Mancano ancora una ventina di giorni al dato ufficiale. Ma se saranno confermati i numeri ufficiosi di questi giorni, siamo di fronte a una svolta sorprendente. Sull’Etna i vini bianchi superano i rossi. È un dato che emerge dagli ettolitri imbottigliati da gennaio scorso fino a pochi giorni fa. E non è mai accaduto.
Lo certifica l’Irvo, l’Istituto regionale del Vino e dell’Olio, che è anche l’ente certificatore della Doc Etna. Come è facilmente intuibile dalla lettura del grafico pubblicato, la somma dell’Etna Bianco e dell’Etna Bianco Superiore arriva a quasi 18 mila ettolitri di vino. L’Etna Rosso sfiora invece i 17 mila ettolitri.
È molto probabile che ad influire su questi numeri sia stato il raccolto del 2023, particolarmente penalizzato dalla peronospora. Una parte consistente di vino rosso, semplicemente, non si è prodotta. È utile tuttavia anche la lettura dei dati di produzione del 2024, appena un anno fa, quando invece i rossi superavano i bianchi di oltre quattromila ettolitri (qui un articolo con una tabella sulle ultime vendemmie).
Forse, dunque, siamo di fronte a un cambio di passo. Di certo molti produttori hanno scommesso sui bianchi. A questo si aggiungono i nuovi impianti entrati ormai in produzione, nei quali i vigneti a Carricante e Catarratto risultano, a quanto sembra, prevalenti. C’è poi il mercato: le vendite di vini bianchi sono in sensibile crescita. Qualcuno avrà anche fatto i conti con la remunerazione. Un chilo di Carricante, nelle vendemmie più recenti, ha toccato quotazioni molto elevate, fino a 2,50 euro al chilo, soprattutto se confrontate con quelle delle uve a bacca bianca coltivate nel resto della Sicilia.
Chi avrebbe mai immaginato che, in una decina di anni, la geografia del vino sull’Etna potesse cambiare in modo così sostanziale? Sta accadendo. Per certi versi è la conferma che l’Etna, come territorio, possiede una versatilità di cui altri grandi terroir del vino non dispongono. Qualcosa di simile, a Barolo o a Montalcino, è semplicemente impensabile.
Pesano anche le valutazioni dei grandi esperti, che giudicano, per esempio, la longevità dei bianchi dell’Etna più significativa rispetto a quella dei rossi. Un elemento che, con ogni probabilità, sta influenzando alcune scelte produttive. Non sappiamo ancora se, nel medio e lungo periodo, l’Etna diventerà un territorio a trazione bianchista. Sarebbe però un errore, per gli analisti del vino, trascurare il dato del 2025.

fonte: Irvo