Battesimo d’élite per la presentazione del riconoscimento della nuova denominazione Docg Casauria, che riconosce l’identità storica, pedoclimatica e culturale peculiare di questo tratto di Appennino centrale. La presentazione nel padiglione Abruzzo all’interno di Vinitaly condotta dal giornalista Franco Santini e con la partecipazione dell’enologo Angelo Molisani, e del presidente del Consorzio, Alessandro Nicodemi.
Il nome Casauria deriverebbe da “Casa Aurea”: casa d’oro, non male come accostamento, visto che i residenti di questo angolo di Abruzzo, considerano oro il loro vino. Il Montepulciano casauriense è un biotipo selezionato nei secoli, dove il territorio che si sviluppa tra 200 e 600 metri s.l.m., è protetto e ventilato da due massicci imponenti. Le Gole di Popoli 4 il fattore climatico decisivo. Il passaggio naturale tra le montagne funziona da canale di ventilazione con due effetti fondamentali sul vino: ventilazione costante ed escursione termica giorno/notte.
Qui nasce il segreto della complessità di questo Montepulciano. Il calore diurno favorisce l’accumulo di zuccheri e lo sviluppo dei precursori aromatici, mentre il fresco notturno blocca la degradazione degli acidi e favorisce la sintesi di antociani stabili, responsabili del colore intenso e del grande potenziale di invecchiamento del vino.
L’eterogeneità di questi suoli è la grande risorsa del territorio. Quattro tipologie che si alternano sui versanti collinari sabbioso-argilloso, ricco di scheletro calcareo, calcareo-argilloso, marnoso-arenaceo.
Maturazione tardiva il segreto della qualità Casauria, Il profilo del VCR456 racconta un vino che sacrifica la componente floreale e fruttata “fresca” per costruire qualcosa di più complesso e maturo: speziatura, balsamicità, struttura. Il fatto che la gradevolezza sia al massimo nonostante questa impostazione “seria” e potente è interessante 4 significa che il biotipo Casauria riesce a integrare potenza e armonia senza risultare duro o scomposto.
Standard rigorosi per l’eccellenza, il disciplinare Docg prevede:
Montepulciano min. 90-100%
Resa massima 90 q/ha
Grado alcolico min. 13,00% vol
Estratto secco min. 24,0 g/l
Invecchiamento min. 18 mesi
Montepulciano Docg Riserva min. 90-100%
Resa massima 90 q/ha
Grado alcolico min. 13,50% vol.
Grado alcolico min. 13,50% vol
Estratto secco min. 26,0 g/l
Invecchiamento min. min. 24 mesi.
Le rese sono 90 q/ha, contro i 140 q/ha della Doc regionale, le rese contenute aiutano la concentrazione estrattiva, e quindi vini capaci di sfidare i decenni.
Nel calice, potenza al servizio del tempo, colore rosso rubino impenetrabile con riflessi violacei che si trasformano in granato con l’invecchiamento. Al naso fruttato: amarena, mora selvatica, prugna matura, note speziate pepe nero, liquirizia, cacao, caffè, tabacco, sensazioni eteree di cuoio, grafite, sottobosco, insieme a nuance balsamiche di: eucalipto, mentolo, erbe essiccate. Al palato, ingresso voluminoso e caldo, trama tannica fitta, spalla acida che dona ritmo, persistenza lunghissima.
La degustazione ha visto le seguenti etichette:
Podere Castorani – Montepulciano d’Abruzzo 2003
Duchi di Castelluccio – Montepulciano d’Abruzzo Casauria Riserva “Podere Crosta” 2007
Guardiani Farchione – Montepulciano d’Abruzzo “Tenuta del Ceppete 74” 2010
Tocco – Montepulciano d’Abruzzo “Enisio” Casauria Riserva 2015
Pasetti – Montepulciano d’Abruzzo Casauria “Harimann” 2017
Nic Tartaglia – Montepulciano d’Abruzzo “Io” 2017
Terzini – Montepulciano d’Abruzzo Casauria “Vigna Vetum” 2018
Rosarubra – Montepulciano d’Abruzzo Riserva “Vigna Lomanegra” 2019
Zaccagnini – Montepulciano d’Abruzzo Casauria Riserva “San Clemente” 2019
Chiusa Grande – Montepulciano d’Abruzzo Casauria “DNA” 2020
Pettinella – Montepulciano d’Abruzzo Casauria 2023
Ettore Galasso – Montepulciano d’Abruzzo Casauria Riserva “Pantheon” 2023
I vini in degustazione hanno confermato la qualità, ed il diritto ad avere la Docg, e come il titolo della presentazione recitava che il riconoscimento non è un traguardo, ma un nuovo punto di partenza.