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Vino e dintorni

Dão, quel terroir del Portogallo (e i suoi vini) da scoprire. Il nostro viaggio

04 Marzo 2026
Lemos Winery Lemos Winery

Da secoli culla di grandi vini, il Dão si trova nell’area centrale del Paese, a sud delle famose regioni del Douro e del Vinho Verde. Oggi si propone come una delle aree più interessanti, non solo del Portogallo, ma del vigneto europeo nel suo complesso

Se volessimo riassumere lo spirito del Dão in poche parole, potremmo scegliere: altitudine, granito e foreste. Tre elementi naturali che costituiscono le caratteristiche distintive del territorio e le chiavi per interpretare questa regione del Portogallo. Da secoli culla di grandi vini, il Dão si trova nell’area centrale del Paese, a sud delle famose regioni del Douro e del Vinho Verde. Incastonato tra le montagne, il Dão ha saputo conservare il suo originario volto rurale e un carattere autentico. Oggi si propone come una delle aree più interessanti, non solo del Portogallo, ma del vigneto europeo nel suo complesso.

Territorio e clima
La regione del Dão è costituita da un altopiano completamente circondato da catene montuose. La Serra da Nave a nord, la Serra do Caramulo a ovest e la Serrada Estrela a est, costituisco una barriera naturale che crea un particolare ecosistema. Riparato dalle correnti provenienti dal centro della Penisola iberica e dagli influssi oceanici, il Dão è un’enclave dal clima fresco e continentale, con temperature piuttosto basse rispetto al resto del Paese, e con notevoli escursioni termiche tra le temperature del giorno e della notte anche durante i caldi mesi estivi. I vigneti sono coltivati a un’altitudine compresa tra i 400 e gli 800 metri e sono circondati da foreste di castagni, pini e oliveti, che garantiscono una ricca biodiversità. I suoli sono poveri e rocciosi, costituiti prevalentemente sabbie e rocce di granito, con presenza di affioramenti di quarzi e scisti, soprattutto nell’area di Lafões. L’altitudine dei vigneti e il particolare microclima, consentono alla regione del Dão di risentire meno degli effetti dei cambiamenti climatici e di portare a lenta maturazione uve con alti livelli di acidità. In questo territorio impervio e ancora selvaggio, si è mantenuto un tessuto produttivo fondato su piccole proprietà immerse nella natura, che ci portano indietro nel tempo e ci fanno riscoprire una viticoltura antica, legata a tradizioni lontane dalla moderna monocultura di molte regioni d’Europa. Le vigne sono frammentate in piccole parcelle situate solo nelle zone più vocate, mentre il resto del territorio è coperto da una rigogliosa vegetazione. Per la particolara situazione pedoclimatica, il Dão non può che esprimere una produzione di carattere artigianale orientata alla qualità.

I vitigni
Come tradizione del Portogallo, anche il Dão non è stato toccato dall’invasione dei cosiddetti vitigni internazionali e ha conservato un importante numero di varietà autoctone. Tra le uve a bacca bianca regna sovrano l’encruzado, uno dei vitigni più interessanti del Paese, per la sua capacità di donare vini freschi e fragranti da bere giovani, o cuvée destinate a lunghi affinamenti. Altra uva molto diffusa è la malvasia fina, vinificata spesso in blend con l’encruzado e più raramente in purezza. Per quanto riguarda le uve a bacca rossa, oltre alla touriga nacional, sono presenti alfrocheiro, jaén, tinta roriz, tinta pinheira, qualche vigna di baga e bastardo (trousseau).

Le cantine e i vini del Dão
Per avere un’immagine complessiva della regione, abbiamo visitato realtà molto diverse tra di loro: tenute di aziende vitivinicole di carattere nazionale, cantine familiari e piccoli progetti personali. Pur considerando i differenti approcci e lo stile di ogni singolo produttore, i vini del Dão hanno messo in luce alcune caratteristiche comuni riconducibili al territorio. Sia i bianchi che i rossi sono vini connotati da grande freschezza, ricchi di vibrante energia espressiva. La degustazione di qualche vecchia annata, ne ha messo in risalto anche la notevole longevità. Con il passare degli anni i vini acquisiscono una maggiore complessità senza perdere la vena acida che li contraddistingue e ne garantisce la vitalità e la piacevolezza gustativa. I vini del Dão hanno un profilo moderno, in sintonia con il gusto contemporaneo. I bianchi, anche grazie alle caratteristiche di un grande vitigno come l’encruzado, non risultano mai piatti o banali; i rossi sono realizzati con estrazioni delicate, che esaltano il frutto, la scorrevolezza, senza essere appesantiti da densa opulenza, tannini aggressivi o eccessive sovrastrutture boisè.

