli vitigni Pinot nero e Chardonnay per spumantizzare esclusivamente con il metodo classico, recuperando una tradizione piemontese di rifermentazione in bottiglia che affondava le sue radici sin nell’800 sotto l’influenza dalla vicina Francia. Nei vigneti sperimentali vennero impiantati oltre 80.000 barbatelle e nel 1999 avvenne la prima uscita ufficiale del nuovo vino. Dopo l’approvazione della proposta di disciplinare di produzione con il nome “Alta Langa”, nel 2002 arrivò il riconoscimento ufficiale della Doc, successivamente modificata in Docg.

Oggi il Consorzio Alta Langa conta più di 90 produttori e tutela un prodotto caratterizzato da una ricerca costante della massima qualità. Rispetto ad altre denominazioni italiane di metodo classico, si differenzia per la scelta di ammettere in commercio solo vini millesimati e una permanenza molto lunga sui lieviti: almeno 30 mesi prima della sboccatura (in Franciacorta, ad esempio, il tempo minimo per il base è di 18 mesi). Queste due caratteristiche portano, da un lato, ad un innalzamento della qualità delle uve grazie a un lavoro meticoloso in vigna (non potendo contare sull’assemblaggio di altre annate per migliorare i vini) e, dall’altro, ad un prodotto dal perlage più fine e una consistenza più complessa e armonica.

Il numero di bottiglie vendute nel 2024 è di circa due milioni: una produzione limitata rispetto ai 12 milioni della denominazione Trento doc e ai 19 milioni di Franciacorta, ma il trend è in forte crescita. Per il 2025, infatti, mentre Trento e Franciacorta registrano una leggera flessione, l’Alta Langa ha guadagnato il 10% nelle vendite.

Sugli scaffali delle enoteche i vini dell’Alta Langa hanno un prezzo di ingresso più alto rispetto alle altre denominazioni di “bollicine”, andandosi a posizionare in una fascia medio-alta, per via dei due plus citati: il lungo affinamento e l’essere sempre un millesimato. Proprio queste due caratteristiche lo rendono un prodotto di nicchia e più esclusivo, perfetto per chi cerca verticalità e struttura piuttosto che morbidezza. In effetti i campioni degustati, anche se alcuni erano le etichette base, sono risultati mediamente di qualità elevata; tra tutti i vini degustati la nostra preferenza è andata spesso a quelli con dosaggio zero (pas dosé), che ci sembra, nella loro freschezza e pulizia gustativa, riescano rappresentare al meglio le caratteristiche del territorio della Langa.

Ecco i nostri migliori assaggi (in ordine alfabetico per cantine):

1. Banfi – Cuvée Aurora 100 mesi riserva 2012 (magnum)
Dopo aver trascorso circa 9 anni sui lieviti e 3 in bottiglia, mostra tutti i pregi di una così lunga gestazione, a partire dal colore giallo brillante dai riflessi dorati. Il naso, variegato, è ancora fresco con agrumi e susine gialle in evidenza; in chiusura una nota appena più dolce di vaniglia. In bocca è tagliente, minerale e sapido, mentre la spuma è di livello superiore, vellutata e fitta. Il finale, di grande eleganza, è agile, lungo e persistente. Disponibile solo in magnum a partire dai 109 euro.
Standing Ovation

2. Brandini – Blanc de blancs 655 2021
Da sole uve Chardonnay, è un piccolo gioiello; ottenuto da vigneti posti in alta quota a 655 metri sul mare, al naso è prorompente e complesso con sentori di lieviti, frutta secca, pietra focaia e cenni di vaniglia. La bocca è strutturata con una spalla acida importante e armonico. Il finale e di grande persistenza con ritorni di pesca bianca e pasticceria. A partire dai 40 euro.
Standing Ovation

3. Giulio Cocchi – Espressione bianc 2018
Le proposte di questa azienda sono molto valide e di livello; due etichette per noi si sono distinte particolarmente. Espressione blanc è un pas dosé, 100% chardonnay, dal profilo olfattivo intenso e molto distintivo: tratti minerali con sbuffi solfurei, idrocarburi e lieviti si alternano con grande intensità. La bocca è dritta, rinfrescante ed equilibrata. A partire dai 39 euro.
Standing Ovation

4. Giulio Cocchi – Totocorde 2019
Di Cocchi ci piace segnalare anche questa etichetta: un metodo classico emblematico, con un naso che evidenzia i classici profumi della lunga fermentazione in bottiglia e una piacevole critricità. L’impatto gustativo rivela un vino denso, di struttura, ma allo stesso tempo agile e dalla piacevole beva. A partire dai 29 euro.

5. Colombo – Blanc de noir 2021
Fermentato in acciaio e dal dosaggio extra-brut, è un pinot nero che conquista con i suoi profumi di limone e frutta bianca fresca. Il sorso è pieno, denso e di estrema eleganza; struttura e acidità ben integrate e un finale lungo e armonico. A partire da 29 euro.

