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Eventi e iniziative

Contrade dell’Etna: a Linguaglossa strategia a confronto tra memoria e innovazione 

21 Aprile 2026
L'incontro nella sala consiliare del Comune di Linguaglossa L'incontro nella sala consiliare del Comune di Linguaglossa

Istituzioni e produttori si sono dati appuntamento per ribadire il valore strategico del settore. Presentati anche due progetti: tre stazioni di monitoraggio ambientale e una mappa interattiva delle contrade

L’Etna non è solo un emblema naturale e paesaggistico, ma rappresenta un patrimonio identitario profondo: un intreccio di memoria e sviluppo, dove storie di vite vissute raccontano passione e senso di comunità. È questo il messaggio emerso durante il recente convegno tenutosi domenica 19 aprile presso la sala consiliare del Comune di Linguaglossa, in occasione de ‘Le Contrade dell’Etna’, la XVII edizione di uno degli appuntamenti più attesi dal mondo enologico.

Ma perché, oggi più che mai, è fondamentale puntare su un evento come questo? La risposta risiede nel fatto che eventi di questo genere hanno il merito di valorizzare non solo la qualità e l’eccellenza dei prodotti vitivinicoli del territorio etneo, ma anche il lavoro di tutti i produttori, la tutela del paesaggio e la capacità di innovare nel rispetto delle tradizioni. Un concetto ribadito con forza dalle autorità civili presenti, a partire dal sindaco di Linguaglossa, Luca Stagnitta – promotore dell’incontro – insieme ai primi cittadini Ignazio Puglisi (Piedimonte Etneo), Alfio La Spina (Sant’Alfio) e Concetto Stagnitti (Castiglione di Sicilia). In tal senso, l’amministrazione di Linguaglossa ha confermato la volontà di investire nel settore vitivinicolo attraverso progetti concreti e ambiziosi.

Tra le iniziative presentate, spicca un progetto già sviluppato dall’Università di Piacenza: l’installazione di tre stazioni di monitoraggio ambientale, mirate a proteggere l’intero sistema delle contrade. A questa iniziativa si affianca la proposta di realizzare una mappa interattiva che permetterà di geolocalizzare e conoscere ogni singola contrada, rendendo il territorio accessibile con un clic.

L’iniziativa è stata presentata dal Rocco Trefiletti, patron della cantina Aìtala e figlio di quella cultura contadina che per generazioni ha vissuto di terra e continua a credere nel territorio dell’Etna, sottolineando l’importanza dell’individuazione delle contrade come opportunità per descrivere in modo più preciso il territorio del vino. Racconto reso vivo dal legame tra etimologia e appeal turistico, infatti – sottolinea bene Trefiletti – i nomi storicamente usati e la geografia vissuta dai vecchi contadini permettono alle contrade di conservare autenticità e credibilità, rendendo più accattivante il territorio. La terza proposta riguarda l’istituzione di un premio dedicato alla memoria di Andrea Franchetti. Un tributo doveroso all’uomo che, con lungimiranza, intuì per primo il valore delle contrade, tracciando la “strada maestra” all’Etna Doc.

Interessanti l’intervento del professore dell’Università di Palermo – Nicola Francesca – e la presenza del direttore del Consorzio Etna Doc – Maurizio Lunetta – i quali hanno evidenziato come la vitalità del marchio Etna continui a crescere nonostante le sfide del mercato globale.

In questo quadro, la presidente dell’Enoteca Regionale per la Sicilia Orientale, Maria Grazia Barbagallo, ha sottolineato che il compito delle Istituzioni è cooperare, permettendo ai produttori di raccontare la realtà umana e storica che sta dietro ogni bottiglia.