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Vino e dintorni

Wine Paris 2026, numeri e geopolitica di una fiera che vuole la leadership

16 Febbraio 2026
Il Presidente della repubblica francese Macron all'inaugurazione di Wine Paris. Foto di Sébastien D'halloy Il Presidente della repubblica francese Macron all'inaugurazione di Wine Paris. Foto di Sébastien D'halloy

Con numeri in crescita e nuove rotte commerciali, Parigi rafforza il suo peso nel sistema fieristico mondiale

Si sono da poco spente le luci della Ville Lumière sulla quarta edizione di Wine Paris, e già si parla di successo. I numeri parlano di un’edizione 2026 di portata globale: +21% di visitatori professionali, +20% di espositori, e il 51% dei partecipanti non francesi. Non c’è dubbio che si tratti dell’evento più importante al mondo, ormai epicentro di riferimento per vini e liquori, ora aperto a tutte le categorie di bevande, compresi i segmenti analcolici e a bassa gradazione alcolica. Crocevia di presenze e di influenza, l’evento rafforza il proprio ruolo strutturante per il settore a livello internazionale.

Con 63.541 visitatori professionali provenienti da 169 Paesi, il 51% dei quali internazionali, in crescita del 20,75%, e 6.537 espositori da 63 Paesi, il 51% dei quali internazionali, con un aumento del 20%, la manifestazione consolida la propria dimensione globale. Il padiglione Be Spirits ha riunito 370 espositori da 39 Paesi (+28%), mentre il debuttante padiglione no-alcol ha ospitato 64 espositori da 13 Paesi, a conferma di un interesse crescente a livello internazionale.

L’importanza della manifestazione, per la Francia, è testimoniata dalla presenza del Presidente Emmanuel Macron, che ha aperto l’evento, dell’ex Presidente François Hollande, di due ministri francesi in carica, di quattro ministri degli Esteri e di membri del Parlamento provenienti da tutto lo spettro politico. Erano rappresentate le ambasciate di 37 Paesi, tra cui 21 ambasciatori, insieme a rappresentanti della Commissione Europea (DG Commercio e DG Agricoltura). Questa mobilitazione dimostra come Wine Paris sia diventato uno spazio strutturato di dialogo tra il settore, i governi nazionali e le istituzioni europee.

“Wine Paris 2026 riafferma il suo ruolo centrale per l’industria globale delle bevande. In quanto mercato, piattaforma di influenza e spazio di dialogo, l’evento è diventato un punto di incontro strutturante per supportare le trasformazioni del settore e contribuire a plasmarne il futuro”, afferma Nicolas Cuissard, direttore di Wine Paris.

“Wine Paris è un punto d’incontro essenziale. La nostra priorità, in Vinexposium, è offrire uno spazio di dialogo concreto a un settore che sta diversificando la propria offerta e i propri mercati, all’interno di un ecosistema dinamico che si evolve insieme ai professionisti e ne accompagna le sfide”, spiega Rodolphe Lameyse, amministratore delegato di Vinexposium.

Molto rilevante per Wine Paris la presenza dell’Italia, seconda solo alla Francia, che conferma il proprio ruolo di leader occupando quasi un quinto della superficie espositiva totale, con un aumento del 30% nel 2026 rispetto al 2025, dopo aver moltiplicato per 4,5 volte la propria presenza in tre edizioni.

Il mondo delle fiere del vino, come scrivevamo lo scorso anno, è fortemente influenzato dall’exploit di Wine Paris, e l’impatto maggiore, in negativo, lo registra il ProWein di Düsseldorf. Wine Paris è pratica, perché si svolge in città, con il vantaggio della metropolitana, la facilità di arrivo diretto da tutto il mondo e una ricezione alberghiera che non aumenta i prezzi per l’evento; la Ville Lumière riesce infatti ad assorbire la manifestazione senza stravolgere i propri equilibri.

Grande entusiasmo tra i produttori italiani presenti a Wine Paris, con la previsione di presenze ancora maggiori il prossimo anno. Se si vuole cercare il pelo nell’uovo, alcuni espositori italiani si sono lamentati per essere stati assegnati al padiglione 2.1 e non al padiglione 5, dove si trovavano gli altri italiani. Al riguardo, possiamo anticipare che il prossimo anno questo problema sarà superato: gli italiani rappresentano una quota significativa di espositori e sarà inaugurato il padiglione 1 interamente dedicato all’Italia.

Tra i temi più discussi, nei momenti di confronto e nei corridoi, quelli relativi agli accordi di libero scambio Ue–Mercosur, al trattato Ue–India e ai dazi statunitensi, sullo sfondo del rallentamento dei due storici motori commerciali, Stati Uniti e Cina, nell’attuale clima economico. Nei dibattiti è emerso come l’industria vinicola globale stia riequilibrando i propri mercati, non limitandosi a consolidare le posizioni nei mercati maturi, ma cercando nuovi motori di crescita in America Latina, Africa e in India in particolare.

Su questo scenario Wine Paris si inserisce in una dinamica internazionale guidata dagli eventi del gruppo Vinexposium. La portata globale del network dimostra l’impegno a fornire un supporto di lungo periodo all’industria vinicola nei principali mercati attraverso appuntamenti complementari e strategici.

I prossimi eventi internazionali includono Vinexpo Americas, Be Spirits & Be No (29-30 aprile 2026), Vinexpo Asia, Be Spirits & Be No (26-28 maggio 2026), Vinexpo Explorer – Bulk Wine Edition (8-10 giugno 2026) e World Bulk Wine Exhibition (30 novembre – 1 dicembre 2026).

“In un contesto economico in rapida evoluzione, il settore ha bisogno di luoghi capaci di coniugare commercio, influenza e riflessione collettiva. Wine Paris si è affermata come piattaforma globale, riunendo attori economici, istituzionali e politici per costruire il futuro dei vini e dei distillati. L’edizione 2026 segna una nuova tappa in questa traiettoria”, ha concluso Rodolphe Lameyse, CEO di Vinexposium.

Wine Paris tornerà dal 15 al 17 febbraio 2027 con l’obiettivo di consolidare la crescita internazionale e accompagnare le trasformazioni del mercato.