6. Contratto – Blanc de blancs pas dosé 2022
Chardonnay in purezza fermentato in acciaio, si presenta, dal colore giallo paglierino carico, con aromi complessi di lievito e di frutta bianca. Il sorso è strutturato e di grande persistenza sorretto da una spuma fine e carezzevole. A partire dai 38 euro.

7. Fontanafredda – Vigna Gatinera pas dosé 72 mesi riserva 2018
Pinot nero in purezza, proveniente dalla parcella omonima e fermentato parzialmente in barriques, è la prima sboccatura del millesimo delle quattro previste dalla azienda per questa etichetta. Il colore affascina, con i suoi riflessi colore giallo paglierino carico, e i profumi sono coinvolgenti e complessi (crosta di pane e frutta secca su tutti). Al palato è raffinato, quasi cremoso per le sue fine bollicine e lascia una sensazione di piacevole freschezza. A partire dai 50 euro.
Standing Ovation

8. Gancia – Cuvée 60 mesi brut riserva 2013
Sboccata nel 2023 la bottiglia da noi degustata ha sostato sui lieviti 9 anni quindi ben oltre 60 mesi dichiarati sull’etichetta, acquisendo una profondità e finezza che conquistano. Una volta nel bicchiere, il vino, luminoso e dal colore giallo dorato, emana profumi complessi che vanno da agrumi canditi e frutti gialli, a ricordi di miele e vaniglia. L’entrata in bocca, accompagnata da una bollicina vellutata, è armonica ed elegante; di lunghissima persistenza chiude ancora vitale e avvolgente. A partire dai 39 euro.
Standing Ovation

9. Ettore Germano – Blanc de noir riserva 2017
Tra le prestigiose riserve monovitigno di questa azienda la nostra preferenza va a questa etichetta, 100% pinot nero dal dosaggio zero, elegante e dalle note fruttate e di pasticceria. Il sorso è denso; di corpo e sorretto da una acidità ben viva, è perfettamente bilanciato, armonico e dal perlage cremoso. A partire dai 50 euro.

10. Marcalberto – Blanc de blancs pas dosé 2021
Fermentato in legno grande, questo chardonnay ha profumi tipici di crosta di pane, susina e frutta secca. Al palato si presenta con pienezza, avvolgente e di buona struttura. Un metodo classico dalla beva coinvolgente e immediato. A partire dai 30 euro.

11. Mirafiore – Blanc de noir 2021
Fermentato in acciaio ha sentori agrumati di pompelmo rosa, poi anguria e frutta bianca. Il sorso è polposo, morbido con sensazioni naso-palatali coerenti. Equilibrato e fresco chiude su note di frutta secca sorretto da un fine perlage. A partire da 30 euro.

12. Pecchenino – Psea pas dosé 2021
Il Psea è un gran bel vino, sia nella versione d’annata, per noi la 2021, sia nella versione riserva 2019. La prima, con una breve permanenza in legno prima della presa di spuma, presenta profumi di frutto bianco e agrumi. Il sorso è strutturato, di grande freschezza, lungo e dinamico. Il perlage è fine e piacevolissimo. A partire da 26 euro.

13. Pecchenino – Psea pas dosé riserva 2019
La riserva 2019 è un vino più complesso di grande personalità, nato da vigneti a 700 metri di altezza. Il naso evidenzia frutta bianca: mela, susina e agrumi con uno sottofondo di aromi tostati. In bocca è verticale, senza compressi e di grande struttura; chiude lungo e minerale e contraddistinto da una spuma molto fine. A partire da 40 euro.
Standing Ovation

14. Mauro Sebaste – Avremo dosaggio zero 2020
Blend di Pinot nero (80%) e Chardonnay (20%), fermentato per circa un terzo in legno, si apre con un ventaglio aromatico floreale ed arbaceo con frutta gialla sul finale. La bocca è fresca ed evidenzia un perlage fine e gradevole. A partire da 29 euro.

15. Enrico Serafino – Zero Riserva pas dosé 2019 
100% pinot nero, fermentato interamente in acciaio, parte con aromi di croissant appena sfornato che lasciano il posto a note più erbacee e fruttate ed infine a frutta secca e miele. È in bocca però che il vino dà il meglio di sé, corposo ed intenso e dalla lunga persistenza; chiude con un finale minerale e sapido. A partire da 35 euro.

16. Tenuta Carretta – Airali pas dosé 2021
Il vino, a base di pinot nero e chardonnay, esprime, su uno sfondo floreale, note agrumate di buona persistenza ed accenni di mela acerba. L’impatto gustativo è coerente, sapido e di buona struttura. La spalla acida da nerbo e vitalità. A partire da 28 euro.