Dal 23 al 27 marzo 2026, a Sambuca di Sicilia, si svolgerà la nona edizione del Master Internazionale “Biodinamica per il vino”, un corso residenziale di formazione avanzata appositamente realizzato per il vino e la viticoltura.
Ideato e diretto dall’agronomo ed enologo Adriano Zago, il Master è rivolto a professionisti del settore vitivinicolo e si terrà presso l’azienda Serra Ferdinandea, in collaborazione con Planeta.
L’obiettivo è fornire strumenti teorici e pratici per comprendere e applicare la biodinamica come metodo agricolo complesso, con particolare attenzione alla fertilità dei suoli, alla qualità dei vini e alla gestione dell’azienda nel suo insieme.
Alla base del percorso vi è una visione della biodinamica lontana da semplificazioni e approcci standardizzati. Come spiega Adriano Zago, «la biodinamica non è uno standard, non è una ricetta, non è un migliorativo o una evoluzione della tecnica. È, piuttosto, un metodo agricolo che permette di sviluppare sensibilità, obiettivi e risultati in un modo diverso attraverso tecniche precise e visioni». Un approccio che affonda le proprie radici nel pensiero di Rudolf Steiner, formulato nel 1924, ma che a distanza di oltre cento anni continua a trovare applicazioni concrete nel contesto agricolo contemporaneo.
Il Master affronta la biodinamica come pratica fondata sulla complessità dei sistemi agricoli. «Un vigneto funziona bene quando è complesso», sottolinea Zago, «quando è all’interno di una azienda agricola e quando quella stessa azienda agricola è all’interno di un paesaggio complesso. Tutto quello che viene tolto a questa complessità indebolisce». Un principio che richiama i fondamenti dell’ecologia moderna e che guida l’intero impianto didattico del corso.
Il programma prevede oltre 45 ore di attività tra lezioni frontali, casi studio, lavoro in gruppi, visite in vigna e in cantina, masterclass e degustazioni tecniche di vini biodinamici italiani e internazionali. I temi spaziano dalla gestione della fertilità e della sostanza organica all’uso dei preparati biodinamici, dalla fisiologia della vite alla gestione dell’acqua, fino agli aspetti strategici e organizzativi dell’impresa agricola.
Particolare attenzione è riservata al tema del suolo, considerato elemento centrale dell’intero sistema produttivo. «La priorità totale è nella fertilità della terra e nella qualità del prodotto», afferma Zago. «Quindi priorità assoluta ai processi». Un’impostazione che trova riscontro anche in numerosi studi scientifici e che diventa, nel Master, oggetto di analisi tecnica e osservazione diretta sul campo.
La formula residenziale favorisce un confronto continuo tra docenti e partecipanti, rendendo l’esperienza formativa immersiva e fortemente legata al contesto territoriale. L’edizione 2026, la prima interamente ospitata in Sicilia, offre inoltre l’occasione di riflettere sul ruolo della biodinamica nei paesaggi mediterranei, dove la gestione del suolo e dell’acqua rappresenta una delle sfide centrali per il futuro della viticoltura.
FP