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Vino e dintorni

Wine Paris, il riscontro delle aziende: “Vetrina ormai strategica, ne fa le spese il ProWein di Düsseldorf”

17 Febbraio 2026
In alto da sinistra in senso orario Marzia Varvaglione, Maria Giovanna Migliore, Emanuele Rabotti, Federica Campo In alto da sinistra in senso orario Marzia Varvaglione, Maria Giovanna Migliore, Emanuele Rabotti, Federica Campo

Considerato il baricentro del vino mondiale, Wine Paris conferma anche quest’anno la sua forte identità.

La tre giorni parigina ha confermato la sua centralità strategica, non solo per l’ampiezza dell’offerta ma soprattutto per la qualità dei contatti e l’efficienza organizzativa. Per comprendere meglio il sentiment delle aziende italiane, abbiamo raccolto le impressioni di alcune figure di riferimento del comparto.

Ad inaugurare il nostro percorso tra gli stand è Marzia Varvaglione, alla guida della storica azienda di famiglia Varvaglione 1921 alle porte del Salento. “Wine Paris si è rivelata una manifestazione frizzante – dice -. Buyer internazionali, operatori horeca, importatori: il flusso è continuo e qualificato”. E sul dualismo con la fiera di Düsseldorf non ha dubbi: “Parigi offre una logistica più efficiente, sia per chi compra sia per chi espone”. A farle da eco c’è Maria Giovanna Migliore dell’azienda Giacomo Borgogno & Figli. Lei è la responsabile marketing della storica cantina piemontese, e afferma sicura: “Wine Paris rappresenta un appuntamento imperdibile”. “Una scelta oculata essere qui”, aggiunge Francesco Liantonio della cantina Torrevento.

Aggiunge Maria Giovanna Migliore: “Qui si riescono a sviluppare nuove relazioni ad esempio con Slovacchia, Grecia, Canada, Stati Uniti, Norvegia, Svezia, Messico e Regno Unito”.

“Parigi è una piattaforma internazionale dove il vino italiano trova ampio spazio – incalza Liantonio -. In un contesto non semplice, segnato da giacenze importanti e da una congiuntura complessa, Wine Paris diventa una vetrina strategica anche sul piano comunicativo”.

Presente fin dalla prima edizione, anche l’azienda Vinicola Tornatore conferma la sua presenza a Parigi. L’azienda etnea guidata sul fronte hospitality da Federica Campo non ha dubbi: “Qui c’è maggiore visibilità”. Negli anni la crescita della manifestazione è stata proporzionale all’aumento dei contatti tanto da spingere lo staff di Tornatore a rinunciare definitivamente alla partecipazione alla fiera tedesca.

Wine Paris trova parere favorevole anche nelle parole di Emanuele Rabotti presidente del
Consorzio Franciacorta: “Non potevamo chiedere di più”. Insomma se da un lato Wine Paris consolida la sua presenza nel mondo internazionale del vino dall’altro il confronto con Düsseldorf appare sempre meno equilibrato.