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Vino e dintorni

Caviro chiude il bilancio 2024-2025: meno volumi, ricavi e margini stabili

23 Dicembre 2025
La sede del gruppo Caviro La sede del gruppo Caviro

Ricavi a 351 milioni di euro, utile in crescita e focus su vino, energia ed economia circolare

Il bilancio 2024-2025 del Gruppo Caviro si chiude all’insegna della tenuta economica e del riequilibrio gestionale, in un contesto che continua a mettere sotto pressione l’intero comparto vitivinicolo. L’assemblea dei soci, riunita a Faenza, ha approvato un esercizio con ricavi consolidati pari a 351 milioni di euro e un utile netto di 2,3 milioni, in crescita rispetto all’anno precedente .

Il risultato è frutto di una strategia prudente, orientata alla difesa delle marginalità più che alla crescita dei volumi. In particolare, la razionalizzazione della business unit B2B e un mix di vendita più selettivo hanno consentito al gruppo cooperativo, che rappresenta una filiera di oltre 11.500 viticoltori, di riportare l’EBIT in positivo e di rafforzare la struttura finanziaria, con una riduzione dell’indebitamento e un aumento dei mezzi propri .

«In un anno impegnativo siamo riusciti a difendere la marginalità», ha commentato il presidente Carlo Dalmonte, sottolineando come i risultati raggiunti costituiscano una base di lavoro per il nuovo esercizio, più che un punto di arrivo. Una posizione che riflette la consapevolezza di uno scenario in cui il calo strutturale dei consumi rende necessarie scelte industriali di medio periodo, non soluzioni tattiche .

Il comparto vino ha continuato a sostenere l’equilibrio complessivo del gruppo. A fronte di una contrazione dei volumi, le marginalità sono cresciute grazie al controllo dei costi e alla diversificazione dell’offerta. La divisione è oggi organizzata su due assi: Cantine Caviro, che riunisce i marchi espressione diretta dei soci viticoltori, e Tenute Caviro, focalizzata sulla valorizzazione di aziende di proprietà in aree vocate come Chianti e Valpolicella.

Buone le performance delle Tenute sia nel canale Horeca sia nella grande distribuzione. Sul fronte del mercato quotidiano, Caviro ha proseguito il lavoro di rafforzamento della linea Tavernello, puntando su una diversificazione capace di intercettare nuovi stili di consumo. Il marchio sarà al centro, nel 2026, di un piano di rilancio e comunicazione più ampio, annunciato come strategico per il gruppo .

Accanto al vino, cresce il peso del comparto Materia e Bioenergia, trainato dalla controllata Caviro Extra. Nel corso dell’esercizio sono stati completati investimenti rilevanti, tra cui il nuovo impianto di Faenza per la produzione di acido tartarico naturale, dal valore di 20 milioni di euro, e il rinnovo fino al 2035 dell’accordo con Herambiente per la joint venture Enomondo, dedicata al recupero delle biomasse e alla produzione di energia rinnovabile. Qui il bilancio di sostenibilità 2024.

Il 2024-2025 ha visto infine un rafforzamento degli investimenti tecnologici e ambientali nel settore vino, con interventi mirati all’efficienza produttiva e agli obiettivi ESG. Tra questi, l’entrata a regime del più grande impianto agrivoltaico avanzato d’Italia, pensato per coniugare tutela delle colture e autosufficienza energetica. Un segnale di continuità con un modello industriale che punta alla stabilità più che all’espansione .