Negli hotel non si va più solo per dormire ma, sempre più spesso, per la colazione. Soprattutto negli alberghi di lusso (anche se la notte si è rimasti a casa) un modo per trasformare il primi pasto della giornata in un momento speciale, per sentirsi ‘coccolati’ da un servizio eccellente immersi in un’atmosfera unica.
Un trend in crescita come confermano i dati della ricerca diffusa in occasione del recente Sigep World alla fiera di Rimini. Oggi la prima colazione e la ristorazione valgono volumi che superano quelli di un singolo locale: il 15% degli italiani non fa colazione o la consuma in meno di cinque minuti, mentre chi la sceglie come esperienza arriva a spendere da 10 a ben oltre 55 euro, con punte legate all’hôtellerie di lusso che accompagnano soggiorni da 800 euro a notte.
L’hotel diventa così luogo di consumo continuo, dalla colazione all’day dining, capace di attrarre brand globali e locali. Come abbiamo cercato di raccontare proponendo due esperienze da sogno: da Passalacqua, a Moltrasio, sul lago di Como, premiata come miglior albergo del mondo dalla classifica “World’s 50 Best Hotels”, al Park Hyatt Milano, l’hotel cinque stelle che si affaccia sulla Galleria Vittorio Emanuele II, e Villa Agrippina Gran Meliá a Roma.
Alcune delle torte tra le 12 disponibili per la colazione all’hotel Passalacqua
Sul lago di Como un’esperienza “cucita addosso al cliente”
A Passalacqua, hotel simbolo dell’ospitalità di lusso sul Lago di Como, la colazione non è un semplice momento della giornata, ma “il cuore stesso dell’esperienza”. È uno degli aspetti a cui la chef Viviana Varese tiene di più e che ha guidato l’intera visione gastronomica del progetto: “Quando vado in un hotel di un certo livello, la cosa più importante per me è la colazione – ammette -. È l’unico momento sicuro della giornata: non sai se pranzerai o cenerai fuori, ma la colazione la fai sempre”.
E quando, tre anni fa, Passalacqua le ha affidato il ripensamento completo della ristorazione, l’obiettivo era chiaro: trasformare la colazione in un’esperienza memorabile. Per questo sono state create due sale dedicate, una al mondo dolce e una a quello salato, pensate per le 24 suite dell’hotel e per una clientela internazionale, in particolare americana. Il tutto prende forma nella cucina di casa della villa, uno spazio storico e scenografico che rafforza l’idea di una dimora privata più che di un albergo.
Il filo conduttore era dare l’apparenza di “una cucina di casa di lusso”, spiega la chef, “con un’estetica quasi barocca”. Ogni mattina vengono proposte dodici torte diverse, realizzate con stampi antichi, sono “torte da credenza“. Accanto ai grandi classici – come cioccolato e nocciole – trovano spazio combinazioni più particolari, come curcuma e yogurt o la red velvet con lamponi e fragole. Non manca un forte legame con il territorio: “Facciamo anche la miascia una torta tipica di Como a base di pane, uova e rosmarino”.
Grande attenzione è riservata anche alle esigenze alimentari con una selezione dedicata di dolci senza glutine e senza lattosio. Lo yogurt proviene da un’azienda della Valtellina, e viene servito da una zuppiera con mestolo d’argento, non invasettato: “prepariamo noi la granola, tutta la frutta secca e la frutta disidratata. C’ è anche una zona dedicata solo alla frutta fresca. La proposta salata è altrettanto ricca e profondamente identitaria. I formaggi sono esclusivamente italiani, per la maggior parte presidì Slow Food: “Non abbiamo voluto inserire formaggi francesi: l’idea era far mangiare l’Italia”.
Accanto ai latticini freschi, spazio al pesce – salmone, bottarga di tonno siciliana, acciughe – e a una selezione di verdure crude, pinzimoni e hummus. Gli affettati vengono tagliati al momento con “una storica Berkel rossa” e serviti solo su richiesta: pochi salumi, ma scelti con grande cura. Il mondo del salato cotto affonda invece nella tradizione più profonda, con cotechino, purè, tarte tatin di pomodori, gâteau di pasta, pizza di maccheroni e sartù di riso. È un omaggio alla cucina monsù, figlia dell’incontro tra cultura francese e italiana nel Settecento, perfettamente coerente con l’anima storica della villa.
