Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Vino e dintorni

Sicilia en Primeur presenta una nuova edizione con un report sull’enoturismo motore economico da 3,1 miliardi in Italia

22 Aprile 2026
Da sinistra Mariangela Cambria e Denis Pantini Da sinistra Mariangela Cambria e Denis Pantini

La ricerca compiuta da winemonitor di Nomisma. Cambria: "La Sicilia del vino oggi si conferma un’isola capace di intercettare i cambiamenti e anticipare le strategie”

L’enoturismo da attività complementare della cantine a vero motore economico del business dei produttori di vino. Un cambiamento di prospettiva, prima che di paradigma, in un contesto caratterizzato da calo di consumi e incertezze internazionali.

Questo lo scenario disegnato da Nomisma alla vigilia di Sicilia en Primeur 2026 (11–15 maggio a Palermo), uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama enogastronomico internazionale. La manifestazione non è solo una vetrina di eccellenze: è anche il palcoscenico di un cambiamento strutturale del settore vitivinicolo siciliano, sempre più orientato verso l’enoturismo come leva di sviluppo. La ricerca presentata oggi a Palermo nella sede di Unicredit mette in luce numeri e tendenze di un comparto chiamato a reinventarsi in uno scenario globale complesso.

Enoturismo: da attività complementare a motore economico

Il dato più eloquente riguarda il valore complessivo dell’enoturismo in Italia: 3,1 miliardi di euro. Un segmento che, ha sottolineato Denis Pantini responsabile Wine Monitor di Nomisma, ha smesso di essere “accessorio” per diventare “centrale nelle strategie delle imprese vinicole”. In Sicilia, la crescita è ancora più marcata: “Nelle aree dell’Etna, tra il 2019 e il 2024, gli arrivi turistici sono aumentati del 17,4%, ben oltre la media regionale del 12,4%”, ha evidenziato ancora.

Un risultato che riflette una trasformazione culturale prima ancora che economica. Ed è proprio su questo punto che insiste Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia: “Assovini Sicilia scommette sull’enoturismo non solo come strategia ma come asset delle nostre cantine, che stanno rispondendo in maniera dinamica alle nuove sfide del mondo del vino”.

Un passaggio chiave, che sposta il focus dall’ospitalità come servizio accessorio a elemento strutturale del modello di business. Per Cambria, l’enoturismo è soprattutto uno strumento narrativo: “Il wine tourism ci consente di raccontare il vino come prodotto culturale e parte di un contesto più ampio dove convivono paesaggio, storie, produttori, gastronomia”. E ancora: “la Sicilia del vino oggi si conferma un’isola capace di intercettare i cambiamenti e anticipare le strategie”.

Il profilo dell’enoturista: internazionale e curioso

La ricerca evidenzia anche un altro dato strategico: l’enoturismo siciliano è fortemente internazionale, più di tanti altri territori italiani. I visitatori arrivano soprattutto da Stati Uniti, Germania e Regno Unito, hanno tra i 40 e i 55 anni e spesso non sono esperti di vino. Un aspetto che, come sottolineano gli operatori, rappresenta un’opportunità: educare nuovi consumatori e costruire relazioni durature con un pubblico globale. Le esperienze richieste guardano sempre più verso format personalizzati, immersivi e integrati con cultura e territorio.

Export in affanno, ma i bianchi siciliani crescono

Sul fronte internazionale, il 2025 si chiude con un segno negativo per il vino italiano: -3,6% a valore, pari a circa 300 milioni di euro. Una flessione diffusa a livello globale. In Sicilia, però, emergono segnali contrastanti: “Se i rossi Dop registrano un calo dell’11% – ha spiegato Pantini -,i bianchi Dop crescono del 2,4%, con un exploit dell’8,4% negli Stati Uniti, in netta controtendenza rispetto al mercato”.

Da questo parte la nuova edizione di Sicilia En primeur con  degustazioni tecniche, incontri con i produttori, convegni e ben 12 itinerari enoturistici per la stampa internazionale. I numeri dell’ultima edizione parlano chiaro: oltre 100 giornalisti da tutto il mondo e 57 aziende partecipanti. “Il settore vitivinicolo che rappresenta un pilastro strategico per l’economia siciliana, si trova ad operare oggi in un contesto globale complesso , in cui vecchie e nuove sfide si affiancano però a significative opportunità, come l’ascesa dell’enoturismo, leva strategica a supporto di competitività, attrattività e valorizzazione del territorio“ ha affermato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit. “UniCredit rinnova l’impegno ad accompagnare le imprese in questo percorso, attraverso il credito, un  modello di servizio dedicato e consulenza specialistica”.

Per il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla si tratta di una vetrina per la città: “una straordinaria occasione per valorizzare non solo la qualità delle nostre produzioni, ma anche la cultura, l’identità e la sostenibilità che caratterizzano la Sicilia”, ha detto a margine della presentazione, “eventi come questo rafforzano l’immagine della nostra terra e dimostrano quanto sia strategico continuare a investire nella promozione integrata del territorio, sostenendo in particolare il contributo delle nuove generazioni di produttori”.