I vini di montagna sono un presidio culturale e identitario di grande importanza. Un modello agricolo attorno al quale sono cresciute le comunità e rappresentano un fenomeno di resilienza a cui si può e si deve guardare in chiave di sviluppo economico e socio culturale del territorio. In questa ottica Catasta, l’hub turistico, culturale, esperienziale e gastronomico nel cuore del Parco nazionale del Pollino, ha interpretato la valorizzazione di questo segmento produttivo realizzando un format di promozione territoriale che confluisce anche in una carta dei vini capaci di interpretare il territorio con coerenza, profondità e scelte di valore. Un lavoro intenso e costante che ha ricevuto il Premio “Carta dei vini – Spirito Slow” per la migliore selezione di vini provenienti da vitigni autoctoni minori, conferito da Slow Wine e Milano Wine Week Group in occasione della Slow Wine Fair, svoltasi a Bologna dal 22 al 24 febbraio.
Con la carta vini costruita dall’Impresa sociale Catasta per il punto ristoro e la bottega di territorio dell’hub turistico di Campotenese si da valore all’interno percorso che ha dato vita a Pollino Enoico esperienza che punta a raccontare il Parco come distretto vinicolo capace di mettere in relazione visitatori e produttori attraverso accoglienza ed enoturismo, sostenendo in modo concreto la viticoltura locale e la tradizione millenaria da cui ha origine. Nella terra che fu degli Enotri e dei Sibariti il vino caratterizza in grande parte l’areale montano che si muove lungo la dorsale appenninica tra Calabria e Basilicata. Qui giovani produttori ed esperienze vitivinicole più storicizzate nel tempo custodiscono un patrimonio di biodiversità e vitigni autoctoni che ha assunto un valore strategico per il territorio e oggi diventa un asset significativo per lo sviluppo delle aree interne attorno ad una tradizione consolidata tra artigianalità e modernità di visione.
“Questo angolo di Italia meridionale ha avuto un ruolo alle origini dello sviluppo della cultura vitivinicola del Mediterraneo – affermano i soci fondatori di Catasta Giovanni Gagliardi, Donato Sabatella, Sergio Senatore e Manuela Laiacona – Le cantine sono i custodi di questa eredità, valorizzano nei loro vini lo straordinario terroir del Pollino che merita di essere conosciuto e posizionarsi tra i luoghi di eccellenza vinicola del nostro Paese e come nuova destinazione enogastronomica. Il premio che abbiamo ricevuto – aggiungono – è la conferma dell’attenzione crescente da parte di opinion leader e della stampa di settore. Ringraziamo la rete che ci ha supportato con il voto popolare e la giuria di esperti di Slow Wine e Milano Wine Week per averci onorato di questo importante riconoscimento. Pollino Enoico comincia ad essere un progetto misurabile nei risultati”.
Il format che ingloba lo spirito di un progetto di sviluppo interregionale ha destato l’interesse degli assessorati all’Agricoltura di Calabria e Basilicata che stanno valutando Pollino Enoico come studio pilota per la creazione di una piattaforma condivisa di valorizzazione della vocazione geografica, culturale e produttiva legata al vino appartenente naturalmente a entrambi i versanti del Parco Nazionale del Pollino. “Il riconoscimento ottenuto da Catasta conferma la validità di un’impostazione che parte dall’ospitalità e costruisce un percorso di filiera — dichiarano Gianluca Gallo, Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, e Carmine Cicala, Assessore alle Politiche Agricole della Regione Basilicata. — Il Pollino può diventare un modello di valorizzazione comune, capace di unire imprese, promozione e mercato”.
L’esperienza vuole infatti diventare una infrastruttura stabile a supporto dello sviluppo economico e sociale legato alla cultura vinicola del luogo concentrandosi sulla formazione specializzata per produttori e operatori dell’accoglienza al fine di consolidare competenze condivise e un linguaggio comune capace di promuovere il vino del Pollino con autorevolezza; la commercializzazione per rendere l’offerta enologica del Pollino più accessibile e riconoscibile, facilitando i contatti con canali Ho.Re.Ca. e buyer nazionali e internazionali; l’enoturismo con l’obiettivo di strutturare un piano di iniziative turistiche coerenti, costruendo esperienze e itinerari che restituiscano reputazione e valore economico al territorio.