La colazione si completa con una vera e propria carta delle uova, tutte preparate al momento. Il risultato sorprende soprattutto gli ospiti stranieri, spesso stupiti – e conquistati – dall’idea di poter scegliere tra tante possibilità. “Gli americani vengono per mangiare italiano e sono felicissimi di non trovare i fagioli al pomodoro”, racconta. Non a caso, la colazione di Passalacqua è stata “citata anche dal Financial Times”.
A rendere questo momento ancora più memorabile è l’atmosfera: una casa storica arredata con eleganza, un servizio raffinato ma mai formale, un’accoglienza definita dalla chef come “elegante ma amicale”. “È un’esperienza cucita addosso al cliente”. aggiunge . Dal 2025, Passalacqua ha deciso di aprire questa opportunità anche a un numero molto limitato di ospiti esterni: un solo tavolo al giorno, massimo quattro persone, su richiesta diretta, al costo di 120 euro a persona.
Colazione al Park Hyatt a Milano
La Cupola, il cuore pulsante del Park Hyatt
Nel cuore della città, un elegante salotto accoglie ospiti e visitatori sotto un’imponente cupola di vetro alta 9 metri, simbolo distintivo del celebre 5 stelle Park Hyatt. In un’atmosfera raffinata, dove privacy e comfort si combinano con un design luminoso e accogliente, la giornata può iniziare con una colazione ricca e curata, servita dalle 7 alle 11, aperta sia agli ospiti dell’hotel sia ai visitatori esterni (65 euro). La Cupola rimane aperta fino alle 23, diventando nel corso della giornata un luogo ideale per incontrarsi, rilassarsi o godersi un momento di piacevole tranquillità con vista sul cielo di Milano.
Al mattino, tra pancakes con sciroppo d’acero e frutti di bosco, waffles caldi con cioccolato e panna montata, centrifughe e frullati di frutta fresca, uova preparate a piacere e selezioni di formaggi e prodotti da forno, ogni dettaglio è pensato per offrire un’esperienza gustosa e raffinata. Il buffet della colazione offre un vero e proprio viaggio tra sapori e profumi.
Tra le proposte, largo spazio è dedicato al salato: ad esempio le uova vengono preparate secondo i gusti di ciascun ospite: bollite, strapazzate, al tegamino o in camicia, arricchite da formaggi, prosciutto, verdure e accompagnate da contorni che spaziano dai pomodori arrostiti al bacon, dalla salsiccia ai funghi fino all’avocado e a fresche insalate di rucola e songino.
Non mancano poi centrifughe e frullati di frutta fresca, spremute d’arancia e pompelmo, tè e tisane selezionati con cura, così come una scelta di prodotti da forno, yogurt biologici, cereali e formaggi italiani accompagnati da miele e marmellata. Per chi cerca qualcosa di speciale, uova alla Benedict, avocado toast con uovo pochè, frittate creative e omelette gourmet completano un’offerta perfetta per iniziare la giornata.
Colazione da Villa Agrippina a Roma
Villa Agrippina Gran Meliá a Roma
Villa Agrippina, è un’oasi di pace e lusso nel cuore della Capitale, in cima al Gianicolo, a due passi da San Pietro. Gli ospiti hanno accesso ad un buffet ricco e variegato, organizzato in angoli tematici che riflettono la cura per la qualità e il territorio: panetteria con i prodotti dello storico forno Renella di Trastevere, pasticceria preparata dal pastry chef Lorenzo Cascapera, frutta fresca, cereali, e una selezione di salumi e formaggi da Cibaria (specializzata dal 1976 a Castel Gandolfo in eccellenze locali come prosciutto e guanciale di Bassiano o Pecorino Romano DOP). Le marmellate sono di Agrimontana, realizzate solo con frutta intera, senza solforosa né conservanti.
Un capitolo a parte è rappresentato dai tipici dolci laziali firmati dallo chef Lorenzo Cascapera che raccontano una tradizione fatta di ingredienti semplici, genuini e profondamente legati al territorio. Come La torta alle nocciole, realizzata con la pregiata Tonda Gentile, o la torta di ricotta romana e pere unisce la cremosità della ricotta alla freschezza della frutta. E ancora la crostata di visciole, con la sua frolla friabile e, per finire, le bombe fritte ripiene, dorate e soffici, rappresentano il lato più festoso e goloso della pasticceria laziale.
A integrare il buffet, un menu à la carte con classici come uova e frittate, oltre a opzioni vegane e vegetariane preparate al momento dal team. Particolarmente attenti alle occasioni speciali: su richiesta, offrono tortine personalizzate e bollicine per compleanni o anniversari, trasformando la colazione in un momento unico e memorabile. Il servizio è aperto anche agli ospiti esterni al costo di 42 euro a persona.