“Le ultime settimane hanno portato attenzione e discussioni importanti sul nostro ristorante, sul settore e sulla mia passata leadership. Ho lavorato per essere un leader migliore e Noma ha compiuto grandi passi avanti per trasformare la cultura aziendale nel corso degli anni. Riconosco che questi cambiamenti non riparano il passato. Le scuse non bastano, mi assumo la responsabilità delle mie azioni”. Inizia con queste parole il post Instagram con cui lo chef tristellato René Redzepi ha annunciato ai suoi dipendenti la volontà di dimettersi dalla guida del Noma e dal consiglio della fondazione Mad, l’organizzazione no-profit che aveva fondato nel 2011.
A spingerlo a questo passo, ha avuto un ruolo decisivo l’inchiesta del New York Times, pubblicata nei giorni scorsi, che riferisce di presunti abusi e comportamenti aggressivi e violenze fisiche nei confronti sei suoi ormai ex dipendenti. Redzepi, danese con origini macedoni e albanesi, è noto in particolare per la sua ridefinizione di “nuova cucina nordica”, incentrata su prodotti del territorio nordeuropeo e su una grande ed accurata pulizia di sapori e piatti, diventata nel tempo poi un fenomeno mondiale.
Una storia ricca di riconoscimenti ma su cui si allungano adesso delle ombre, come ha ammesso in parte in un post pubblicato ancora una vosta su Instagram. “Voglio affrontare alcune storie passate riguardanti la mia leadership in cucina che sono riemerse di recente – ha scritto -. Sebbene non riconosca tutti i dettagli di queste storie, riesco a vedere abbastanza del mio comportamento passato riflesso in esse per capire che le mie azioni sono state dannose per le persone che lavoravano con me. A coloro che hanno sofferto a causa della mia leadership, del mio cattivo giudizio o della mia rabbia, porgo le mie più sentite scuse e ho lavorato per cambiare”.
E adesso, doopo oltre vent’anni trascorsi a “costruire e guidare questo ristorante – ha ricordato nel post -, ho deciso di fare un passo indietro e lasciare che i nostri straordinari leader guidino il ristorante verso il suo prossimo capitolo. Mi sono anche dimesso dal consiglio di amministrazione di Mad, l’organizzazione no-profit che ho fondato nel 2011. Per chiunque si chieda cosa significhi questo per il ristorante, lasciatemi dire chiaramente: il team di Noma oggi è il più forte e stimolante di sempre. Siamo aperti da 23 anni e sono incredibilmente orgoglioso delle nostre persone, della nostra creatività e della direzione che Noma sta prendendo”.
Questo team “continuerà a lavorare insieme nella nostra residenza a Los Angeles – ha assicuratonel post -, che sarà un momento importante per mostrare il loro impegno e accogliere gli ospiti in un’esperienza davvero speciale. La missione di Noma per il futuro è continuare a esplorare idee, scoprire nuovi sapori e immaginare cosa potrà diventare il cibo nei decenni a venire. Noma è sempre stato più grande di qualsiasi persona. E questo prossimo passo onora questa convinzione”.