Julia Kemper Wines
Julia Kemper è una figura atipica nel mondo del vino portoghese. La famiglia Melo è proprietaria di Quinta do Cruzeiro da oltre un secolo. Negli anni’90, la tenuta era composta da boschi di castagni, pinete, uliveti, vigneti e pascoli. Quando il padre propose a Julia di occuparsi della tenuta di famiglia, la giovane donna lavorava come avvocato tra Lisbona e São Paolo. Superate le titubanze iniziali, decise di lasciare la professione forense e nel 2003 cominciò la sua nuova avventura. Dopo aver ripiantato le vigne, decise di abbracciare i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, una scelta naturale considerando che i vigneti si trovano in un ambiente incontaminato di boschi e ulivi. La cantina è una sintesi di tradizione è modernità. Si utilizzano ancora i vecchi lagares in pietra e le vasche di cemento, ma sono state fornite di piastre di raffreddamento per il controllo della temperatura. Tutte le operazioni si svolgono per gravità e l’utilizzo dei solfiti è ridotto al minimo. Tra i suoi vini spiccano il Dão Doc Bio Encruzado 2019, un bianco affinato in acciaio che regala note di scorza d’agrumi, frutta a polpa bianca e delicate sfumature tropicali. Al palato corre profondo e complesso sulla verticale, verso un finale vibrante e persistente. Eccellente anche il Dão Doc Bio Touriga National 2013. Dopo un affinamento di 12 mesi in barrique di rovere francese e tre anni in bottiglia, esprime aromi di piccoli frutti a bacca scura, cenni di violetta e spezie. Al palato è scorrevole, con fragranti aromi fruttati, tannini delicati e freschezza balsamica.

Santar Vila Jardim Wines
Situato nel cuore del Dão, il villaggio di Santar è caratterizzato da un paesaggio in cui architettura e natura si fondono mirabilmente. Casa de Santar e Magalhães, Casa da Magnólia, Casa dos Linhares Ibérico Nogueira Misericórdia, Casa das Fidalgas e Jardim dos Linhares de Santar & Magalhães, costituisco un originale mosaico, in cui le dimore storiche e le geometrie di splendidi giardini e piccoli vigneti si alternano in perfetta armonia. Per valorizzare questo patrimonio culturale e preservare le antiche tradizioni della viticoltura locale, è nato il progetto di produrre una gamma di vini con le uve delle migliori vigne-giardino di Santar. Vini frutto della storia e della cultura di un borgo unico nel suo genere. Il Dão Doc Memorias de Santar Encruzado 2024 è un’espressione diretta e schietta del grande vitigno a bacca bianca del territorio. Intenso e agrumato regala un sorso vivace e appagante. Il Dão Doc Memorias de Santar Vinha em Onda Tinto 2022 è un assemblaggio di touriga nacional (70%) e alfrocheiro (30%) caratterizzato da note di ciliegia e frutti di bosco a bacca scura. Al palato l’intensità fruttata e ben bilanciata da tannini fini e da un finale fresco e persistente.

Quinta de Lemos
Quinta de Lemos si trova nei pressi di Viseu e coltiva circa 25 ettari di vigneti situali a un’altitudine di 350 metri, su terreni di sabbie e rocce di granito. In vigna si applicano i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica e si coltivano i vitigni tipici del territorio :touriga national, tinta roriz, jaen, alfrocheiro, encruzado e malvasia fina. I vini sono realizzati con molta precisione e con uno stile che strizza l’occhio al gusto internazionale. Particolarmente interessanti il Dão Doc Rosé Nelita 2018, complesso, intenso e persistente e il Dão Doc Encruzado Dona Paulette 2022, un bianco armonioso, in cui la morbidezza fruttata trova equilibrio in un vivace finale che rinfresca il palato.

Pereira de Melo Wines
Si tratta di una piccola realtà di carattere familiare che produce vini artigianali ed esclusivi, destinati soprattutto a ristoranti di alto livello, spesso stellati. Dopo una laurea in Relazioni Internazionali e numerose esperienze nel mondo del vino, Manuel Pereira de Melo ha coronato il sogno dar vita a un proprio progetto personale. La tenuta si estende su pochi ettari di vigna che circondano la cantina. Il luogo è particolarmente fresco e con notevoli escursioni termiche anche d’estate. Spesso la mattina le vigne sono ammantate dalla bruma, che favorisce una maturazione molto lenta ed equilibrata delle uve. I terreni sono poveri e pietrosi, con rocce di granito affioranti. Manuel Pereira ha piantato le prime vigne all’inizio degli anni ’90 e nel 2004 ha prodotto la sua prima annata. I vini sono diretti, caratterizzati da una complessità che si traduce in profondità e persistenza. Eccellente il Dão DO Primado Branco 2021, dominato da note agrumate, di frutta a polpa bianca e sfumature floreali. Il sorso è pieno di un’energia che sfocia in una limpida freschezza minerale. Ottimo anche il Dão DO Primado Tinto 2015, un assemblaggio di touriga nacional, tinta roriz, alfrocheiro, jaen e tinta pinheira, che appare ancora giovane, dinamico e scorrevole. La fragranza del frutto avvolge tannini fini e si stempera in un finale di freschezza balsamica. Una verticale delle annate 2013, 2012, 2011 e 2010 del Dão DO Primado Tinto ne ha messo in luce la straordinaria longevità e un’integrità espressiva che pare non risentire del tempo.

Caminhos Cruzados
Caminhos Cruzados è la tenuta del Dão di Pacheca Group, un’importante azienda portoghese presente in varie regioni del Paese. La nuova cantina è stata inaugurata nel 2017, ma la tenuta può contare su un patrimonio di vecchie vigne di pregio che producono uve di alta qualità. Caminhos Cruzados incarna perfettamente l’idea del “Nuovo Dão, legato ai vitigni storici e alle tradizioni del territorio, ma interpretati con l’ausilio di tecnologie all’avanguardia. I vini sono realizzati in modo preciso e impeccabile. Particolarmente interessante il Dão DOC Reserva Encruzado 2023, fragrante e agrumato, con un sorso lungo e appagante e il Dão DOC Vinhas da Teixuga Red 2021; un alfrocheiro in purezza che esprime note ombrose di sottobosco e spezie, tannini fini e un finale di piacevole freschezza balsamica.

Quinta de São Francisco
La tenuta si trova e pochi chilometri da Viseu e possiede circa 8 ettari di vigneti, coltivati con i vitigni storici del territorio. Si tratta di un progetto di carattere familiare, che oltre alle vigne, dispone di 6 camere destinare agli appassionati di enoturismo, che desiderano trascorrere qualche giorno nella tenuta per scoprire la bellezza del territorio. La produzione è curata in modo meticoloso e preciso, sia in vigna che in cantina. Il risultato finale è una gamma di vini che privilegiano la finezza e l’equilibrio. Il Lafões Doc Chão do Vale Vinhas Velhas Branco 2022 è un assemblaggio di encruzado e malvasia fina, frutto di una vecchia vigna coltivata su suoli di scisti. Seduce con profumi floreali, aromi di frutta a polpa bianca e un finale lungo e sapido. Il Dão Doc Chão da Quinta Encruzado Reserva 2019 è un bianco armonioso e raffinato, che esalta la profondità espressiva e la limpida freschezza minerale dell’encruzado. Tra i rossi spicca il Dão Doc Chão da Quinta Premium Touriga Nacional 2015, un vino fruttato e scorrevole, con tannini ben integrati e un finale balsamico e delicatamente speziato.

Dove mangiare
Qualche consiglio sui ristoranti della regione del Dão, per chi vuole immergersi in esperienze gastronomiche perfette per esaltare i vini del territorio.

Ristorante Flora
Premiato Bib Gourmand 2024 dalla Guida Michelin Portogallo, Flora si trova nel centro storico di Viseu. È un piccolo Bistrot molto accogliente, gestito dalla coppia João Guedes Ferreira in cucina e Anna Ortner in sala. I piatti privilegiano le scelte di stagione e i prodotti locali, favorendo l’economia rurale del territorio. Piatti raffinati realizzati con pochi ingredienti di alta qualità. Ampia scelta di vini biologici e biodinamici

De Raiz
Il nome del ristorante fa riferimento alle “radici” ed è stato scelto dagli chef Inês Beja e Nuno Fonte proprio per sottolineare il desiderio di proporre dei piatti della tradizione, rivisitati con uno stile contemporaneo. Il locale si trova vicino a Viseu e propone un menù ispirato alle ricette locali, con una grande attenzione alla qualità delle materie prime. Ottima la cantina, con un’eccellente selezione di etichette del Dão e non solo.

Mesa de Lemos
Premiato con 1 Stella Michelin, il ristorante si trova nei pressi dello splendido borgo di Santar. Lo Chef Diogo Rocha, propone un menù di degustazione che rappresenta un vero e proprio viaggio sensoriale nelle specialità del territorio, proposte utilizzando le più moderne tecniche di cucina. All’altezza la selezione dei vini in abbinamento.

Dove dormire
Per un tour nel Dão la base di partenza ideale è Porto. A chi ama lo standard internazionale senza sorprese consigliamo l’Hotel Forte de Gaia o l’Hotel Renaissance Lapa Porto. Chi invece, vuole vivere un’esperienza più esclusiva, può scegliere le atmosfere retrò dell’hotel Palacete Severo. Nella regione del Dão, concedetevi almeno una notte al Valverde Santar Hotel & Spa Relais & Châteaux, un vero gioiello immerso in uno splendido giardino con piccoli vigneti.